Tra miracoli e satana

Ieri ho lanciato una provocazione. Non serve proibire i telefonini a scuola per battere il bullismo. Basterebbe insegnare come usare in modo positivo le immagini col Web 2.0. Solo che gli insegnanti e le istituzioni sono somari. Sono stato sommerso da centinaia di parrucconi che hanno proposto di raddrizzare gli studenti storti. Complimenti. Oggi un rapporto Ocse ribadisce che la scuola italiana fa veramente schifo. Sta affondando agli ultimi posti nel mondo. Per colpa degli studenti? Cerchiamo di capirci: gli studenti sono quelli che sono, la scuola li riceve dalle famiglie alle quali spetta per legge e diritto naturale l’educazione dei figli. Gli studenti, dunque, sono lo specchio delle famiglie italiane, come in Estonia lo saranno per le famiglie estoni. La scuola deve istruirli e quella italiana lo fa peggio di tutte le altre europee. Vogliamo occuparci del problema del livello di preparazione degli insegnanti e della validità dei programmi, oppure perdiamo tempo dietro qualche ragazzo buontempone che usa in modo goliardico il cellulare? I mezzi d’informazione fanno il vero bullismo: spettacolarizzano ed amplificano il singolo video ignorante e seppelliscono sotto la cronacaccia esasperata i problemi della scuola. D’altra parte anche per la quasi totalità delle direzioni dei mezzi d’informazione il Web 2.0 sta a metà tra un miracolo e satana.











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