Post taggati ‘Repubblica’

Odiosi e agguerriti: il partito Repubblica

settembre 22

mauro

di Giampaolo Pansa per Libero

Il Partito di Topolino? Tra un momento ci arriviamo. Bisogna iniziare dal lettore-militante di “Repubblica”. È un soggetto unico in Italia, che ha accolto con grande fastidio la decisione di rinviare la protesta in difesa della libertà di stampa. Lo si comprende dalle lettere pubblicate dal quotidiano prima e dopo il 19 settembre. Una paginata al giorno. Mi sono letto quelle dall’11 al 20 settembre. Ecco un test per capire quali siano gli umori profondi di un’area d’opinione certo minoritaria, però molto scaldata. Capace di odiare e di amare con intensità sorprendente. L’odio è tutto per Silvio Berlusconi, uno spirito del male disposto a compiere qualunque nefandezza. (continua…)

Sembra un corteo contro il Cavaliere ma è l’opa di Di Pietro sulla sinistra

settembre 17

dario

di Peppino Caldarola per Libero

Ma siamo sicuri che l’obiettivo della manifestazione di sabato sulla “libertà di informazione” sia solo Berlusconi? Apparentemente si. “Repubblica” ha fatto le cose in grande convocando tutto l’antiberlusconismo possibile. Una raccolta di firme propagandata ogni giorno sul sito e sul quotidiano di carta, adesioni eccellenti con protagonisti anche stranieri, un impressionante lavorìo propagandistico per dimostrare che in questo Paese la democrazia è in pericolo. (continua…)

Penna rossa!

giugno 10

(In occasione del Festival Internazionale del Giornalismo di quest’anno, svoltosi l’aprile scorso, il direttore di Repubblica era già apparso in pubblico insieme al direttore di El Pais)

di Giorgio Bernardini

Berlusconi è colpevole di molti reati tra cui quello di aver ucciso l’opinione pubblica. La sentenza è stata pronunciata alle 19 all’interno del teatro Pavone di Perugia. Ma sul palco non c’era una messinscena satirica. Al posto degli attori intrattenevano Ezio Mauro e Javier Moreno, direttore del quotidiano El Pais. L’incontro, di gran lunga il più seguito di tutta la giornata, si intitolava “Esiste ancora l’opinione pubblica?”. Purtroppo gli oltre 800 spettatori se ne sono andati con qualche dubbio in più di prima. Perché di opinione pubblica non si è proprio parlato, perché la discussione fra gli interlocutori si è trasformata in pochi secondi in un’analisi del rapporto informazione e governi di destra.

La maestra, alle medie, scriveva con la penna rossa “Fuori tema!”.

La cronaca dell’evanescenza: comincia Moreno spiegando che l’ascesa di Aznar aveva frazionato l’informazione in Spagna. “La differenza rispetto al mio paese – spiega il direttore – è la debolezza strutturale della sinistra italiana”. Ha inizio il ping-pong sul ruolo della sinistra. Il pubblico si divide in due: ci sono i trasportati e gli smarriti. Poi arriva il turno del direttore di Repubblica che distingue fra senso comune e pubblica opinione: “Noi italiani viviamo immersi in un mare di grande senso comune che spesso non coincide con la realtà”. Questa resterà l’unica frase nella quale si è citato il concetto del titolo della conferenza.

Chi scrive non si permette di dare giudizi di merito sugli interventi di Mauro e Moreno. Del resto El Pais e Repubblica rappresentano in maniera trasparente, cristallina e onesta l’interpretazione di un pensiero politico ben preciso. Ma tutto questo ha poco a che fare con la serietà di due super-professionisti, che dovrebbero approcciarsi in maniera scientifica ad un tema come quello della scomparsa dell’opinione pubblica. Invece niente sguardo sociale, neanche uno straccio di autoreferenziale autocritica giornalistica, una carta che si può giocare spesso.

Il climax degli interventi di Mauro si fa comunque ascendente: “La destra pagana e paganizzatrice nel culto del successo immediato e nell’elogio del malandrino, non è in sintonia con l’urgenza della crisi”. Applausi. Allora il direttore si carica: “Io mi stupisco di come è possibile che dopo 40 minuti di dibattito non abbiamo ancora parlato di un tema importante…”. Gli smarriti di prima gioiscono, è forse venuto il tempo di affrontare le problematiche di formazione dell’opinione pubblica, del ruolo del giornalismo – si chiedono ingenui. Ma Mauro riprende a parlare e svela il mistero: “Non abbiamo ancora affrontato il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi!”. Avanti così fino alla fine: “Berlusconi accentratore, Silvio mistificatore, Presidente incompatibile”. Neanche la famosa regola del contrappasso ha saputo darmi respiro: uscendo dal teatro, neanche un metro dopo (giuro), mi investe la voce di Tonino di Pietro. Ironia della sorte, l’ex magistrato era lì su un palco che gridava “Berlusconi accentratore, Silvio mistificatore, Presidente incompatibile”. Tutto vero.

FONTE: http://ifgurbino.wordpress.com/2009/04/02/penna-rossa/

Giornali precari

marzo 14

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Incredibile. L’Unità e La Repubblica hanno superato ogni immaginazione. Da una battuta di Berlusconi ad una giovane precaria hanno costruito un caso nazionale. La protagonista l’ha smantellato sul nascere, anche perchè è candidata del PDL alle elezioni comunali di Roma,  ma loro sono andati avanti tutto il giorno fingendo di interessarsi davvero del precariato. Guardate il video. E fatevi un’idea di cosa può succedere nella follia elettorale di chi cerca di far dimenticare a colpi di titoli i danni del governo Prodi.

Piange il Telefono

novembre 22

Due avversari politici, che non si sono mai parlati, decidono di dialogare. Silvio Berlusconi e Valter Veltroni sono stufi del falso bipolarismo, che demonizza gli avversari per ritrovarsi in lite permanente con gli alleati. Il dialogo tra loro, da posizioni opposte ma trasparenti può cambiare il sistema politico, ridare voce agli elettori. Piace a molti, ma non a tutti. Non piace a Fini, a Prodi, alla Repubblica e a tanti altri. E allora parte un polverone: dialogo contro dialogo, telefono contro telefono. Due direttori, amici di vecchia data, Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce si chiamano come sempre. Parlano del Papa che muore, di politica, spettegolano del loro collega Mimun. E’ la banale normalità tra Carlo e Fabrizio, intimi da quando Fabrizio deputato di Forza Italia sostenne Carlo per la direzione del Tg1. Nel 2001 sono uno direttore di Raiuno e l’altro di Tg5. Scandalo. E’ l’inciucione tra la Rai e Mediaset, naturalmente a danno dell’azienda di Stato. Peccato che Del Noce ha poi fatto risultati talmente positivi da essere riconfermato anche dopo la vittoria elettorale delle sinistre. Non conta. E’ solo un esempio tra i tanti. Paradossale. Una telefonata normale, da usare per sbarrare la strada ad una telefonata che potrebbe portare ad una politica più chiara. Chi vuole ostacolare o far fallire il dialogo tra Silvio e Valter usa Carlo e Fabrizio, Debora e Benito, Mauro e Giovanni. Un bailamme di telefonate di inesistente gravità, scarso interesse, a volte ridicole. Come quando compare il nome Delogu e il ragioniere stalinista di Repubblica decodifica( probabilmente il senatore di AN Mariano). Questo è il mio parere, semplice e chiaro. A me interessa il dialogo tra Silvio e Valter, su questi disturbi ad orologeria( anche se appoggiati dall’apparato della magistratura) sorrido.