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La lettera di Berlusconi

Giugno 17

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Ecco il testo integrale della lettera inviata da Silvio Berlusconi al presidente del Senato Renato Schifani e pubblicata sul Giornale

Caro Presidente, come Le è noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto “decreto sicurezza” un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.

In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.

I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria. Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.

Quindi, ancora una volta, secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.

Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale. Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale. La informo quindi che proporrò al Consiglio dei ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.

Cordialmente, Silvio Berlusconi

La Beffa

Gennaio 30

L’incarico a Franco Marini, nelle condizioni che si sono determinate, sembra uno scherzo. Il Presidente Napolitano avverte che nessuno osi interpretare la sua mossa come una dilazione. Excusatio non petita….., sembra propio soltanto un modo di prendere tempo. Siamo sinceri: qualcuno cercava una sponda da Casini, per sorreggere una costruzione che non sta in piedi? E’ arrivata, al contrario, una risposta nettissima. E’ inutile perdere tempo- dice Casini- non voglio fare la stampella di una sinistra divisa e in crisi. Ed ha ragione perchè, anche se taciuto dalla maggior parte dei notiziari schierati a difesa dell’ex governo, un comunicato dei Comunisti italiani dice chiaramente: andiamo al voto. Per la precisione, all’intero centrodestra vanno aggiunti i comunisti italiani e l’Udeur. E già su Marini la maggioranza è capovolta. E poichè in politica i contenuti fanno la differenza, è giusto ricordare che un altro gran numero di gruppi minori ( i socialisti, per esempio) hanno detto da tempo che non sono d’accordo con il tipo di riforma voluta da Veltroni. E poi Veltroni ( glielo ha ricordato proprio Casini) non sosteneva con grande energia che senza Berlusconi e Forza Italia sarebbe vana una riforma elettorale? I due leader dei più grandi partiti lo hanno detto con tanta forza da terremotare la situazione politica.. Dunque una maggioranza vera per Marini non c’è, a meno di tentare l’ammucchiata di tutti coloro che, indistintamente e senza principi ,vogliono andare a votare il più tardi possibile. Proviamo un elenco. Veltroni vuole allontanare dalla sua candidatura il più possibile l’ombra nefasta dell’insuccesso del governo Prodi. Il suo partito è diviso e non ha ancora fatto il primo tagliando: rischia di dividersi già sul programma. Montezemolo non è pronto per scendere in politica e rischia di lasciare la Confindustria, per elemosinare un posto dal centrodestra. ovvio che preferisca un governo finto per ritagliarsi un ruolo. Grave che il Presidente Napolitano abbia citato tra le osservazioni che lo hanno convinto quelle di un vertice confindustriale, come se Montezemolo fosse un rappresentante eletto dal popolo. A parte la singolare interpretazione delle consultazioni presidenziali, è essenziale il fatto che Montezemolo dimissionario che lancia lo stop alle elezioni vale quanto il Procuratore di S: Maria Capua Vetere, che arresta Sandra Mastella alla vigilia della pensione. Poi ci sono i complici muti, i piccoli partiti dell’ex maggioranza, che detestano Veltroni e la sua riforma elettorale, ma hanno ancora più paura di andare a votare con l’ipotesi di un PD che non se li accolli più. Tutti assieme ancora non bastano, però. E’ necessario il collante di quei tanti peones che come massimo orizzonte hanno la fine di settembre, momento in cui la metà legislatura garantirebbe benefici e pensione. Su questi conta Marini? Così sembra. Perchè la legge elettorale in vigore ha certo i suoi difetti, però ha garantito a Prodi quasi due anni di governo con solo 20 mila in più alla Camera, grazie al premio di maggioranza. Ed al Senato una maggioranza esigua c’è stata nonostante in termini di voti l’opposizione ne abbia contati 250 mila in più. Ricordate la prima battaglia del Senato? A Prodi fu offerto un atteggiamento diverso se solo avesse accettato di concordare con l’opposizione il Presidente. E quale fu la risposta? Un Franco Marini di forza. Una doppia sfida, se si considera che il presidente non volle rinunciare a sbattere anche il suo voto in faccia ad Andreotti, suo anziano xapo nella Dc.  Ed ora eccolo di nuovo, stavolta come grande mediatore. Per Napolitano, c’è solo una attenuante: lui fu eletto dopo i presidenti delle Camere. Però anche la sua fu elezione di parte.    

Il mastino del potere

Gennaio 24

E così, in poche ore, tutti hanno potuto vedere chi è veramente Romano Prodi. Altro che bonaccione, altro che mortadella. Altro che sorrisi e moine da professore sbattuto per caso sulla scena della politica. E’ venuto fuori il nocciolo duro del vero uomo di potere, disposto a tutto per difendere la propria posizione. E’ una parabola che viene dai tempi dell’Iri, quando Prodi Presidente amministrava con bruschi modi spartitori la cosa pubblica per conto dei capi Dc di allora. Pensavate fosse un brav’uomo? Un professore distratto , dall’aria insonnolita?In mezza giornata, ha fatto impallidire le accuse alla famiglia Mastella. Si è lanciato vorace su ogni senatore disponibile per trovare i voti necessari a restare in sella. Perfino con l’Udeur di Mastella ha tentato prima di spaccarla promettendo posti e poi di recuperarle per un eventuale suo nuovo governo. Inutile entrare nei dettagli, che sono notissimi ai cronisti. Piuttosto, viene da ridere se si pensa, parallelamente, al rinvio a giudizio di Berlusconi per quelle telefonate a Saccà. Non si può nemmeno fare un paragone. Ma l’apetto più grave è ancora quello politico. Mentre Palazzo Chigi tentata di arruolare qualsiasi senatore(e, con un paradosso che imbarazzerà qualcuno dei giustizialisti assatanati che scrivono su questo blog, ha raccolto immediatamente il voto a favore di Andreotti), promettendo o minacciando, gli amici di Prodi, nel dibattito alla Camera hanno chiarito anche ai più ingenui e sprovveduti chi e perchè considerano i veri responsabili della crisi. Hanno tuonato, dentro e fuori dall’aula, contro Walter Veltroni e il Partito Democratico, rei di aver portato il governo al capolinea, per aver riaperto il dialogo con Berlusconi su una possibile riforma elettorale. Ecco i nemici veri, altro che Mastella(che Prodi ha superlodato nel suo discorso, ottenendo un’astensione alla Camera). Prodi detesta chi vuole veramente voltare pagina da quella Prima Repubblica alla quale deve tutta la raffinata arte di conservare il potere. Adesso immagino che i soliti irriducibili dell’ideologia nichilista si scateneranno a tuonare contro tutta la politica che fa schifo, eccetera. Il disco lo conosco e non mi piace. Ogni tanto fa ridere, quando lo suonano i comici. Ma quando lo cantano, su toni tragici, i Travaglio e i suoi fratellini fa davvero schifo. Vi piaccia o no, la situazione è chiarissima: ci sono politici che non vogliono cambiare proprio nulla. Altri che stanno operando e rischiando , per cambiare tutto. Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, in questo momento, sono coraggiosi e intelligenti. Spero proprio che vadano avanti assieme, anche se naturalmente su fronti opposti. E faccio un tifo speciale soprattutto per Walter, perchè Berlusconi è padrone a casa sua, Veltroni invece deve resistere alle pressioni di tanti. Forza, cambiate la politica italiana.