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L’utile idiota

Febbraio 19

Attenzione a questa copertina di Newsweek: è l’Italia, rappresentata da uno dei magazine più famosi e letti nel mondo. Quella spazzatura nelle strada di Caserta ci rappresenta come emblema “del disastro politico ed economico di un paese che si faceva amare”. Di chi è la colpa?? Di tutti gli italiani, quindi di nessuno. Siamo tutti rappresentati allo stesso modo. Attenzione, perchè questa campagna lettorale, all’insegna del fair play sta cominciando già a puzzare di marcio.Se sbaglio, sarò felice di essere smentito. Ma ho tanto l’impressione di aver finalmente capito il ruolo che il Partito Democratico ha escogitato per D Pietro. Con il riformismo di Veltroni, non c’azzecca. Con la Giustizia giusta, è agli antipodi. Però può essere utile per dire quelle cose vecchissime che il “nuovo” partito non può dire, per non sporcarsi le mani. La prima è un disastro: togliere due reti a Mediaset equivale a annunciare la distruzione di un’azienda sana, uno dei pochi modelli competitivi a livello internazionale. Si possono annunciare licenziamenti e devastazioni in un partito che si propone come portatore di un nuovo sviluppo.? Impensabile che Di Pietro lo abbia fatto senza interpretare almeno i sentimenti profondi di una larga fetta del PD , anche volendo escludere il segretario. Secondo un’interpretazione raffinata, nel gioco delle parti interno a Di Pietro tocca il ruolo di spostare il dibattito in campagna elettorale su vecchi temi, per evitare chje si parli troppo dei problemi eali. E qui torniamo alla micidiale copertina di Newsweek. Quella spazzatura non è di tutti gli italiani. Ha responsabilità ben precise. Antonio Bassolino governa da 16 anni la Campania come uno Zar, in un paese dove, tranne Berlusconi, Formigoni e Galan, nessuno governa più di 3 anni. Un potere assoluto, che ha toccato l’apice con il governo Prodi al vertice del Paese. Questi uomini sono esponenti di spicco del partito di Veltroni e Di Pietro. Ecco perchè siparla di elevisione, piuttosto che di monnezza, crisi economica, tasse, mancanza di sicurezza. Cioè i temi che hanno diviso la sinistra al potere dalla grandissima maggioranza del Paese. Altro che qualunquismo di Fiorello. La strappi lui la scheda, chi subisce i anni quotidiani degli errori di Prodi, Visco, Bassolino, D’Alema, Amato, ha il diritto e il dovere di votare, per cambiare. P.S. Accettiamo di essere parzialmente smentiti da Veltroni, che finora si è mostrato leale, però la sua distanza da Di Pietro deve essere netta e reale, altrimenti l’evidenza del gioco delle parti è sotto i nostri occhi.

E Lui?

Febbraio 6

Prodi è caduto. Il Parlamento è sciolto e i parlamentari sono andati a casa senza pensione. L’esperienza del secondo governo Prodi è stata più che fallimentare. Ricordate la campagna elettorale, quando già si poteva prevedere che una coalizione tanto eterogenea non sarebbe durata tanto? Chi lo sosteneva, veniva sbeffeggiato da stuoli di intellettuali militanti. Tutti di sinistra, naturalmente. Tanto per un ripasso di memoria: se Prodi ha fatto questa fine, perchè il Corriere della Sera non chiede pubblicamente scusa ai suoi lettori per l’endorsement micidiale? Per un grande giornale sarebbe doveroso , il Corrierone non è mica un foglio di opinione. Intanto, c’è di peggio. Per esempio, Bassolino e la Iervolino, fermi al loro posto nonostante l’evidenza dello sfascio campano. Adesso se ne occupa anche magistratura, rinviando a giudizio i collaboratori di Bassolino premiati da stipendi d’oro per il fallimento del Commissariato straordinario per la spazzatura. Il subcommissario Raffaele Vanoli, percepiva un milione e 50 mila euro l’anno. I subcommissari Giulio Facchi e Massimo Paolucci tra 800 e 900 mila euro l’anno. Sono stipendi faraonici, soprattutto per non fare quasi nulla. Di Vanoli si sa che l’incarico più impegnativo è quello che lo vede presidente di un esclusivo Circolo di Tennis di Napoli. Di spazzatura si parla troppo poco. Ad esempio, è impressionante che 400 tonnellate al giorno vengano spedite in treno in Germania, al costo di 120mila euro al giorno. E Napoli ne produce ogni giorno quasi il doppio. Dunque, rischia di andare avanti all’infinito questo sperpero. Fatevi i conti bene. sono 1milione e 2oo mila euro ogni 10 giorni, 3milioni e 5oomila euro circa al mese, 40 milioni di euro l’anno solo per spedire in Germania una parte piccolissima di rifiuti. E ce ne sono almeno 4oomila tonnellate stimate ancora in terra. Pazzesco. Dovunque, tranne che Italia, dove ognuno rimane al proprio posto, fingendo di fare qualcosa.

Da Prodi a Obama

Gennaio 28

La crisi italiana è nel momento delle chiacchiere. Chi vuole davvero riformare la legge elettorale? Soltanto Veltroni e Berlusconi, a quanto so. Basterebbero se ci fosse una situazione normale. Ma adesso la crisi di Prodi ha messo in crisi anche la sua maggioranza, che è divisa. Dunqued, le elezioni sembrano l’unica cosa seria, anche se i grandi giornali le attribuiscono soprattutto al centrodestra. Finchè non decideranno qualcosa, vale la pena di occuparsi di fatti più seri. Per esmpio, dell’appoggio della famiglia Kennedy ad Obama, come candidato democratico per la Presidenza Usa. E’ una svolta importante. Bisogna attendere il supermartedi 5 febbraio per capire se Obama batterà Hilary.Intanto, i repubblicani sono senza un candidato emozionante. Anche in questo caso, xsi attende la Florida per sapere se tornerà in lizza Giuliani. Totto sommato, non solo è più importante della politica italiana, ma anche più divertente. In Italia non esiste neppura una famiglia che possa far pesare la sua autorevolezza sulla crisi. E, se esistesse, chiedremmo loro di far scomparire per miracolo la spazzatura di Napoli, prima ancora che mproporre un premier.

L’Eredità

Gennaio 25

Ha ottenuto ciò che voleva. Da cinico e vendicativo uomo di potere. Altro che statista e uomo d’onore. Prodi lascia in eredità al Paese e, soprattutto alla sinistra, una situazione pesantissima di risse, sospetti, di vera antipolitica. Un governo che è stato in piedi, fin dal primo giorno, giocando con la vanità, l’egocentrismo e l’interesse dei senatori a vita, ha agito nella ricerca continua della mediazione tra forze politiche francamente incompatibili. Nessuno poteva e doveva uscire dal recinto della maggioranza, per salvare la poltrona di tutti. Questa gabbia, consolidata da promesse, corruzione e minacce, ha prodotto una quantità di miasmi insopportabile. Con il braccio di ferro finale, Prodi ha stappato il vaso e l’infernale contenuto si è rovesciato su tutti. In particolare sulla sinistra, dove l’ex presidente si ripromette di dare ancora bataglia a colpi di trappole e veleni. Stia attento Veltroni, che ha osato rompere lo schema ed uscire alo scoperto con una proposta diversa, perchè rivolta al paese e non ali uinteressi di potere. Dal Professore arriveranno guai. Ma più di ogni altra cosa è terribile la situazione in cui è stato trascinato e lasciato l’elettorato di sinistra. Come si vede benissimo, leggendo atentamente i blog ( anche questo), una parte consistente dell’elettorato di sinistra tradito e disilluso dai suoi capi, volta le spalle a qualsiasi idea positiva e si rifugia nell’antipolica. Finchè questo fenomenno riguardava frange di minoranza, era interessante motivo di osservazione e analisi. Se coinvolge una base elettorale imponente, diventa un rischio per il Paese e la stessa convivenza civile. Nell’antipolitica la fanno da padroni i maramaldi, i vigliacchi di ogni specie, pronti ad accanirsi sui casi singoli, i soggetti più deboli. Pronti perfino ad insultare( tanto non costa niente) morti e soggetti privati della libertà. E’ una subcultura da combattere, analoga e peggiore del razzismo. Se inizia a camminare a passi veloci sulle gambe dei delusi ex di tutte le sinistre, è un boccone molto duro da digerire per chiunque. Anche il centro destra non deve sottovalutare un simile rischio. Ecco perchè, passato il primo spontaneo festeggiamento per la liberazione da Prodi, oggi è importante riflettere sui rischi che il futuro ci riserva. Nuove eleziioni, è chiaro, sono indispensabili, ma è importante che alla svolta politica partecipino tutti. Ogni escluso, ogni deluso è un potenziale nichilista. Anche soltanto nel linguaggio e nei comportamenti.

Il mastino del potere

Gennaio 24

E così, in poche ore, tutti hanno potuto vedere chi è veramente Romano Prodi. Altro che bonaccione, altro che mortadella. Altro che sorrisi e moine da professore sbattuto per caso sulla scena della politica. E’ venuto fuori il nocciolo duro del vero uomo di potere, disposto a tutto per difendere la propria posizione. E’ una parabola che viene dai tempi dell’Iri, quando Prodi Presidente amministrava con bruschi modi spartitori la cosa pubblica per conto dei capi Dc di allora. Pensavate fosse un brav’uomo? Un professore distratto , dall’aria insonnolita?In mezza giornata, ha fatto impallidire le accuse alla famiglia Mastella. Si è lanciato vorace su ogni senatore disponibile per trovare i voti necessari a restare in sella. Perfino con l’Udeur di Mastella ha tentato prima di spaccarla promettendo posti e poi di recuperarle per un eventuale suo nuovo governo. Inutile entrare nei dettagli, che sono notissimi ai cronisti. Piuttosto, viene da ridere se si pensa, parallelamente, al rinvio a giudizio di Berlusconi per quelle telefonate a Saccà. Non si può nemmeno fare un paragone. Ma l’apetto più grave è ancora quello politico. Mentre Palazzo Chigi tentata di arruolare qualsiasi senatore(e, con un paradosso che imbarazzerà qualcuno dei giustizialisti assatanati che scrivono su questo blog, ha raccolto immediatamente il voto a favore di Andreotti), promettendo o minacciando, gli amici di Prodi, nel dibattito alla Camera hanno chiarito anche ai più ingenui e sprovveduti chi e perchè considerano i veri responsabili della crisi. Hanno tuonato, dentro e fuori dall’aula, contro Walter Veltroni e il Partito Democratico, rei di aver portato il governo al capolinea, per aver riaperto il dialogo con Berlusconi su una possibile riforma elettorale. Ecco i nemici veri, altro che Mastella(che Prodi ha superlodato nel suo discorso, ottenendo un’astensione alla Camera). Prodi detesta chi vuole veramente voltare pagina da quella Prima Repubblica alla quale deve tutta la raffinata arte di conservare il potere. Adesso immagino che i soliti irriducibili dell’ideologia nichilista si scateneranno a tuonare contro tutta la politica che fa schifo, eccetera. Il disco lo conosco e non mi piace. Ogni tanto fa ridere, quando lo suonano i comici. Ma quando lo cantano, su toni tragici, i Travaglio e i suoi fratellini fa davvero schifo. Vi piaccia o no, la situazione è chiarissima: ci sono politici che non vogliono cambiare proprio nulla. Altri che stanno operando e rischiando , per cambiare tutto. Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, in questo momento, sono coraggiosi e intelligenti. Spero proprio che vadano avanti assieme, anche se naturalmente su fronti opposti. E faccio un tifo speciale soprattutto per Walter, perchè Berlusconi è padrone a casa sua, Veltroni invece deve resistere alle pressioni di tanti. Forza, cambiate la politica italiana. 

Il Caudillo Prodi

Gennaio 22

Non si è mai veramente saputo quando morì Francisco Franco. La Spagna non era pronta per affrontare il dopo-Franco, così per giorni i dottori raccontarono il suo coma, finchè non ebbero via libera per chiudere la bara. Esempio crudo, mi dispiace, ma efficace. Prodi vuole andare avanti, oppure costringere il Parlamento a cacciarlo, per chiudere ogni via d’uscita che non siano le elezioni. E’ costituzionalnente legittimo. Ma surreale, visto che dalla crisi dell’anno scorso il suo governo non decide quasi più nulla, pur di evitare divisioni. E’ morto da tempo.Dicono ( anche molti che scrivono sul blog) che lo abbia impallinato Mastella, con le sue dimissioni. Ma del ministro Mastella Prodi ha lodato a lungo le capacità ed anzi ha sottoscritto la sostanza della sua denuncia sulle deviazioni della magistratura. Quindi ne condivide politicamente la sostanza. Non è vero che Prodi sia stato spinto a chiedere la fiducia da Mastella: soltanto negli ultimi tre giorni, lo hano costretto tre vicende più gravi. Nell’ordine: 1) la dichiarazione di Veltroni che il PD correrà da solo alle elezioni, che scioglie di fatto l’Unione con gli altri partiti; 2) la rivelazione del Presidente Cei , Mons. Bagnasco che sarebbero state le autorità italiane a sconsigliare la visita del Papa alla Sapienza; 3) l’annuncio del Commissario Staordinario De Gennaro delle misure d’emergenza per i rifiuti, seguito immediatamente dalla ripresa della rivolta di piazza. Il Governo Prodi è travolto dalla realtà che non riesce a governare e dall’immagine dell’Italia , ormai  polverizzata più che logorata. Infine, anche la mancanza di senso dell’umorismo è un boomerang: se Prodi neavesse, mai si sarebbe sognato di ricordare tra i principali meriti del suo governo l’azione sull’ambiente, con le immagini della Campania che fanno il giro del mondo e il ministro Pecoraro sottoposto a mozione personale di sfiducia. Staremo a vedere adesso come risponde il Parlamento, ma sono certo che molti come me sono convinti che l’attaccamento al potere da un lato e la mancanza dei due anni minimi per il raggiungimento della pensione dall’altro, siano le due vere armi del nostro Generalissimo. 

Avete, come al solito, tutto lo spazio per dire la vostra, però  l’argomento è serio. Se non vi appassiona, nessuno vi obbliga a scrivere. Sevolete farlo, anche contro il mio punto di vista , fatelo civilmente, evitando di dare spettacolo ignobile di voi stessi. Perchè, come avete capito, ci leggono in decine di migliaia.

Ultimo avviso ai naviganti: è chiaro che ci sono anche alcuni che fanno apposta a tentare di distruggere il senso di questo blog. Sono pochi, ma faranno di tutto. Lo hano anche rivendicato: preferiscono altri e, secondo la consuetudine ideologica, vorebbero far tacere chi la pensa diversamente. Non rispondete loro in modo rissoso e scomposto, perchè serve soltanto a sporcare l’ambiente di questo blog. 

Ubi Maior.
Il conflitto è più grave

Gennaio 17

Il caso Mastella è chiuso. Non c’è più. Le vicende giudiziarie dell’ex ministro sono affidate ai tempi lentissimi della Giustizia. E ad un Procuratore che, sentito in Tv, dovrebbe far cambiare idea anche ai giustizialisti più feroci. Ora, per l’Italia il caso è diventato il chiarissimo conflitto tra poteri istituzionali. Riassumiamo: Prodi, Presidente del Consiglio, ha parlato in solidarietà a Mastella. Ora il ministro della Giustizia è lui, ad interim. Dunque, toccherebbe a lui intervenire. Cioè, se Mastella non ha torto, dovrebbe chiedere che vengano sollevati dall’incarico e puniti i magistrati estremisti che operano minacciando e prendendo ostaggi. Se le parole hanno un senso (ma in Italia spesso non lo hanno , Prodi dovrebbe investire immediatamente del problema il Capo dello Stato, che è anche Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Se esistono magistrati tanto pericolosi da far paura al ministro e indurlo a lasciare il posto, pur continuando a sostenere il governo dall’esterno, figuriamoci i cittadini normali con quale tranquillità possono continuare a campare in questo Paese. Presidente Napolitano, la prego, ci faccia sentire la sua flebile ma ferma voce. Già che si occupa della vicenda, Presidente, ci rassicuri anche sulla tenuta della maggioranza dopo le dimissioni di Mastella e i numerosi annunci di rottura di ben tre partiti della sinistra radicale. Chieda a Prodi, come è suo diritto lo stato reale  della coalizione, perchè a noi italiani cerca di nasconderlo, ripetendo: “Io duro, perchè faccio”. Lei tragga le sue valutazioni e le comunichi. Perchè il vero scandalo adesso non sarebbe nè quello presunto della famiglia Mastella e neppure gli accanimenti di magistrati estremisti. Sarebbe un finimondo, se Prodi e Napolitano facessero finta di niente e il baraccone andasse avanti come prima.

Sceneggiate a orologeria.

Gennaio 16

Ero con il dito sul primo tasto del computer, pronto a scrivere indignato il mio commento. Giustizia ad orologeria, che diamine! E’ più che evidente l’intento di colpire l’uomo giusto al momento giusto. L’ ho pensato e strapensato mille volte, con Berlusconi. Adesso tocca a Mastella ministro ed è la stessa cosa, identica. Stavolta, sarà evidente a tutti. Tranne Travaglio e Di Pietro. Poi, mi sono fermato, per vedere le prime reazioni. E, all’ora dei telegiornali, ho capito che il coro unanime già cantava “giustizia ad orologeria”. Inutile, dunque, aggiungersi. Meglio ricordare che se è diventata normalità in Italia far fuori i politici prescelti, attraverso l’uso sapiente ed orchestrato della magistratura, allora le istituzioni sono già oltre il serio pericolo. Sono minate, compromesse. Per resistere, avrebbero l’obbligo di difendersi, subito e a muso duro. Dovrebbero reagire evitanto le solite sceneggiate che suonano come una terribile     debolezza. Per esempio, pur con tutta la più sincera solidarietà alla vittima Mastella, anzi proprio per questo, un buon inizio per dare battaglia e modificare una situazione intollerabile,  sarebbe accettare e non respingere le sue dimissioni. Solo un punto di partenza,naturalmente, per riportare la magistratura entro quei confini di neutralità che ha superato da tempo. Coinvolgendo il Presidente della Repubblica, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Invece, va tutto al contario. Nessuno si dimette, perchè nessuno è veramente convinto della propria innocenza, tanto da dare battaglia. Se le dimissioni di Mastella saranno respinte, domani non se ne parlerà più. In Italia si è convinti che dimettersi equivale ad accettare la colpevolezza. E invece per dimettersi da una carica politica basta e avanza la certezza di una responsabilità politica. Non è sufficiente ciò che abbiamo visto per Bassolino, la Iervolino, Pecoraro Scanio? Loro pensano di no, io penso il contrario. E non è sufficiente lo schiaffo del Papa per chiedere le dimissioni del Rettore della Università ex Sapienza (oggi Ignoranza)? E, in fondo, se la Giustizia funziona ad orologeria, non sarebbe giusto che il ministro relativo ( cioè Mastella) ammettesse il fallimento e si dedicasse da libero parlamentare alla sua battaglia politica? Sarebbe giusto, ma nessuno farà nulla, perchè Prodi ha costruito il suo potere come un castello di carte: se ne cade soltanto una, tutto precipita. E allora, passata la sceneggiata delle dichiarazioni, tutto andrà avanti come prima . Fino alla prossima emergenza.