I mandanti

Ho atteso fino alla fine della campagna elettorale, per levarmi un macigno dallo stomaco. Avevo giurato a me stesso di non accettare la sfida di Giuliano Ferrara. Sul tema dell’aborto, penso che abbia molte ragioni, ma non sono d’accordo a buttarla in politica. A misurare l’efficacia con i voti di lista. Perciò mi sono astenuto finora. Intanto, sono accaduti episodi incredibili, che peseranno sulla pacifica e civile convivenza anche dopo le elezioni. Anzi, Veltroni e Berlusconi che hanno più volte dichiarato di voler collaborare per poche regole essenziali devono ammettere che il silenzio sulle aggressioni subite da Ferrara è pericoloso per il Paese. Insieme o separati, vincitori o vinti, devono ammettere che se non si difende la libertà di parola e di comizio di un candidato, anche se non si condivide ciò che dice, si mette a repentaglio la libertà di tutti. Giampaolo Pansa ha scritto un suo commento sull’Espresso, che nello spirito condivido. E’ stato il più coraggioso e diretto tra gli intellettuali a prendere posizione contro una maniacale campagna di odio e violenza che ha trovato il bersaglio in Giuliano Ferrara. Forse Pansa esagerà nella previsione pessimistica di una nuova ondata di violenza dopo le elezioni, proprio a partire dagli umori che nelle piazze si sono espresi impunemente contro Ferrara. Io non penso che i lanciatori di uova, pomodori e fumogeni siano davvero un pericolo per l’Italia. I loro mandanti sì. Quelli che hanno aizzato estremizzando volutamente la posizione sull’aborto, quelli che hanno scatenato femministe fuori tempo e centri sociali residuali, quelli che scagliano le pietre( anche a parole) e poi nascondono la mano sono colpevoli senza apello. Vanno affrontati pubblicamente, ora che le elezioni sono passate, e denunciati per quello che sono: mandanti di linciaggi morali e di violenza materiale. Non è difficile rintracciarli, sono sotto gli occhi di tutti : sui giornali perbene, nei partiti che hanno fatto una campagna perbene e tollerante, ma hanno avvelenato la discussione, nelle fila di una sinistra senza più ideali, che cerca il nemico dovunque, perchè non ha più testa. Adesso la discussione sul caso Ferrara, sulla legittimità della sua posizione, sul diritto di parola di tutti va riaperta. E duramente. Perchè non si dovrà mai più assistere ad una competizione elettorale in cui a qualcuno viene impedito di sostenere la sua lista. E sarebbe bene che, ad urne chiuse, anche il Presidente Napolitano facesse conoscere la sua opinione. Così, tanto per smentire quanti pensano che, quando la discussione diventa scomoda e si tratta di criticare posizioni che appartengono alla sua parte storica, lui si defili velocemente.











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