Mal di Roma
Oggi vi invito a commentare un editoriale del Foglio sulla rissa tra studenti di destra e di sinistra davanti alla Sapienza di Roma.
A Roma soffia un brutto vento infuocato di botte fra estremisti che si alimenta della peggiore sottocultura di destra e di sinistra. E che non dovrebbe trovare altro combustibile nello sguardo cisposo dell’informazione. Come invece rischia di accadere, a giudicare da come alcuni giornali si preparavano ieri a raccontare la febbrile scazzottata fra i neofascisti di Forza nuova esclusi dall’Università la Sapienza e i collettivi studenteschi. La circostanza è penosa e vile a prescindere da chi abbia attaccato per primo, perché c’è una censura ideologica che impedisce a qualcuno di parlare (nella rossissima facoltà di Lettere e filosofia, per un convegno sulle foibe organizzato da Forza nuova), perché questo qualcuno è sospettabile d’aver usato il bastone per rivalersi sui censori e perché altri, i collettivi, sono sospettati invece d’aver impugnato le proprie armi per sottolineare il significato dell’esclusione inflitta al nemico. Ma non è la prima volta né la peggiore.
Il lato plumbeo della faccenda riguarda Roma nel suo complesso, la capitale conquistata dal Lupomanno della destra fra clangori di riscossa, paure sociali e richieste di sicurezza disattese. La sinistra sottoculturale si è lasciata subito vincere da una coazione fredda a ritmare il nuovo allarme antifascista, ha strumentalizzato l’aggressione borgatara del Pigneto e cerca di collocarla in un fantasmatico clima di squadrismo xenofobo e persecutorio nel quale, potendo, contemplerebbe perfino i roghi campani e quel maledetto tossicodipendente da curva calcistica che ha investito e ucciso una coppia di disgraziati (attenzione: la nuova frontiera dell’accusa infamante sta diventando l’appartenenza al tifo organizzato). Siamo già costretti a esaminare un nuovo mal di Roma? Per ora siamo di fronte a una pratica intellettualmente debole e che tuttavia, se assecondata dalla coscienza rancorosa degli sconfitti, pare destinata a perdurare e incrudelire. Anche perché nella sottocultura di destra ci sarà sempre qualche imbecille in buona o cattiva fede, gonfio di risentimenti antichi, disponibile al gioco di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato e con intenzioni demenziali. Più delle censure di Alemanno e dei suoi subalterni, e più ancora di un’auspicabile resipiscenza della sinistra urbanizzata, conterà l’atteggiamento dei mezzi d’informazione. Ogni slealtà umana e giornalistica potrebbe avere lo stesso effetto di una bastonata.



In questi giorni l’Università francese è in fermento.La Sorbonne è stata chiusa. Non entro qui nel merito delle ragioni e dei torti. Oggi mi interessa lo sviluppo della comunicazione con l’uso del Web 2.0 che sta alla base anche di questo blog. Gli studenti francesi comunicano normalmente parole e immagini della loro protesta attraverso il Web. E gli studenti della Lumsa di Roma della laurea specialistica in Editoria e giornalismo provano con i loro blog a registrare la protesta. Grazie ad Eleonora Limiti, prima ancora di dire la mia opinione vi offro una sintesi per chi è interessato del lavoro di una parte dei ragazzi. Basta andare nel blog Nonsolosabato ( che è linkato anche nel mio) , guardare l’esercitazione e poi leggere nei commenti i nomi di chi ha fatto l’esercitazione , che troverete in mille forme diverse sui loro blog linkati nella barra a fianco. Ve l’ho già spiegato:non ho aperto un blog solo per dire la mia e leggere le repliche. Ne voglio fare uno strumento di circolazione interattiva circolare su tutti gli aspetti della vita quotidiana. Il Web 2.0 è molto oltre la cosiddetta rivoluzione di Internet. E, dal prossimo Week- Endn mi piacerebbe scambiare con voi anche informazioni su film e spettacoli da vedere e libri da leggere.









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