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L’utile idiota /2

Febbraio 20

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Sulla proposta di Antonio Di Pietro di togliere due reti a Mediaset sono già intervenuti anche Clemente Mimun, direttore del Tg5, e Giorgio Mulé, direttore di Studio Aperto. Ecco i video:

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L’utile idiota

Febbraio 19

Attenzione a questa copertina di Newsweek: è l’Italia, rappresentata da uno dei magazine più famosi e letti nel mondo. Quella spazzatura nelle strada di Caserta ci rappresenta come emblema “del disastro politico ed economico di un paese che si faceva amare”. Di chi è la colpa?? Di tutti gli italiani, quindi di nessuno. Siamo tutti rappresentati allo stesso modo. Attenzione, perchè questa campagna lettorale, all’insegna del fair play sta cominciando già a puzzare di marcio.Se sbaglio, sarò felice di essere smentito. Ma ho tanto l’impressione di aver finalmente capito il ruolo che il Partito Democratico ha escogitato per D Pietro. Con il riformismo di Veltroni, non c’azzecca. Con la Giustizia giusta, è agli antipodi. Però può essere utile per dire quelle cose vecchissime che il “nuovo” partito non può dire, per non sporcarsi le mani. La prima è un disastro: togliere due reti a Mediaset equivale a annunciare la distruzione di un’azienda sana, uno dei pochi modelli competitivi a livello internazionale. Si possono annunciare licenziamenti e devastazioni in un partito che si propone come portatore di un nuovo sviluppo.? Impensabile che Di Pietro lo abbia fatto senza interpretare almeno i sentimenti profondi di una larga fetta del PD , anche volendo escludere il segretario. Secondo un’interpretazione raffinata, nel gioco delle parti interno a Di Pietro tocca il ruolo di spostare il dibattito in campagna elettorale su vecchi temi, per evitare chje si parli troppo dei problemi eali. E qui torniamo alla micidiale copertina di Newsweek. Quella spazzatura non è di tutti gli italiani. Ha responsabilità ben precise. Antonio Bassolino governa da 16 anni la Campania come uno Zar, in un paese dove, tranne Berlusconi, Formigoni e Galan, nessuno governa più di 3 anni. Un potere assoluto, che ha toccato l’apice con il governo Prodi al vertice del Paese. Questi uomini sono esponenti di spicco del partito di Veltroni e Di Pietro. Ecco perchè siparla di elevisione, piuttosto che di monnezza, crisi economica, tasse, mancanza di sicurezza. Cioè i temi che hanno diviso la sinistra al potere dalla grandissima maggioranza del Paese. Altro che qualunquismo di Fiorello. La strappi lui la scheda, chi subisce i anni quotidiani degli errori di Prodi, Visco, Bassolino, D’Alema, Amato, ha il diritto e il dovere di votare, per cambiare. P.S. Accettiamo di essere parzialmente smentiti da Veltroni, che finora si è mostrato leale, però la sua distanza da Di Pietro deve essere netta e reale, altrimenti l’evidenza del gioco delle parti è sotto i nostri occhi.

Piange il Telefono

Novembre 22

Due avversari politici, che non si sono mai parlati, decidono di dialogare. Silvio Berlusconi e Valter Veltroni sono stufi del falso bipolarismo, che demonizza gli avversari per ritrovarsi in lite permanente con gli alleati. Il dialogo tra loro, da posizioni opposte ma trasparenti può cambiare il sistema politico, ridare voce agli elettori. Piace a molti, ma non a tutti. Non piace a Fini, a Prodi, alla Repubblica e a tanti altri. E allora parte un polverone: dialogo contro dialogo, telefono contro telefono. Due direttori, amici di vecchia data, Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce si chiamano come sempre. Parlano del Papa che muore, di politica, spettegolano del loro collega Mimun. E’ la banale normalità tra Carlo e Fabrizio, intimi da quando Fabrizio deputato di Forza Italia sostenne Carlo per la direzione del Tg1. Nel 2001 sono uno direttore di Raiuno e l’altro di Tg5. Scandalo. E’ l’inciucione tra la Rai e Mediaset, naturalmente a danno dell’azienda di Stato. Peccato che Del Noce ha poi fatto risultati talmente positivi da essere riconfermato anche dopo la vittoria elettorale delle sinistre. Non conta. E’ solo un esempio tra i tanti. Paradossale. Una telefonata normale, da usare per sbarrare la strada ad una telefonata che potrebbe portare ad una politica più chiara. Chi vuole ostacolare o far fallire il dialogo tra Silvio e Valter usa Carlo e Fabrizio, Debora e Benito, Mauro e Giovanni. Un bailamme di telefonate di inesistente gravità, scarso interesse, a volte ridicole. Come quando compare il nome Delogu e il ragioniere stalinista di Repubblica decodifica( probabilmente il senatore di AN Mariano). Questo è il mio parere, semplice e chiaro. A me interessa il dialogo tra Silvio e Valter, su questi disturbi ad orologeria( anche se appoggiati dall’apparato della magistratura) sorrido.

Scusate il ritardo

Novembre 20

Ritardo!

Benvenuti. Questo blog completa il rapporto già saldo con i lettori di Tgcom. E lo allarga. Tgcom finora ha dato notizie in internet, televisione, telefonia mobile. Ma le opinioni, in tempi incerti come i nostri, sono una merce di pari valore. Anzi, senza opinioni non c’è informazione, siamo soltanto schiacciati dai fatti. Ecco perchè ho scelto di avviare uno spazio dedicato a tutte le opinioni, assumendomene personalmente la responsabilità. (more…)