APPUNTI ELETTORALI/2. C’E’ VAFFA E VAFFA

Se non l’avete letto, ve lo racconto io. Lo ha scritto il Giornale , in un articolo da Napoli firmato da Carmine Spadafora. Durante le elezioni che hanno travolto la maggioranza di Prodi ed hanno capovolto il voto in Campania, il governatore Bassolino ha fatto approvare in Giunta una delibera per finanziare con 295 mila euro più Iva un suo blog, www. Antoniobassolino. it. Andate a vedere il titolo di apertura. ” In Campania il PD è cresciuto”. Sembra Scherzi a parte, invece è tutto vero, soprattutto i soldi del contribuente, spesi per “potenziare l’informazione per cittadini e imprese”. Bassolino è senza vergogna e non ha la minima intenzione di prendere atto della bocciatura da parte dell’elettorato. A questo punto, se si volesse esagerare,sarebbe giusto dar vita a Comitati di salute pubblica, per la rimozione delle scorie a rischio e chiedere al Commissario De Gennaro di prendere la testa di truppe scelte e marciare sulla Regione. Per non esagerare, basterebbe che ci fosse al Quirinale un Presidente capace di intervenire, visto il polverone sollevato dopo la condanna di Cuffaro. Ma, poichè la politica è l’arte del possibile, è perfino probabile che il partito di Cuffaro e Casini appoggi nel ballottaggio a Roma Rutelli, sostenuto da quanti hanno guidato il linciaggio. Lasciamoli fare ed occupiamoci di cose più concrete. Per esempio di “Vaffa”. E’ un ottimo segnale che la settimana sia stata occupata da quello reale ( e motivato ) di Totti, piuttosto da da quello virtuale del comico Grillo. Cosa farà Beppe il 25 Aprile, ora che tutte le sue previsioni e mobilitazioni si sono rivelate puro fumo? Aveva invitato a non votare, sostenendo che sono tutti d’accordo e che gli eletti in Parlamento erano già decisi a tavolino da un sistema elettorale truffaldino. Alla faccia! Lo spieghi adesso a Pecoraro Scanio ( che ha difeso fino al’ultimo). La verità è che l’antipolitica di Grillo è tra i grandi sconfitti delle elezioni. Mentre lui predicava demagogia per vendere Cd, tentando di scoraggiare il voto, La Lega ha fatto pesare il voto di milioni di italiani davvero stanchi della politica, che condizioneranno le decisioni del governo in modo infinitamente più costruttivo. Si può cambiare, se si rimane ancorati alla realtà.I parolai, invece non combinano nulla. Come quella sinistra sedicente comunista i cui dirigenti vivono da anni in cattività nei salotti chic, molto lontani dalle periferie e dai luoghi di lavoro. O come i parrucconi dei più grandi giornali, che non avevano previsto neppure per sbaglio come si sarebbe comportato al voto il popolo italiano. Domenica mattina Eugenio Scalfari sentiva l’arrivo della primavera,che avrebbe rovesciato Berlusconi e potato Veltroni almeno al pareggio. Il Direttore Ezio Mauro, non contento di aver condotto una campagna autolesionista e iperschierata, commentava l’esito del voto in modo tale da non dare alla sinistra speranze di rimonta per i prossimi diecia anni. Fuori dalla realtà, come il gruppo dirigente del Corriere, che tifava per il pareggio e dava per sicura la rimonta del PD. Ma dove vivono? Con chi parlano e, sopratutto, chi ascoltano? In questi giorni hanno trovato una nuova chiave: il pericolo Bossi. Almeno per occultare la notizia, che meriterebbe un commento più ampio, dello scontro che ha portato alle dimissioni di Prodi anche dalla presidenza del PD. Meno di due anni fa, Mieli spese la sua firma per chiedere ai lettori di avere fiducia nell’uomo e nella sua maggioranza. Almeno adesso poteva chiedere scusa in TV, prima di voltare pagina. Veltroni ha già i suoi consiglieri e non pretendiamo che ci ascolti, ma dia retta: anche per fare l’opposizione, si liberi dei parrucconi, degli opinionisti ciechi e sordi, dei travagli, dei di pietro. L’Italia cambierà per effetto del voto, può cambiare anche più rapidamente col suo aiuto.
Sul blog Presa Diretta trovate il video “Beppe Grillo is burning”. Non perdetevelo.

Esplode la protesta di Pannella. E Veltroni scopre che i radicali non sono soprammobili. Il Pd ha esagerato con le liste. C’è dentro il finto imprenditore, che però vorrebbe lasciare a casa Visco, applaude a Mastella e fa arrabbiare Prodi e Parisi, che minaccia di ritirare la sua candidatura. Ci sono la finta precaria del Sud col lavoro a tempo indeterminato, la finta infermiera nel Veneto che non va a lavorare da 6 anni, la figlia dell’ex ministro Cardinale che non è più candidabile, ai sensi di un finto regolamento che in casi come quello di Pardi, viene aggirato ricorrendo alla lista Di Pietro. E ci sono i finti portavoce di Prodi, segretarie e consiglieri di ministri uscenti. Nel Supermarket di Veltroni c’è un pò di tutto. Tranne Bassolino, che è talmente potente da pretendere ed ottenere dal Pd ciò che vuole. Per esempio, la candidatura della moglie e di D’Alema in Campania, capolista a copertura sua e del fedelissimo neoassessore Velardi. Bassolino parla come un ras, minaccia di rifare il Sindaco, quando deciderà di abbandonare la poltrona di Governatore, si sente onnipotente e forse lo è davvero: che favori inconfessabili avrà fatto al suo partito o all’establishment di sinistra? Lo scopriremo, prima o poi, e Veltroni cadrà dal pero.Intanto, si è accorto che i radicali, abituati a scioperi di fame e sete, non sono comestibili come altri. Risponde a Pannella: “non siamo un tram”, ma Marco rende noti gli accordi scritti sui nove parlamentari garantiti.Un inferno, la lista del Partito “nuovo”. Mogli, figli, parenti, neanche fosse una lista della vecchissima DC. Rimane solo un’arma segreta a Walter: sfoderare l’endorsment al contrario del direttore del Corriere della Sera. Memore della fine di Prodi, Paolo Mieli questa volta scende in campo con un’intervista a Libero, il quotidiano di Feltri. “il pezzo pro-Unione non lo rifarei e questa volta scommetto su Silvio” ,è il titolo. Roba da toccarsi, tanto più che mentre il direttore fa outing, rivelando una preferenza per Silvio, il suo giornale da due settimane almeno, è smaccatamente schierato con Walter. E cavalca chiunque possa infastidire il Popolo delle Libertà.








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