Fate la faccia feroce

E’ talmente inveterata l’abitudine al teatrino delle parole senza logica , nè conseguenze, che ormai non riusciamo ad evitarlo neppure quando ci danneggia. Il Governo ha risposto allo sciopero degli autotrasportatori annunciando la linea dura e la precettazione. Cosa significa? Nulla. La conseguenza è qualche scaramuccia e qualche arresto, frutto casuale di litigi da strada. Un governo serio deve sapere che se interrompe la trattativa e annuncia misure estreme, deve essere pronto ad organizzare convogli scortati per forzare i blocchi e rifornire la cittadinanza di benzina e generi di prima necessità. Siccome l’intervento dell’esercito non è all’ordine del giorno , allora bisognerebbe trattare ed evitare dichiarazioni pagliaccesche che esasperano ancora di più gli animi. Anche gli autotrasportatori dovrebbero riflettere. In questo blog troveranno una maggioranza di commenti che, in un modo o nell’altro, li sostiene, incitandoli a continuare con la lotta dura. Eppure, ci sono tanti commenti di persone perbene danneggiate dalla loro scelta. E molte dicono di condividere i contenuti. Non sarebbe più giusto trovare una forma che permette anche agli altri di partecipare, di manifestare la solidarietà, piuttosto che arroccarsi in una protesta dalla faccia feroce? Tra i ruggiti minacciosi del governo e la paralisi dei consumi di prima nessità , il cittadino mite, che non vuole o non può fare la faccia feroce, cosa fa? La domanda è semplice forse (come sostengono alcuni)borghese, formulata da chi conosce poco la sofferenza. Probabilmente è il quesito dei più deboli e disperati di tutti: quelli che non hanno neppure una categoria in compagnia della quale fare la faccia feroce.











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