L’apatia della sinistra

Dal “Riformista” di oggi uno spunto di riflessione:
“C’è qualcosa che non va nella sinistra. Una timidezza a sostenere con convinzione e passione le sue stesse idee. Si è notato in questa mobilitazione per il popolo iraniano di cui è stato protagonista il nostro giornale. E stavolta non ce l’abbiamo tanto con il Pd, dal quale anzi si sono levate molte voci a sostegno della protesta contro il tiranno iraniano. Ieri Veltroni, dopo aver diligentemente deplorato Ahmadinejad con parole ferme, non è venuto in Campidoglio: anche se ombra, è pur sempre il premier, e forse non sta bene per un premier fare manifestazioni. Ma in piazza c’era Goffredo Bettini, come rappresentante ufficiale del coordinamento democratico. Non si è risparmiato Piero Fassino, ministro ombra degli Esteri. Lui c’è sempre. Ha aderito fin dal primo giorno al nostro appello. E così Gianni Vernetti, Roberto Giachetti, Enrico Gasbarra, in prima fila sui diritti umani. Barbara Pollastrini, coerente nel difendere i gay in Italia ma anche in Iran. Francesco Rutelli, nonostante il suo nuovo ruolo istituzionale. Tanti militanti semplici, che ci hanno scritto e sono venuti al Campidoglio. Ci hanno invece colpito in negativo certe assenze e certi silenzi. L’Unità ieri non ha nemmeno dato notizia delle manifestazioni contro Ahmadinejad. Repubblica si è invece schierata per la stretta di mano col tiranno, e contro il suo isolamento diplomatico. I giornali della sinistra radicale sono troppo impegnati nel denunciare la xenofobia della Lega che vuole espellere i clandestini per occuparsi del razzismo di Ahmadinejad, che gli israeliani vuole proprio cancellarli. La sinistra non si appassiona più a niente, questo è il suo problema. Fa il suo compitino quotidiano in nome di valori che non le scaldano più il cuore, e si vede. Ha i valori giusti, ma non ha più il coraggio di difenderli”











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