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APPUNTI ELETTORALI/2. C’E’ VAFFA E VAFFA

aprile 17

Se non l’avete letto, ve lo racconto io. Lo ha scritto il  Giornale , in un articolo da Napoli firmato da Carmine Spadafora. Durante le elezioni che hanno travolto la maggioranza di Prodi ed hanno capovolto il voto in Campania, il governatore Bassolino ha fatto approvare in Giunta una delibera per finanziare con 295 mila euro più Iva un suo blog, www. Antoniobassolino. it. Andate a vedere il titolo di apertura. ” In Campania il PD è cresciuto”. Sembra Scherzi a parte, invece è tutto vero, soprattutto i soldi del contribuente, spesi per “potenziare l’informazione per cittadini e imprese”. Bassolino è senza vergogna e non ha la minima intenzione di prendere atto della bocciatura da parte dell’elettorato. A questo punto, se si volesse esagerare,sarebbe giusto dar vita a Comitati di salute pubblica, per la rimozione delle scorie a rischio e chiedere al Commissario De Gennaro di prendere la testa di truppe scelte e marciare sulla Regione. Per non esagerare, basterebbe che ci fosse al Quirinale un Presidente capace di intervenire, visto il polverone sollevato dopo la condanna di Cuffaro. Ma, poichè la politica è l’arte del possibile, è perfino probabile che il partito di Cuffaro e Casini appoggi nel ballottaggio a Roma Rutelli, sostenuto da quanti hanno guidato il linciaggio. Lasciamoli fare ed occupiamoci di cose più concrete. Per esempio di “Vaffa”. E’ un ottimo segnale che la settimana sia stata occupata da quello reale ( e motivato ) di Totti, piuttosto da da quello virtuale del comico Grillo. Cosa farà Beppe il 25 Aprile, ora che tutte le sue previsioni e mobilitazioni si sono rivelate puro fumo? Aveva invitato a non votare, sostenendo che sono tutti d’accordo e che gli eletti in Parlamento erano già decisi a tavolino da un sistema elettorale truffaldino. Alla faccia! Lo spieghi adesso a Pecoraro Scanio ( che ha difeso fino al’ultimo). La verità è che l’antipolitica di Grillo è tra i grandi sconfitti delle elezioni. Mentre lui predicava demagogia per vendere Cd, tentando di scoraggiare il voto, La Lega ha fatto pesare il voto di milioni di italiani davvero stanchi della politica, che condizioneranno le decisioni del governo in modo infinitamente più costruttivo. Si può cambiare, se si rimane ancorati alla realtà.I parolai, invece non combinano nulla. Come quella sinistra sedicente comunista i cui dirigenti vivono da anni in cattività nei salotti chic, molto lontani dalle periferie e dai luoghi di lavoro. O come i parrucconi dei più grandi giornali, che non avevano previsto neppure per sbaglio come si sarebbe comportato al voto il popolo italiano. Domenica mattina Eugenio Scalfari sentiva l’arrivo della primavera,che avrebbe rovesciato Berlusconi e potato Veltroni almeno al pareggio. Il Direttore Ezio Mauro, non contento di aver condotto una campagna autolesionista e iperschierata, commentava l’esito del voto in modo tale da non dare alla sinistra speranze di rimonta per i prossimi diecia anni. Fuori dalla realtà, come il gruppo dirigente del Corriere, che tifava per il pareggio e dava per sicura la rimonta del PD. Ma dove vivono? Con chi parlano e, sopratutto, chi ascoltano? In questi giorni hanno trovato una nuova chiave: il pericolo Bossi. Almeno per occultare la notizia, che meriterebbe un commento più ampio, dello scontro che ha portato alle dimissioni di Prodi anche dalla presidenza del PD. Meno di due anni fa, Mieli spese la sua firma per chiedere ai lettori di avere fiducia nell’uomo e nella sua maggioranza. Almeno adesso poteva chiedere scusa in TV, prima di voltare pagina. Veltroni ha già i suoi consiglieri e non pretendiamo che ci ascolti, ma dia retta: anche per fare l’opposizione, si liberi dei parrucconi, degli opinionisti ciechi e sordi, dei travagli, dei di pietro. L’Italia cambierà per effetto del voto, può cambiare anche più rapidamente col suo aiuto.

Sul blog Presa Diretta trovate il video “Beppe Grillo is burning”. Non perdetevelo.   

Lo Specchietto

marzo 11

Lui, Giuseppe Ciarrapico, è lo specchietto. E voi, amici di blog, siete le allodole. Cantate, cantate, ma almeno lasciate perdere insulti e volgarità, tanto non ne vale la pena. Riassumendo, fa scandalo l’intervista su Repubblica di Giuseppe Ciarrapico, con le sue idee di sempre. E’ lo stesso Ciarrapico che un anno fa, il 14 marzo 2007, era al Teatro Eliseo di Roma ad un raduno del Partito Democratico ad annunciare la sua conversione a sinistra? Era sempre lui. Era lo stesso che definì Bettini, braccio destro di Veltroni ” uno dei politici italiani più intelligenti e capaci”. Era lui e aveva anche ragione, in quella circostanza. Ma allora non era fascista? Intendiamoci: fascista per storia e fedeltà Peppino lo è sempre stato, però da almeno 30 anni si può dire che ha lavorato per tanti democratici che ha fatto dimenticare le sue origini. Non le ha mai rinnegate, in verità, però se l’intervistatore gli avesse chiesto chi è stato più grande politico tra Mussolini ed Andreotti, scommetto un anno di stipendio che avrebbe risposto Andreotti. Più di 30 anni è stato amico fedele di Andreotti, mentre il fascismo lo ha vissuto da ragazzo, come il primo amore. E la cosa più comica, che tutti fanno finta di dimenticare e molti tra i miei amici di blog proprio non sanno è che , da uomo di fiducia di Andreotti, fu proprio Ciarrapico a “salvare” La Repubblica di Scalfari, Caracciolo e De Benedetti dalle mani di Berlusconi. Sì, perchè il Cavaliere aveva comprato, all’inizio degli anni ‘90 la maggioranza della Mondadori e lì dentro c’era anche il controllo di Repubblica e dei quotidiani locali. Era stato il mezzo con il quale De Benedetti aveva dato al scalata alle propietà di Scalfari e Caracciolo. Poichè la legge proibiva a chi posside televisioni la proprietà dei quotidiani, ci voleva un intervento del governo per sanare la questione. E il principe Caracciolo, progressista ma sempre nobile, chiese ad Andreotti di nominare come mediatore il suo vecchio amico Giuseppe Ciarrapico. Chi, il fascista dell’intervista? Sempre lui, onnipresente e superefficiente. Fu l’unico capace di mettere d’accordo per un momento De Benedetti e Berlusconi. Stabilì le spartizioni ed i conguagli. Berlusconi pagò la quota Mondadori a peso d’oro e, epr un breve periodo, Gianni Letta entrò perfino nel Consiglio d’Amministrazione di Repubblica e Finegil. Non ci credete? Prendete gli atti del processo sul Lodo Mondadori e rileggete le deposizioni dell’inventore del Lodo, Giuseppe Ciarrapico. L’orrendo fascista? Ma va là, Scalfari, Caracciolo, Ezio Mauro: fate ridere chi ha vissuto quegli anni . Fatela finita con questo teatro che serve ad eccitare i più sciocchi e deboli di memoria. A meno che….. E se l’abile e diabolico Peppino avesse chiesto e concordato la campagna sul suo passato fascista, per togliere elettori nostalgici a Storace? Io personalmente non mi stupirei, perchè l’uomo è certamente un grande comunicatore. Detto questo, cari amici che già scrivete fiumi di insulti, risparmiate le parole e state sereni, perchè i problemi del Paese sono tanti. Se però volete scrivere, rispondete a questa domanda: perchè Antonio Bassolino, ras della Campania, è un intoccabile?