Archivio del mese di giugno 2009

Quegli strani affari del Tedesco rosso promosso senatore

giugno 26

di Stefano Filippi

La sanità pugliese targata Ds è quella degli otto morti all’ospedale di Castellaneta di due anni fa, deceduti per aver respirato protossido d’azoto invece che ossigeno dai tubi di ventilazione in terapia intensiva: errore forse dettato dalla fretta di inaugurare il reparto a scopo elettorale. È quella che nell’estate di quello stesso 2007 dovette chiudere reparti e servizi per ferie: la mancanza di personale costrinse i bimbi ricoverati in oncologia ed ematologia pediatrica a tornare a casa ogni sera perché non c’era l’assistenza notturna. È quella che il governo Prodi dovette commissariare per aver creato un buco nei conti di 291 milioni di euro, e per questo fu costretta ad aumentare i ticket.
La sanità pugliese targata Ds è anche quella delle inchieste sugli affari di Giampaolo Tarantini e i maxi-appalti vinti forse anche con l’aiuto di tangenti e donnine. Inchieste che riguardano anche il precedente assessore alla Sanità, Alberto Tedesco, indagato dal sostituto procuratore Désirée Digeronimo assieme al direttore generale dell’Asl Bari Lea Cosentino e altri 12 tra funzionari Asl e fornitori di assistenza e riabilitazione domiciliare. I reati ipotizzati: associazione per delinquere, falso, truffa, millantato credito.
Tedesco è un socialista pentito passato con i Ds. La sua nomina ad assessore, decisa da Nichi Vendola, fu accompagnata da polemiche sollevate dall’Italia dei Valori. Il motivo è che la famiglia Tedesco lavorava nel settore delle forniture mediche e faceva affari d’oro con la sanità pubblica. L’assessore, come ricorda Tommaso Francavilla nel suo pamphlet Alla corte di Nichi, replicò che si sarebbe sbarazzato delle aziende. Lo fece costituendo una nuova società di apparecchiature elettromedicali che ereditò integralmente il portafoglio delle vecchie imprese. E che in un anno aumentò del 30 per cento il fatturato.
Il governatore forzista Raffaele Fitto, tra il 2000 e il 2005, gli affidò un importante incarico istituzionale: presidente della commissione Affari istituzionali mentre si scrivevano il nuovo statuto e la nuova legge elettorale. Nella giunta Vendola, Tedesco varò un fantomatico Piano salute che doveva essere scritto dagli utenti: spedì milioni di lettere ai pugliesi chiedendo suggerimenti dilatando all’infinito la «fase d’ascolto». Lanciò un Piano per la riduzione delle liste d’attesa che rimase lettera morta. Moltiplicò le consulenze. Ereditò una gestione in ordine, tanto che la Puglia fu inserita tra le regioni «virtuose», che non riuscì a mantenere: l’aumento dei ticket ne è la riprova.
Lo scorso febbraio sono arrivate le dimissioni, ma la cattiva gestione o la malasanità non c’entrano. C’entra invece il fascicolo aperto dal pm Digeronimo su forniture ospedaliere e mazzette presunte. Dimissioni «preventive», e dunque circondate da un alone misterioso: Tedesco le ha messe sul tavolo di Vendola prima che si sapesse delle indagini. Egli stesso ha rivelato di aver ricevuto una telefonata dagli uffici della presidenza della Regione che lo informava dell’indagine. La Procura aprì un’inchiesta sulla fuga di notizie per scoprire la talpa a Palazzo di giustizia, che però è ancora senza nome.
Le dimissioni hanno consentito a Vendola di insediare un suo fedelissimo, il professor Tommaso Fiore, che ieri ha ordinato ispezioni in tutte le Asl per quantificare il giro d’affari tra la sanità pugliese e Tarantini e individuare eventuali irregolarità. Ma Tedesco è caduto in piedi. Un anno fa fu primo dei non eletti al Senato. Nel frattempo il senatore pugliese Paolo De Castro, ex ministro prodiano ora molto vicino a D’Alema (è presidente dell’associazione Red), è diventato parlamentare europeo. E a Palazzo Madama gli subentrerà Tedesco.

FONTE: ilGiornale.it

Edizione del 24/06/2009

giugno 24

Andrea’s Version

giugno 23

di Andrea Marcenaro

A quelli che si sentono in diritto di insultarti perché non la pensi come loro, e ti danno di corrotto e di viscido lacchè; a quelli che ti attaccano svillaneggiando la tua piccola storia, con il suo residuo di dignità, e avvertono loro stessi come coraggiosi e controcorrente, mentre in te un pusillanime disposto a tutto, pur di raccattare favori o probende; a quelli che rinfacciano, dalle pagine dei giornali politicamente corretti, la tua frenesia per insabbiare ogni scandalo, sempre, o quella tua tartufaggine rispolverata a bella posta, e in malafede, per stabilire un sia pur labile confine tra il privato e il pubblico; ora; solo perché ultimamente ti torna comodo stabilire un confine; solo perché questo serve adesso al tuo padrone; e insomma, a quelli che ricordano ogni giorno l’etica della democrazia, e che ti inchiodano, come colpevole d’immoralità, o come paggio di corte, o fellone, o rinnegato, ma in ultima analisi, sostanzialmente, come sporco venduto, bene, a tutti costoro, una sola cosa terrei a ricordare: sono una modella, non sono una escort.

fonte: ilFoglio.it

Edizione del 23/06/2009

giugno 23

Lettera aperta sul nuovo moralismo

giugno 22

di Ubaldo Casotto su Il RiformistaGentili colleghi scandalistici e gentili lettori scandalizzati della sinistra progressista – Faccio questo mestiere da vent’anni e capisco quanto possano prudere le mani sulla tastiera, prurito che segue quello che ha tormentato le orecchie e il gonfiore che affligge gli occhi dopo il lungo stropiccio per tenerli ben desti e incollati al buco della serratura… Capisco. Però allora non capisco più che mondo volete.

 

 

Mi spiego. Ho una figlia in età di liceo e dal prossimo anno potrà fornirsi liberamente di preservativi a scuola (non credo che sulle confezioni ci saranno scritte tipo quelle che campeggiano sui nostri pacchetti di sigarette: “Il sesso in età precoce nuoce all’equilibrio psichico”) e vivere “gioisamente” e “liberamente” le sue “avventure” (avventure che potranno indifferentemente essere con un uomo, una donna, più uomini, più donne, un mix tra i due generi e..  perché no? anche con il concorso di qualche animale, come teorizzato da illustre pensatore tempo addietro). Ho un figlio di undici anni, non credo che alle sue compagne di classe verrà consigliato il vaccino contro il papillomavirus, responsabile di alcuni tumori dell’utero e che si trasmette attraverso rapporti sessuali. Non lo sa ma presto glielo spiegherete voi, o provvederà un insegnante di educazione sessuale, magari lo stesso che in seconda media spiegò a mia figlia (quella di prima) che la gravidanza è un “inconveniente” del rapporto sessuale dal quale tutelarsi, appunto con il preservativo.

Leggo da anni interviste a sindacaliste delle prostitute che spiegano l’assolutà liceità della professione (e quindi della dazione di denaro) e la necessità della sua legalizzazione. Non c’è rivista che con l’approssimarsi dell’estate non spieghi che “l’avventura extraconiugale fa bene alla coppia”. Preti, suore e monaci dovrebbero, sempre secondo voi, smetterla con questa anticaglia della castità, sposarsi, liberarsi, emanciparsi…insomma scopare.

Finalmente trovate uno che (pare) attua tutto quello che ci avete predicato e che a me non piace; lo fa ostentando gioia, allegria, sfontatezza e senza limiti… E voi che fate? Citate con faccia triste le preoccupazioni di qulche tonaca vescovile (le stesse che irridete negli altri 364 giorni dell’anno) e lo impiccate alla corda del vostro moralismo.

Ma andate a farvi fottere!

Edizione del 22/06/2009

giugno 22

Edizione del 19/06/2009

giugno 19

Edizione del 18/06/2009

giugno 18

Edizione del 17/06/2009

giugno 17

Edizione del 17/06/2009

giugno 17