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Lo Specchietto

Marzo 11

Lui, Giuseppe Ciarrapico, è lo specchietto. E voi, amici di blog, siete le allodole. Cantate, cantate, ma almeno lasciate perdere insulti e volgarità, tanto non ne vale la pena. Riassumendo, fa scandalo l’intervista su Repubblica di Giuseppe Ciarrapico, con le sue idee di sempre. E’ lo stesso Ciarrapico che un anno fa, il 14 marzo 2007, era al Teatro Eliseo di Roma ad un raduno del Partito Democratico ad annunciare la sua conversione a sinistra? Era sempre lui. Era lo stesso che definì Bettini, braccio destro di Veltroni ” uno dei politici italiani più intelligenti e capaci”. Era lui e aveva anche ragione, in quella circostanza. Ma allora non era fascista? Intendiamoci: fascista per storia e fedeltà Peppino lo è sempre stato, però da almeno 30 anni si può dire che ha lavorato per tanti democratici che ha fatto dimenticare le sue origini. Non le ha mai rinnegate, in verità, però se l’intervistatore gli avesse chiesto chi è stato più grande politico tra Mussolini ed Andreotti, scommetto un anno di stipendio che avrebbe risposto Andreotti. Più di 30 anni è stato amico fedele di Andreotti, mentre il fascismo lo ha vissuto da ragazzo, come il primo amore. E la cosa più comica, che tutti fanno finta di dimenticare e molti tra i miei amici di blog proprio non sanno è che , da uomo di fiducia di Andreotti, fu proprio Ciarrapico a “salvare” La Repubblica di Scalfari, Caracciolo e De Benedetti dalle mani di Berlusconi. Sì, perchè il Cavaliere aveva comprato, all’inizio degli anni ‘90 la maggioranza della Mondadori e lì dentro c’era anche il controllo di Repubblica e dei quotidiani locali. Era stato il mezzo con il quale De Benedetti aveva dato al scalata alle propietà di Scalfari e Caracciolo. Poichè la legge proibiva a chi posside televisioni la proprietà dei quotidiani, ci voleva un intervento del governo per sanare la questione. E il principe Caracciolo, progressista ma sempre nobile, chiese ad Andreotti di nominare come mediatore il suo vecchio amico Giuseppe Ciarrapico. Chi, il fascista dell’intervista? Sempre lui, onnipresente e superefficiente. Fu l’unico capace di mettere d’accordo per un momento De Benedetti e Berlusconi. Stabilì le spartizioni ed i conguagli. Berlusconi pagò la quota Mondadori a peso d’oro e, epr un breve periodo, Gianni Letta entrò perfino nel Consiglio d’Amministrazione di Repubblica e Finegil. Non ci credete? Prendete gli atti del processo sul Lodo Mondadori e rileggete le deposizioni dell’inventore del Lodo, Giuseppe Ciarrapico. L’orrendo fascista? Ma va là, Scalfari, Caracciolo, Ezio Mauro: fate ridere chi ha vissuto quegli anni . Fatela finita con questo teatro che serve ad eccitare i più sciocchi e deboli di memoria. A meno che….. E se l’abile e diabolico Peppino avesse chiesto e concordato la campagna sul suo passato fascista, per togliere elettori nostalgici a Storace? Io personalmente non mi stupirei, perchè l’uomo è certamente un grande comunicatore. Detto questo, cari amici che già scrivete fiumi di insulti, risparmiate le parole e state sereni, perchè i problemi del Paese sono tanti. Se però volete scrivere, rispondete a questa domanda: perchè Antonio Bassolino, ras della Campania, è un intoccabile?