Paolo Liguori http://www.paololiguori.com Solo un altro weblog targato WordPress Tue, 19 Aug 2008 06:45:59 +0000 http://wordpress.org/?v=2.6 en Indimenticabile http://www.paololiguori.com/2008/08/18/indimenticabile/ http://www.paololiguori.com/2008/08/18/indimenticabile/#comments Mon, 18 Aug 2008 18:48:27 +0000 TgCom http://www.paololiguori.com/?p=320

In questo doloroso momento sono particolarmente vicino a Rosella Sensi, alla moglie Maria e a tutta la famiglia per la scomparsa del nostro amato presidente.  Franco resterà per sempre nei cuori di tutti i tifosi giallorossi, per la sua umanità e per la tenacia con cui è riuscito a fare della Roma quella grande squadra e quella grande società che è. Indimenticabile.
Paolo Liguori

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Lo smemorato http://www.paololiguori.com/2008/08/02/lo-smemorato/ http://www.paololiguori.com/2008/08/02/lo-smemorato/#comments Sat, 02 Aug 2008 08:24:48 +0000 paololiguori http://www.paololiguori.com/?p=316 Beppe Severgnini, nella rubrica sul Magazine del Corriere risponde a un lettore che accusa Tronchetti Provera. ” E’ duro credere che Tavaroli abbia potuto usare per anni tante risorse (milioni di euro, dozzine di persone) in completa autonomia. Se i capi davvero non sapevano niente, bè, è una colpa grave. Che richiederebbe ,come minimo, scuse pubbliche; e non mi sembra siano arrivate”. Educato, Severgnini. Ma ipocrita come pochi. Poichè le accuse a Tronchetti circolano da oltre un anno, sostenute da una campagna di Repubblica, viene spontaneo chiedere come mai finora l’acuto commentatore non avesse maturato da tempo una propria opinione. La stessa banalità delle scuse che auspica oggi, poteva sostenerla da mesi, senza fingere sorpresa. Troppo facile notare che Tronchetti, finchè era al vertce di Telecom aveva un’importante ruolo nella propietà del Corriere. Per questo Severgnini esitava a pretendere le scuse? Se è così, le scuse le faccia lui per aver taciuto per prudenza, oppure la smetta di cavalcare un’accusa che per Repubblica è una battaglia all’ultimo sangue, ma per gli altri giornali è ridicola, tanto più che ha ripreso fiato dal proscioglimento di Tronchetti.Lo stesso Magazine, poi, dieci pagine dopo Severgnini pubblica il lapidario commento di Pietro Calabrese: “Conosco personalmente Piero Fassino,Nicola Rossi e Tronchetti Provera da molti anni e bisogna essere davvero dei mascalzoni per accusarli di quello che ho letto nei giorni scorsi sui giornali. Ce l’ha anche con Severgnini?

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Angelina, che delusione! http://www.paololiguori.com/2008/07/27/angelina-che-delusione/ http://www.paololiguori.com/2008/07/27/angelina-che-delusione/#comments Sun, 27 Jul 2008 13:13:37 +0000 TgCom http://www.paololiguori.com/2008/07/27/angelina-che-delusione/ Accidenti che delusione! Angelina Jolie ha dicharato che è ricorsa alla fecondazione artificiale per mettere al mondo i suoi ultimi due gemelli, perché non voleva subire lo stress dei continui tentativi di rimanere incinta naturalmente.

Ero innamorato di Angelina finché non ha dichiarato di essere stressata dall’idea di fare l’amore con Brad Pitt. Ma come, mi chiedo, cosa dovrebbero dire tutte le altre mogli del mondo che invece del bellissimo attore hollywoodiano si ritrovano i mariti ingrassati dalle ingiurie del tempo?

Che peccato Angelina! Una donna così bella che si stressa all’idea del sesso col marito. Una vera tristezza.

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Contrada, un briciolo di umanità http://www.paololiguori.com/2008/07/24/contrada-un-briciolo-di-umanita/ http://www.paololiguori.com/2008/07/24/contrada-un-briciolo-di-umanita/#comments Thu, 24 Jul 2008 11:25:46 +0000 TgCom http://www.paololiguori.com/2008/07/24/contrada-un-briciolo-di-umanita/ Bruno Contrada

L’ex agente del Sisde lascia il carcere e sconterà la pena ai domiciliari, come chiesto dallo stesso sostituto procuratore generale. Peppino Caldarola sul “Riformista” di giovedì 24 luglio ha commentato e spiegato la scelta della Procura.

“C’è la svolta nel caso Contrada. Il sostituto procuratore generale Ugo Ricciardi ha dato parere favorevole al differimento della pena per l’ex prefetto e i giudici di sorveglianza di Napoli stanno decidendo. Rivoli di umanità emergono nella lunga e dolorosa trafila giudiziaria del superpoliziotto palermitano.

II Riformista, anche con i corsivi di Mambo, è più volte intervenuto per sollecitare un provvedimento di clemenza. Non lo abbiamo fatto da soli. Nella sinistra siamo stati soli e isolati. Ma avevamo ragione. Contrada ha perso 22 chili nell’ultimo anno. Le sue patologie si sono aggravate. La famiglia temeva di perderlo. Ha chiesto, in una clamorosa dichiarazione, l’eutanasia per uscire dalla sofferenza. Contrada era chiuso in un carcere di massima sicurezza militare dopo la condanna a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Stava, sta morendo.

Sconta una condanna dura che ribaltava una vita intera spesa al servizio dello Stato. Lo hanno accusato non si sa quanti pentiti, forse cinque o sei, fra cui Buscetta e Gaspare Mutolo. In ogni deposizione dei «collaboranti» non c’era un fatto a prova della contiguità del prefetto Contrada con la mafia. Le confessioni riportavano il sentito dire di una sua disponibilità ad aiutare Cosa Nostra. Sono stati i boatos di mafia a condannare quest’uomo burbero e brusco con la faccia da attore francese del dopoguerra. Più pentiti, recita la legge, fanno una prova anche quando una prova non c’è.

Non si può dire che Contrada non avesse nemici fra i mafiosi. L’intera sua carriera si è svolta nella lotta contro la grande criminalità, a partire da quando era dirigente della Sezione Volanti della Questura di Palermo e poi capo della Catturandi, fino all’impegno nel Sisde, il servizio segreto interno, destinato alla repressione sia in Sicilia e poinel Lazio dell’attività mafiosa. È stato nella squadra del mitico Boris Giuliano, il grande poliziotto che in questi giorni abbiamo ricordato nell’anniversario del suo assassinio. Anche Contrada è stato un grande poliziotto che si è fatto tanti nemici.

La vicenda di Contrada si presta a diverse considerazioni. Le ultime riguardano la sua battaglia per vivere e morire, speriamo fra tantissimo tempo, in dignità. La carcerazione per mafia è la pena più grande per chi ha lottato contro la mafia. Contrada non sopportava più né la segregazione né le ragioni della segregazione. Mi addolora non aver trovato sensibilità a sinistra sul suo caso. Da questa parte, le teorie colpevoliste hanno più successo di quelle innocentiste e Contrada era stato incarcerato, in aggiunta, da magistrati considerati campioni della lotta antimafia, quindi non poteva non esser colpevole. La seconda considerazione riguarda il modo di condurre la lotta alla mafia. La dico tutta. Troppo spesso differenti interpretazioni di questa lotta hanno portato a settori dello Stato contro altri settori. A parte i casi palesi di connivenza, spesso si sono contrapposte due o più linee e spesso la contrapposizione ha portato a processi e ad accuse infamanti. E tuttora in corso un processo contro il prefetto Mori, prefetto e generale dei Carabinieri, per i giorni successivi all’arresto di Riina. Anche qui si sente la mancanza di una cultura garantista nelle pubblica opinione, una deriva accusatoria. Stabilita la linea maggioritaria per combattere la Cosa Nostra, chiunque avesse deviato veniva considerato un nemico, peggio un colluso. Ho la sensazione che molte delle accuse a Contrada vengano da questa cultura. C’è di più. Il tema dell’attendibilità dei pentiti è stata la questione chiave della recente storia politico-giudiziaria italiana.

I pentiti sono stati decisivi nello smantellare la mafia ovvero una parte della sua organizzazione, comunque nel rivelare comportamenti, connessioni, riti. Buscetta è stato il primo e il più importante. L’ho conosciuto bene. Ho preso con lui l’impegno di non raccontare i nostri colloqui. Non mi ha fatto rivelazioni, mi ha solo raccontato a cuore aperto i drammi della sua vita disperata. Ho conosciuto la persona Buscetta, non il pentito Buscetta. Ne ho scritto solo in occasione della sua morte. Poi niente altro. Devo dire però che forte è in me l’impressione che quest’uomo, un vero pentito, avesse interpretato in modo abnorme il suo ruolo di giustiziere. Non sempre la magistratura ha mostrato di voler affiancare alle deposizioni dei pentiti prove fattuali che in qualunque altro paese sarebbero obbligatorie. E’ stata una deformazione, dettata dall’emergenza, dell’attività giudiziaria di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze”

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La Bastiglia di Pescara http://www.paololiguori.com/2008/07/14/a-voce-alta/ http://www.paololiguori.com/2008/07/14/a-voce-alta/#comments Mon, 14 Jul 2008 17:12:14 +0000 paololiguori http://www.paololiguori.com/2008/07/14/a-voce-alta/  

Le modalità dell’arresto del governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco lasciano a bocca aperta. Un blitz come quelli che servono a decapitare cosche mafiose o camorristiche e la decapitazione politica di una Regione non stanno in piedi, anche a paragone di un’ accusa di concussione, qualunque sia l’entità delle presunte mazzette. Il Procuratore di Pescara Trifuoggi ha parlato di decine di miliardi di vecchie lire, ma le cifre non bastano a giustificare  la violenza usata in questo caso. Testualmente, ha detto: ” Ci siamo accorti che c’erano troppe illegittimità perchè si potesse parlare solo di disinvoltura amministrativa. E quando ci sono le illegittimità che comportano un grande esborso di denaro sorge legittimo il sospetto che qualcuno lucra”. A parte l’abolizione  del congiuntivo, dettata probabilmente dalla necessità di rafforzare l’accusa, il ragionamento non sta in piedi. Si è capito che gli inquirenti hanno la confessione del titolare di una o più cliniche, “costretto” a pagare mazzette. E lui, evidentemente, avrebbe accusato Del Turco ed altri. Ma anche una simile circostanza non basta a spiegare le modalità dell’arresto. Perchè le confessioni potrebbero essere interessate per mille motivi,non ultimo il fatto che la Regione aveva in passato tagliato i fondi alle cliniche di Angelini. Non basta secondo la giurisprudenza l’accusa di un pentito senza riscontri e anche questi ultimi, sufficienti per una eventuale condanna, andrebbero usati con cautela, prima di decidere la decapitazione di una Regione. Insomma, tutto sembra troppo violento, troppo spettacolare, troppo affrettato per essere vero. Per me, a differenza che per altri c’è un problema in più: non posso dire di aver fiducia nella magistratura, fino a prova contraria. Sarei un bugiardo e un ipocrita se, sulla base dell’esperienza di tanti anni, non confessassi di avere più fiducia in Ottaviano Del Turco che in un qualsiasi Procuratore, fino a prova contraria. In queste settimane, non sono quasi intervenuto nel farsesco dibattito sulla giustizia ( non a caso chiuso ufficialmente da capocomici), perchè mi sembrava assolutamente tempo perso. Ho colto qualche sfondone dei soliti Di Pietro e Travaglio, ma in fondo, ho pensato che non facessero vero danno. Ricordavano all’opinione pubblica quanto è stato importante e lo sarà ancora emarginarli. Avere avversari evidenti è sempre utile, per guardare in faccia il rischio. Adesso, però, non si tratta di chiacchiere. Un uomo stimato, un sindacalista e politico uscito indenne da mille traversie è stato sbattuto in galera come un delinquente pericoloso. Lui, ex Presidente della Commissione parlamentare antimafia. Socialista da sempre, arrestato nell’anniversario della presa della Bastiglia. Con una pena preventiva già comminata: tre giorni di isolamento prima di vedere l’avvocato e di subire il primo interrogatorio. Fino a prova contraria, le persone perbene, sono chiamate a far sentire la propria voce. Senza esitazioni e senza pentirsene, a prescindere dai risultati giudiziari. Perchè siamo uomini che crediamo negli uomini che conosciamo, prima che nella giustizia. E a cambiare idea facciamo sempre a tempo. Ma chi potrebbe mai cancellare la vergogna di sapere,domani, che l’accusa era esagerata e abbiamo taciuto per prudenza o viltà? Quello sì sarebbe vero rimorso. E dunque oggi, 14 luglio, sono assolutamente convinto che le accuse contro Ottaviano siano esagerate e le modalità dell’arresto incivili. E sono orgoglioso che Di Pietro pensi esattamente il contrario. Paolo Liguori 

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Se questa è politica http://www.paololiguori.com/2008/07/09/se-questa-e-politica/ http://www.paololiguori.com/2008/07/09/se-questa-e-politica/#comments Wed, 09 Jul 2008 15:25:14 +0000 TgCom http://www.paololiguori.com/2008/07/09/se-questa-e-politica/ Dal Riformista di oggi un editoriale di Antonio Polito che vi invito a commentare

Con tutto il rispetto che si deve a chi manifesta in piazza la sue idee, ma non a chi come Grillo e Travaglio si è abbandonato a vergognosi insulti al capo dello Stato, al limite e oltre il limite del vilipendio, e a chi come la Guzzanti ha offeso il pontefice, il problema della piazza «No Cav» di ieri era la sua lontananza dal sentimento della maggioranza degli italiani.

Una minoranza sempre più minoranza, ieri davvero piccola, ma sempre più distante dalla maggioranza. Le minoranze tendono quasi naturalmente ad alzare la voce per farsi sentire, ma per farlo devono esagerare, e ieri hanno esagerata E così si distanziano ancor più dalla maggioranza. È un circolo vizioso, che in una parte dell’opposizione a Berlusconi si ripete come una dannazione, puntuale all’inizio di ogni legislatura governata da Berlusconi. Il quale finge di lagnarsene, ma intanto ne gongola, perché sa che lo rafforza.
La minoranza è un habitat naturale e accogliente per i trebbiatori, coloro che come Di Pietro passano e raccolgono. La loro ambizione è di diventare maggioranza nella minoranza. Per farlo non esitano a spararla grossa: «La legge Alfano è inaudita perché consente a chi raggiunge lo status di presidente di ammazzare la moglie, squartare le amanti, spacciare droga senza essere processato». « L’anti politica è quando un pregiudicato viene eletto presidente del consiglio». Dunque «siamo al regime», «è tornata la P2», «siamo al fronte».
La minoranza è un habitat naturale anche per i guitti, i tribuni, le star del qualunquismo. Beppe Grillo ha confermato di esserlo al massimo grado. Il suo umorismo è quello che è: «Be-fin, la figa in leasing, l’Italia fallita». Ma la carica antidemocratica che ieri ha manifestato, contro i partiti e contro le istituzioni e personalmente contro il presidente Napolitano, non consente di scherzarci su.
La discesa da Moretti a Grillo dice già tutto di quanto è accaduto al movimento dei girotondi. Moretti, in un modo tutto suo, che gli veniva dalla frequentazione del Pci e dalla cultura sofisticata, tendeva naturalmente, o forse s’illudeva, a fare del suo movimento maggioranza. Il suo obiettivo era quello di scuotere i vertici del centrosinistra, magari di cambiarli, ma per portarli la volta successiva a vincere le elezioni: «Non perdiamoci di vista». Grillo non ha obiettivi politici, ma solo impolitici, o antipolitici. Per il successo della sua industria dell’indignazione - e di quella fiorente di Travaglio - Berlusconi sta bene dove sta: a incarnare l’atavico sospetto delle masse per il potere che è il pane e il companatico di quella industria. Non a caso nella manifestazione di ieri aleggiava, più volte dichiarata dal palco, quasi un autocompiacimento per questa minorità: «vedrete domani, i giornali ci attaccano, tutti ce l’hanno con noi, ci isolano perché sia puri e duri…».
È chiaro che in queste condizioni il Pd, che in fin dei conti pur sempre aspira prima o poi a diventare maggioranza, non poteva condividere la piazza e il palco con Di Pietro e Grillo. Ma mentre correttamente prendeva le distanze dalla piana e dagli insulti di Grillo a Napolitano, il Pd lanciava in Parlamento un’offensiva che contempla anche la possibilità dell’ostruzionismo, che contesta a Fini irregolarità nella gestione della Camera, e dichiara il lodo Alfano uno scandalo. Naturalmente l’opposizione ha il diritto - e anche il dovere - di opporsi. E si può capire che, stretto dalla pressione della piazza, seppur disertata, Veltroni abbia sentito il bisogno di alzare la voce in Parlamento. C’è però una logica da rispettare. Perché se bisogna manifestare per la difesa della democrazia, come il Pd si propone di fare in ottobre, diventa difficile rispondere a chi dalla piazza di ieri gli chiedeva: e allora perché non oggi? Se il blocca-processi è un obbrobrio - e lo è - allora perché non riconoscere che il lodo Alfa-no non lo è, è una norma discutibile, cui è legittimò opporsi con vigore se lo si ritiene, e che è stata forzata d’urgenza nei procedimenti parlamentari, ma che ha il merito, una volta approvata, di eliminare la blocca-processi? Veltroni dice che se cade quella norma è un suo successo; ma allora non può tirarsi fuori dalla mediazione politica necessaria per farla cadere. È su questo punto che il Pd, generoso nel difendere Napolitano dalle offese di Grillo, è stato ingeneroso ieri con il Presidente che sta esercitando tutta la sua moral suasion per far rientrare questo incendio sulla giustizia nei limiti di un conflitto politico, invece di trasformarlo in un’Apocalisse per le istituzioni.
La forza dei girotondi l’abbiamo vista ieri in piazza e la vediamo ogni giorno nei sondaggi sul gradimento al governo. Il Pd non ha alcuna ragione di temerli. A meno di non mettersi esso stesso nelle condizioni di dar loro ragione.

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Edizione del 27/06/2008 http://www.paololiguori.com/2008/06/27/edizione-del-270608/ http://www.paololiguori.com/2008/06/27/edizione-del-270608/#comments Fri, 27 Jun 2008 00:00:00 +0000 admin

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Edizione del 26/06/2008 http://www.paololiguori.com/2008/06/26/edizione-del-260608/ http://www.paololiguori.com/2008/06/26/edizione-del-260608/#comments Thu, 26 Jun 2008 00:00:00 +0000 admin

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Ossessioni di famiglia http://www.paololiguori.com/2008/06/25/ossessioni-di-famiglia/ http://www.paololiguori.com/2008/06/25/ossessioni-di-famiglia/#comments Wed, 25 Jun 2008 13:31:13 +0000 TgCom http://www.paololiguori.com/2008/06/25/ossessioni-di-famiglia/ Spunto di riflessione sull’attualità politica italiana, tratto da “Il Giornale”

“Esercitazione per l’esame di giornalismo. Il candidato consideri che Silvio Berlusconi, dal 1993, è stato oggetto della seguente attenzione: Firenze lo indaga per mafia: archiviata; Palmi per massoneria: archiviata; Milano per corruzione su verifiche fiscali: assolto; per falso in bilancio legato ad acquisto calciatore Lentini: prescrizione, assolto; stessa accusa per Fininvest: prescrizione, assolto. Milano per spartizione pubblicitaria Rai e Fininvest: prescrizione, assolto; per corruzione e falso in bilancio: assolto. Per frode fiscale e appropriazione indebita e falso in bilancio per acquisto terreno Macherio: assolto e amnistia. Palermo per associazione mafiosa poi derubricata in concorso esterno e riciclaggio: archiviata. Caltanissetta per concorso in strage per le bombe del 1993: archiviata. Milano per falso in bilancio per l’affare Medusa, assolto; per caso All Iberian, prescrizione; anche per la gemella All Iberian 2, assolto; su Sme 1 e Sme 2: assoluzione e archiviazione; per falso in bilancio in affare Medusa: assolto; per tangenti fiscali Telepiù, prescrizione, assolto; per corruzione in atti giudiziari per il lodo Mondadori: prescrizione, assolto: per diritti televisivi e corruzione del teste David Mills: in corso. Roma per raccomandazione vallette Rai: in corso. Ciò posto, il candidato ha 18 minuti per commentare l’ultimo editoriale di Famiglia Cristiana così titolato: «Berlusconi ha l’ossessione dei pm».

Filippo Facci

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Edizione del 25/06/2008 http://www.paololiguori.com/2008/06/25/edizione-del-250608/ http://www.paololiguori.com/2008/06/25/edizione-del-250608/#comments Wed, 25 Jun 2008 00:00:00 +0000 admin

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