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Voi siete Leggenda

gennaio 17

Grazie. Per l’interesse e il contributo. Per la qualità di alcuni e la capacità di scegliere di tutti. Tra questo Blog e Presa Diretta ieri siete venuti in 20 mila visitatori.E’ molto più del traffico di un Blog. Anche più di tanti siti d’informazione. Bene, vuol dire che siamo vivi, indomabili e ci piace discutere. Il numero è utile anche a quei piccolissimi gruppi che scrivono solo volgarità o insulti. Vi leggono in 20 mila, pensate che figura. Ci sono poi quelli che se la prendono con me perchè, secondo loro, non modero. Sbagliate. Io modero e come, nell’unico modo efficace: proponendo nuovi contenuti. Cancellare il razzismo, la sessuofobia ,il delirio non si può. Lo registriamo in piena libertà. Quando il blog è brutto, ci ricordiamo che anche la realtà è brutta. Poi, naturalmente, passata qualche ora. le schifezze più inutili vengono tolte (andate a controllare). Quelle che restano, sono tracce umane. D’altronde, se esistono giovani che hanno come obiettivo di levare la parola al Papa, tutto è possibile. Meglio saperlo. Infine, ho qualcosa da dire anche a quei pochi che mi odiano e colgono qualsiasi pretesto per insultare me. Potrei anche non curarmi di loro, ma non lo faccio. Leggo che prediligono affibbiarmi il dispregiativo “servo”. Non capiscono il significato delle parole. Su questo blog mi sento perfettamente a mio agio nel ruolo di Servo. Servo vostro, naturalmente. A disposizione di chi ha qualcosa da dire e non sa dove farlo. Paolo Liguori

Sceneggiate a orologeria.

gennaio 16

Ero con il dito sul primo tasto del computer, pronto a scrivere indignato il mio commento. Giustizia ad orologeria, che diamine! E’ più che evidente l’intento di colpire l’uomo giusto al momento giusto. L’ ho pensato e strapensato mille volte, con Berlusconi. Adesso tocca a Mastella ministro ed è la stessa cosa, identica. Stavolta, sarà evidente a tutti. Tranne Travaglio e Di Pietro. Poi, mi sono fermato, per vedere le prime reazioni. E, all’ora dei telegiornali, ho capito che il coro unanime già cantava “giustizia ad orologeria”. Inutile, dunque, aggiungersi. Meglio ricordare che se è diventata normalità in Italia far fuori i politici prescelti, attraverso l’uso sapiente ed orchestrato della magistratura, allora le istituzioni sono già oltre il serio pericolo. Sono minate, compromesse. Per resistere, avrebbero l’obbligo di difendersi, subito e a muso duro. Dovrebbero reagire evitanto le solite sceneggiate che suonano come una terribile     debolezza. Per esempio, pur con tutta la più sincera solidarietà alla vittima Mastella, anzi proprio per questo, un buon inizio per dare battaglia e modificare una situazione intollerabile,  sarebbe accettare e non respingere le sue dimissioni. Solo un punto di partenza,naturalmente, per riportare la magistratura entro quei confini di neutralità che ha superato da tempo. Coinvolgendo il Presidente della Repubblica, nella sua veste di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Invece, va tutto al contario. Nessuno si dimette, perchè nessuno è veramente convinto della propria innocenza, tanto da dare battaglia. Se le dimissioni di Mastella saranno respinte, domani non se ne parlerà più. In Italia si è convinti che dimettersi equivale ad accettare la colpevolezza. E invece per dimettersi da una carica politica basta e avanza la certezza di una responsabilità politica. Non è sufficiente ciò che abbiamo visto per Bassolino, la Iervolino, Pecoraro Scanio? Loro pensano di no, io penso il contrario. E non è sufficiente lo schiaffo del Papa per chiedere le dimissioni del Rettore della Università ex Sapienza (oggi Ignoranza)? E, in fondo, se la Giustizia funziona ad orologeria, non sarebbe giusto che il ministro relativo ( cioè Mastella) ammettesse il fallimento e si dedicasse da libero parlamentare alla sua battaglia politica? Sarebbe giusto, ma nessuno farà nulla, perchè Prodi ha costruito il suo potere come un castello di carte: se ne cade soltanto una, tutto precipita. E allora, passata la sceneggiata delle dichiarazioni, tutto andrà avanti come prima . Fino alla prossima emergenza.

Minculpop e monnezza

gennaio 11

Non riescono a smaltire i rifiuti, i problemi, le polemiche e allora hanno pensato di smaltire l’informazione. Oggi i grandi giornali, d’intesa, hanno relegato in secondo piano le ultime drammatiche notizie sull’emergenza spazzatura, che diventa sempre più grave. Hanno scelto di accendere i riflettori sulla promessa del governo di un futuro taglio delle tasse. Una promessa che, viste le solite contrapposizioni all’interno di questa maggioranza, non sappiamo se mai diventerà realtà, e in ogni caso l’ipotetico intervento sulle imposte sarebbe subito controbilanciato da una stangata su Bot e titoli. Ma, fatto ancora più grave, Luciano Violante, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, ha convocato in Parlamento i direttori dei telegiornali italiani e ha detto loro che la gente si sente meno sicura non per un oggettivo degrado della società ma per come vengono date le notizie. In pratica, c’è aria di Minculpop, mentre i problemi del Paese diventano sempre più gravi . Per aprire la discussione pubblico qui di seguito il testo dell’intervento su Il Giornale con cui il direttore del Tg5 Clemente Mimun ha replicato a Violante. Vi ricordo infine che su Presa Diretta, www.presadirettablog.com, trovate il meglio dei filmati in rete sull’emergenza rifiuti (oggi in particolare c’è quello “La Sardegna non è una discarica” contro la decisione di Soru di far arrivare la spazzatura campana a Cagliari).

 

Un altro schiaffo alla libera stampa

di Clemente Mimun

Le statistiche sono certamente interessanti e ne diamo periodicamente e doverosamente conto coi rapporti dell’Istat, del Censis e di altri istituti. Ma una cosa è il bilancio di un determinato periodo, altro è raccontare la cronaca quotidiana, che parla un linguaggio crudo, con il ripetersi di episodi gravissimi, ed in presenza di mille aspetti della vita italiana che, tutti insieme, producono e alimentano preoccupazione ed incertezza. D’altra parte: è vero o non è vero che quattro, se non cinque regioni, del nostro Paese, sono preda della criminalità organizzata?
Gli effetti devastanti della morte atroce di Giovanna Reggiani e di episodi analoghi, sono frutto dei racconti dei telegiornali, o di atti criminali? Quel che sta accadendo a Napoli ed in Campania, col mondo che guarda ad intere aree dell’Italia sepolte dalla spazzatura, è frutto di disinformatia, o di inettitudine delle istituzioni?
È in Italia che i prezzi stanno aumentando a livelli intollerabili? È in Italia che il potere d’acquisto dei salari diminuisce costantemente? Sono i Tg o l’Ocse ad affermare che l’Italia ha insegnanti e studenti decisamente impreparati? È vero o non è vero che la Spagna ci affianca ormai tra i Paesi più industrializzati del mondo? Sono i Tg italiani, o il Times ed il New York Times, a descriverci come un Paese in rapido declino? È vero o non è vero che di anno in anno saliamo nella speciale classifica dei Paesi più corrotti del mondo? Bene, se tutto questo è vero, come purtroppo è vero, forse convocare i direttori dei Tg per provare a dimostrare che la percezione di insicurezza degli italiani derivi dal loro modo di informare, e non da dati oggettivi, ci farà salire ancora qualche gradino anche nella classifica dei Paesi con meno libertà di stampa.

 

Cambiare registro

gennaio 9

Sono costretto ad intervenire di nuovo, perchè troppi commenti si disinteressano della questione principale e degenerano in una sequenza di insulti o di pure volgarità. Rappresentano, in pratica, una ulteriore forma di monnezza intelletuale. A chi giova? Leggere le opinioni e le osservazioni degli altri è fondamentale. Far pesare il parere della gente comune è ancora più importante. Passare il tempo a moderare volgarità e parolacce, a districarsi in una specie di guerriglia tra estremisti del nord e del sud è quasi inutile. Dunque, vi invito a riprendere i commenti, se volete, qua sotto in modo civile e sul tema già abbastanza drammatico in sè dell’emergenza rifiuti . Grazie Sara,1752, per la tua testimonianza. Ricominciamo da te. Paolo Liguori

Er Monnezza

gennaio 8

L’estremo paradosso è diventato realtà. Un incubo.Per tutti: napoletani, italiani, guerriglieri e forze dell’ordine, responsabili ed innocenti. Prefetti e spazzini. E’ la suprema arte di governo di Prodi: farci diventare tutti noi un pò monnezza, per mantenere tutti loro al proprio posto. “Io duro, perchè faccio”, è stato il suo slogan natalizio. Sacrosanto. Anche se fa disastri dura, perchè l’Italia intera è travolta dalle decisioni ( più dalle non decisioni del suo governo). Come con i trasportatori, ancora peggio. Perfino il rimpallo delle responsabilità è finalizzato a non cambiare nulla. Il governo accusa gli enti locali, La jervolino accusa Prodi e addirittura la Chiesa ( Che c’entra? Boh), Bassolino si accusa ma chiama in causa il ministro Pecoraro Scanio, Il ministro accusa quelli che governavano prima. In tre giorni, l’unica raccolta diferenziata di spazzatura sono state le dichiarazioni dei responsabili. Abbiamo sentito tanti pareri, ma vorremmo sapere cosa ne pensa chi ci legge. Sul sito Tgcom.it, potete votare pro o contro le dimissioni di Bassolino, Iervolino e Pecoraro Scanio, mentre sul videoblog Presa Diretta, www.presadirettablog.com, potete trovare il meglio dei filmati in Rete sull’emergenza rifiuti e sulla rivolta di Pianura. In particolare tra gli altri vi segnalo il video “Monnezza is burning”.     

Buone Feste

dicembre 21
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Il nostro Natale. In soldoni.

dicembre 20

Il caro-benzina, il caro- autostrade, il caro-pane e il caro-pasta. Ogni giorno ce n’è una. I prelievi fiscali diretti o sotto forma di rincari danno un colpo gravissimo all’economia familiare italiana. Due anni fa, i sostenitori di Prodi, i sindacati, gli attuali partiti di governo guidavano una campagna mai vista sull’impoverimento del Paese. Ricordate la famigerata “ultima settimana”?Eppure, i consumi andavano meglio di adesso ed il Paese era complessivamente più ricco. Oggi tutto va peggio ed il governo si mostra assolutamente immobile ed incapace di affrontare perfino la più evidente emergenza, come la domanda di sicurezza che viene dal paese reale. Ma i toni dell’informazione sono tranquilli, più soffusi, Prodi fa qualche battutina contro le drammatizzazioni, i sindacati non riescono neppure a metter al centro dell’attenzione la tragedia della ThyssenKruppp. Napolitano verrà ricordato in futuro come il primo Presidente della Repubblica di provenienza comunista che, nei giorni del più grave incidente sul lavoro, festeggia S. Ambrogio alla Scala con i capi di stato stranieri. Si capovolge il mondo, ma quelli che stavano sotto, vanno ancora più giù. Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe in questi giorni di festa raccogliere opinioni concrete, non ideologiche, dei problemi reali delle famiglie italiane, di fronte al carovita, al caos dei trasporti alle quotidiane paure, piccole e grandi. Potreste aiutarci a scrivere, con esempi vissuti, il capitolo dell’ultima settimana dell’anno, in bilico tra festa ed amarezza.

Un polverone Speciale

dicembre 17

Tutti parlano della riammissione al vertice della Guardia di Finanza del Generale Speciale, decisa dal Tar del Lazio. Ma se provate a chiedere perchè Speciale fu rimosso 1 su 3, o forse su 2 interrogati, vi risponderanno genericamente che la causa è uno scandalo sull’uso di aerei e di elicotteri dei Corpo a scopi personali. E’ il polverone di regime che avanza, guidato da quella Repubblica che si sta candidando a diventare la Pravda in guanti bianchi della nostra epoca. (continua…)

Fate la faccia feroce

dicembre 12

E’ talmente inveterata l’abitudine al teatrino delle parole senza logica , nè conseguenze, che ormai non riusciamo ad evitarlo neppure quando ci danneggia. Il Governo ha risposto allo sciopero degli autotrasportatori annunciando la linea dura e la precettazione. Cosa significa? Nulla. La conseguenza è qualche scaramuccia e qualche arresto, frutto casuale di litigi da strada. Un governo serio deve sapere che se interrompe la trattativa e annuncia misure estreme, deve essere pronto ad organizzare convogli scortati per forzare i blocchi e rifornire la cittadinanza di benzina e generi di prima necessità. Siccome l’intervento dell’esercito non è all’ordine del giorno , allora bisognerebbe trattare ed evitare dichiarazioni pagliaccesche che esasperano ancora di più gli animi. Anche gli autotrasportatori dovrebbero riflettere. In questo blog troveranno una  maggioranza di commenti che, in un modo o nell’altro, li sostiene, incitandoli a continuare con la lotta dura. Eppure, ci sono tanti commenti di persone perbene danneggiate dalla loro scelta. E molte dicono di condividere i contenuti. Non sarebbe più giusto trovare una forma che permette anche agli altri di partecipare, di manifestare la solidarietà, piuttosto che arroccarsi in una protesta dalla faccia feroce? Tra i ruggiti minacciosi del governo e la paralisi dei consumi di prima nessità , il cittadino mite, che non vuole o non può fare la faccia feroce, cosa fa? La domanda è semplice forse (come sostengono alcuni)borghese, formulata da chi conosce poco la sofferenza. Probabilmente è il quesito dei più deboli e disperati di tutti: quelli che non hanno neppure una categoria in compagnia della quale fare la faccia feroce. 

Gli operai non hanno amici

dicembre 11

Sono contento, arcifelice dei commenti che sono arrivati sul blog. Spero che tutti si leggano a vicenda e che le opinioni altrui ci facciano sentire meno soli nella nostra determinazione. Io insisto con il mio punto di vista. Viviamo in una società divisa in strati. alcuni sono più forti, più potenti e più aggressivi di altri. La maggioranza è composta da persone miti, che vivono individualmente il proprio disagio. I trasportatori hanno le loro ragioni, ovvio. Il governo ha torto se non risolve il problema. Però ,che colpa hanno quelli che subiscono la prepotenza e il ricatto dei blocchi stradali? Perchè alcune categorie scioperano senza aggredire il prossimo, mentre altre risolvono con la forza i loro problemi scaricandoli sull’intera comunità? Ripeto, capisco perfettamente il radicalismo di chi +è costretto a lottare per rendere evidente le proprie ragioni, ma cercate tutti di capire che i trasporti e lecomunicazioni oggi sono un bene comune . Vale per i traportatori e per tutti i  lavoratori  di settori vitali. In caso contrario, dovremmo accettare che il vero potere oggi sta nelle mani di  chi, bloccando il proprio lavoro, può fermare la società.

Voglio essere ancora più esplicito. Oggi , perfino avere amici è un privilegio. Gli amici del povero Gabriele Sandri hanno chiesto ed ottenuto la sospensione simbolica del campionato, ma per i morti sul lavoro dell’acciaieria nessuno ha pensato di fermare nulla. Che vuol dire? Tutti si commuovono, ma gli operai non hanno amici? Purtroppo sembra così. Ieri su questo tema ha scritto una donna, accusando il Presidente Napolitano di non aver bloccato la Prima della Scala, la sera del 7 dicembre. Ho pensato fosse un’opinione estremista. Poi, mi sono vergognato. Aveva perfettamente ragioni ed i giornali non hanno chiesto che si bloccasse, perchè quasi tutti i direttori erano là seduti in platea. Ma che senso ha predicare che si tratta di un fatto gravissimo e poi non proporre simbolicamente lo spostamento di Tristano ed Isotta. Sarebbe stato un gesto   misurato esattamente al danno. Nè troppo, nè troppo poco, se le parole di dolore hanno   un senso vero. Ed avrebbe ridato un pò di fiducia nelle istituzioni, al di là della demagogia. Invece non si è fatto. I lavoratori di Torino hanno scioperato con le loro bandiere e gli operai sono tornati a lavorare ed a rischiare sapendo di avere pochi amici. Ecco, se ogni problema resta isolato in una categoria, trasportatori con trasportatori, ultrà con ultrà, operai con operai, la nostra convivenza è minata