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	<title>Commenti a: Edizione del 27/03/2009</title>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-214132</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>74. salvo scrive:
X Enrico: sul Regno delle due Sicilie leggiti gli interessanri post di Pioppo: i savoia o piemontesi di merda, ci devono restituire un mucchio di soldi. RUBATICI.
&#124;Lasciato il 31 marzo 2009 alle 13:52&#124; 

————————————————–
Penso che la mia è un’ottima idea, sono sicuro che ti piacerà.
Oltre ai Savoia, da dimostrare praticamente, perchè non chiedere un risarcimento danni per sfruttamento e danni economici in tutta la Sicilia, granaio d’Italia, ad Alemanno Sindaco di Roma, da parte degli antichi romani?
Non ti sembra ottima l’idea?
Però pensandoci bene, con tutti questi risarcimenti, che fine faranno in Sicilia i soldini?
Inoltre, permettimi di ricordarti, che fine hanno fatto i miliardi e miliardi, tirati fuori dalle tasche di tutti gli italiani, destinati alla Sicilia dalla defunta Cassa del Mezzogiorno?
Mbo…, segreti occulti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>74. salvo scrive:<br />
X Enrico: sul Regno delle due Sicilie leggiti gli interessanri post di Pioppo: i savoia o piemontesi di merda, ci devono restituire un mucchio di soldi. RUBATICI.<br />
|Lasciato il 31 marzo 2009 alle 13:52| </p>
<p>————————————————–<br />
Penso che la mia è un’ottima idea, sono sicuro che ti piacerà.<br />
Oltre ai Savoia, da dimostrare praticamente, perchè non chiedere un risarcimento danni per sfruttamento e danni economici in tutta la Sicilia, granaio d’Italia, ad Alemanno Sindaco di Roma, da parte degli antichi romani?<br />
Non ti sembra ottima l’idea?<br />
Però pensandoci bene, con tutti questi risarcimenti, che fine faranno in Sicilia i soldini?<br />
Inoltre, permettimi di ricordarti, che fine hanno fatto i miliardi e miliardi, tirati fuori dalle tasche di tutti gli italiani, destinati alla Sicilia dalla defunta Cassa del Mezzogiorno?<br />
Mbo…, segreti occulti!</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-214131</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>SALVO
4^ puntata
Se ne vuoi sapere di più continua l’offesa a chi ti ospita, sono anch’io capace di copiare ed incollare e sai cosa salta fuori per la Sicilia, per Catania, per il sud?
Ieri, serenamente ti avevo consigliato di smetterla in quanto tutti possiamo trovare in internet la qualunque cosa per offendere il nostro prossimo, la nostra Regione, la nostra città, il nostro paese. Tu sordo, hai continuato, come avevo preannunciato, anche oggi.

IL REGNO DELLE DUE SICILIE
L’Ufficio studi della Cgia di Mastre ha elaborato una stima sugli effetti del lavoro nero in Italia articolata al livello regionale. Senza soffermarci sui criteri di stima, peraltro non resi noti, e senza esprimere alcun giudizio sull’attendibilità dei risultati, desideriamo egualmente commentare qualche dato sulla base di altre informazioni. Lo studio stima in 100 miliardi di euro, per la precisione: 99.545 milioni di euro, l’ammontare dell’imponibile evaso nell’intero territorio nazionale e in 840 euro le imposte evase per singolo residente (01-01-2004). La graduatoria delle regioni italiane secondo l’imponibile evaso è aperta dalla Campania con 12.904 milioni di euro, seguita dalla Sicilia con 12.243 euro, e chiusa dalla Valle d’Aosta con 274 milioni di euro.

il disastro di una regione anormale
Repubblica — 01 aprile 2008 pagina 1 sezione: PALERMO 

Due tristi valori che non riguardano la qualità della vita ma contribuiscono a determinare l’ immagine di una Sicilia anormale. Nella nostra regione, è alto il tasso di evasione fiscale individuato attraverso la forbice tra consumi e redditi dichiarati. Come si scopre la forbice? Per consumare occorre un reddito, a meno che non si ricorra al risparmio o s’ intacchino patrimoni già accumulati ovvero ci si indebiti. Sia il reddito che il risparmio e lo stesso patrimonio sono soggetti a imposte. Sicché, il crescere dei consumi presuppone un aumento del reddito che li alimenta, e quindi il relativo gettito fiscale. A un certo livello di consumi quindi dovrebbe corrispondere un gettito Irpef correlato e un’ Iva corrisposta in misura coerente. Sotto questo profilo, la Sicilia non è «virtuosa». C’ è un notevole scostamento tra imposte pagate e spese sostenute per consumi a conferma di un’ economia inquinata dal lavoro sommerso, dall’ evasione fiscale, da redditi di origine criminale, da un tasso di indebitamento perverso. Un primato negativo, per concludere, condiviso con la Calabria. La Sicilia, insieme proprio alla Calabria, dopo aver ricevuto nel periodo 2000-2006 circa 4 milioni di euro, pari al 20 per cento dei fondi strutturali destinati all’ Italia, può vantarsi del più alto livello di frodi sospette in Italia sia in termini di casi registrati (74 in Sicilia ed 86 in Calabria) che per il valore economico delle irregolarità (80 milioni di euro, pari a un quarto della cifra indebitamente sottratta in tutta Italia). La attività criminali ai danni dell’ Ue vanno dalla gestione illegale dei fondi strutturali (contributi del fondo sociale europeo destinati a corsi di formazione mai realizzati), alla contraffazione e infine alle frodi ai danni della Politica agricola comune. Del resto, le denunce della Corte dei conti (relative al Pop ‘94-’99) non hanno trovato ancora adeguate risposte né hanno prodotto meccanismi più rigidi per l’ individuazione di comportamenti illegali oltre che per il recupero delle frodi. C’ è molta strada da compiere per un Sicilia «normale». Con tempi più brevi di un ipotetico Ponte sullo Stretto o di una rivoluzione culturale che abolisca la prassi della raccomandazione. La Sicilia, paziente, attende iniziando forse a riflettere, per ripetere una bella frase di Anna Finocchiaro, sul fatto che sembra forse occorrere più coraggio a lasciare le cose come stanno che a volerle cambiare.
- MARIO CENTORRINO

Pizzo, ecco le tariffe del racket
Repubblica — 17 dicembre 2008 pagina 3 sezione: PALERMO
dai 200 ai 5000 euro al mese, a seconda della zona di attività e delle dimensioni del negozio. E’ una rata mensile, puntuale come il canone d’ affitto o la bolletta della luce, il pizzo che a Palermo paga l’ 80 per cento dei commercianti. Un piccolo esercizio commerciale versa all’ esattore di Cosa nostra tra le 200 e le 500 euro al mese, una cifra che sale a 750-1000 euro per chi ha un’ attività nella zona del centro mentre i supermercati arrivano a sborsare anche 5000 euro al mese. In Sicilia, a pagare sono oltre 50 mila esercenti, il 70 per cento del totale. Nel giro dell’ usura, sono finiti invece 21.500 piccoli imprenditori, che hanno alimentato così un business da 1,4 miliardi di euro.
In Sicilia ci sono i fichi d’india, i cannoli e i morti ammazzati dal racket……

&#124;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SALVO<br />
4^ puntata<br />
Se ne vuoi sapere di più continua l’offesa a chi ti ospita, sono anch’io capace di copiare ed incollare e sai cosa salta fuori per la Sicilia, per Catania, per il sud?<br />
Ieri, serenamente ti avevo consigliato di smetterla in quanto tutti possiamo trovare in internet la qualunque cosa per offendere il nostro prossimo, la nostra Regione, la nostra città, il nostro paese. Tu sordo, hai continuato, come avevo preannunciato, anche oggi.</p>
<p>IL REGNO DELLE DUE SICILIE<br />
L’Ufficio studi della Cgia di Mastre ha elaborato una stima sugli effetti del lavoro nero in Italia articolata al livello regionale. Senza soffermarci sui criteri di stima, peraltro non resi noti, e senza esprimere alcun giudizio sull’attendibilità dei risultati, desideriamo egualmente commentare qualche dato sulla base di altre informazioni. Lo studio stima in 100 miliardi di euro, per la precisione: 99.545 milioni di euro, l’ammontare dell’imponibile evaso nell’intero territorio nazionale e in 840 euro le imposte evase per singolo residente (01-01-2004). La graduatoria delle regioni italiane secondo l’imponibile evaso è aperta dalla Campania con 12.904 milioni di euro, seguita dalla Sicilia con 12.243 euro, e chiusa dalla Valle d’Aosta con 274 milioni di euro.</p>
<p>il disastro di una regione anormale<br />
Repubblica — 01 aprile 2008 pagina 1 sezione: PALERMO </p>
<p>Due tristi valori che non riguardano la qualità della vita ma contribuiscono a determinare l’ immagine di una Sicilia anormale. Nella nostra regione, è alto il tasso di evasione fiscale individuato attraverso la forbice tra consumi e redditi dichiarati. Come si scopre la forbice? Per consumare occorre un reddito, a meno che non si ricorra al risparmio o s’ intacchino patrimoni già accumulati ovvero ci si indebiti. Sia il reddito che il risparmio e lo stesso patrimonio sono soggetti a imposte. Sicché, il crescere dei consumi presuppone un aumento del reddito che li alimenta, e quindi il relativo gettito fiscale. A un certo livello di consumi quindi dovrebbe corrispondere un gettito Irpef correlato e un’ Iva corrisposta in misura coerente. Sotto questo profilo, la Sicilia non è «virtuosa». C’ è un notevole scostamento tra imposte pagate e spese sostenute per consumi a conferma di un’ economia inquinata dal lavoro sommerso, dall’ evasione fiscale, da redditi di origine criminale, da un tasso di indebitamento perverso. Un primato negativo, per concludere, condiviso con la Calabria. La Sicilia, insieme proprio alla Calabria, dopo aver ricevuto nel periodo 2000-2006 circa 4 milioni di euro, pari al 20 per cento dei fondi strutturali destinati all’ Italia, può vantarsi del più alto livello di frodi sospette in Italia sia in termini di casi registrati (74 in Sicilia ed 86 in Calabria) che per il valore economico delle irregolarità (80 milioni di euro, pari a un quarto della cifra indebitamente sottratta in tutta Italia). La attività criminali ai danni dell’ Ue vanno dalla gestione illegale dei fondi strutturali (contributi del fondo sociale europeo destinati a corsi di formazione mai realizzati), alla contraffazione e infine alle frodi ai danni della Politica agricola comune. Del resto, le denunce della Corte dei conti (relative al Pop ‘94-’99) non hanno trovato ancora adeguate risposte né hanno prodotto meccanismi più rigidi per l’ individuazione di comportamenti illegali oltre che per il recupero delle frodi. C’ è molta strada da compiere per un Sicilia «normale». Con tempi più brevi di un ipotetico Ponte sullo Stretto o di una rivoluzione culturale che abolisca la prassi della raccomandazione. La Sicilia, paziente, attende iniziando forse a riflettere, per ripetere una bella frase di Anna Finocchiaro, sul fatto che sembra forse occorrere più coraggio a lasciare le cose come stanno che a volerle cambiare.<br />
- MARIO CENTORRINO</p>
<p>Pizzo, ecco le tariffe del racket<br />
Repubblica — 17 dicembre 2008 pagina 3 sezione: PALERMO<br />
dai 200 ai 5000 euro al mese, a seconda della zona di attività e delle dimensioni del negozio. E’ una rata mensile, puntuale come il canone d’ affitto o la bolletta della luce, il pizzo che a Palermo paga l’ 80 per cento dei commercianti. Un piccolo esercizio commerciale versa all’ esattore di Cosa nostra tra le 200 e le 500 euro al mese, una cifra che sale a 750-1000 euro per chi ha un’ attività nella zona del centro mentre i supermercati arrivano a sborsare anche 5000 euro al mese. In Sicilia, a pagare sono oltre 50 mila esercenti, il 70 per cento del totale. Nel giro dell’ usura, sono finiti invece 21.500 piccoli imprenditori, che hanno alimentato così un business da 1,4 miliardi di euro.<br />
In Sicilia ci sono i fichi d’india, i cannoli e i morti ammazzati dal racket……</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-214128</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:14:37 +0000</pubDate>
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		<description>SALVO – a proposito di pizzo
In Sicilia il 70% dei commercianti paga il pizzo 

È una piaga pesante, diffusa, e che non può essere portata dalle sole spalle degli imprenditori. Ma, i dati, soprattutto in Sicilia, parlano molto chiaramente. Il pizzo è un’assurda tassa pagata da oltre cinquantamila commercianti, pari al 70% del totale. Un volume d’affari che si aggira attorno ai 1,4 miliardi d’euro l’anno che vengono fuori soprattutto dalle tasche di piccoli e medi commercianti. Secondi i dai forniti da Confesecenti il picco più alto si ha a PALERMO e a CATANIA, dove a pagare, in silenzio, sono oltre l’80% dei commercianti.
E, nel frattempo, può capitare quel che è successo a Bruno Piazzase, titolare di un pub a SIRACUSA, che si è visto dare alla fiamme il suo locale per ben tre volte. Denunciare e rischiare il fallimento, o pagare e continuare a lavorare.
CATANIA: CHIEDONO IL PIZZO AD UN COMMERCIANTE, DUE ARRESTATI 

Mussomeli - Arrestato mentre riscuoteva il pizzo 

venerdì 30 gennaio 2009 

Un pregiudicato CATANESE è stato arrestato dalla Dia di Caltanissetta con l’accusa di estorsione continuata ai danni di un imprenditore edile di Mussomeli. Ad inchiodarlo le immagini e le intercettazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SALVO – a proposito di pizzo<br />
In Sicilia il 70% dei commercianti paga il pizzo </p>
<p>È una piaga pesante, diffusa, e che non può essere portata dalle sole spalle degli imprenditori. Ma, i dati, soprattutto in Sicilia, parlano molto chiaramente. Il pizzo è un’assurda tassa pagata da oltre cinquantamila commercianti, pari al 70% del totale. Un volume d’affari che si aggira attorno ai 1,4 miliardi d’euro l’anno che vengono fuori soprattutto dalle tasche di piccoli e medi commercianti. Secondi i dai forniti da Confesecenti il picco più alto si ha a PALERMO e a CATANIA, dove a pagare, in silenzio, sono oltre l’80% dei commercianti.<br />
E, nel frattempo, può capitare quel che è successo a Bruno Piazzase, titolare di un pub a SIRACUSA, che si è visto dare alla fiamme il suo locale per ben tre volte. Denunciare e rischiare il fallimento, o pagare e continuare a lavorare.<br />
CATANIA: CHIEDONO IL PIZZO AD UN COMMERCIANTE, DUE ARRESTATI </p>
<p>Mussomeli &#8211; Arrestato mentre riscuoteva il pizzo </p>
<p>venerdì 30 gennaio 2009 </p>
<p>Un pregiudicato CATANESE è stato arrestato dalla Dia di Caltanissetta con l’accusa di estorsione continuata ai danni di un imprenditore edile di Mussomeli. Ad inchiodarlo le immagini e le intercettazioni.</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-214126</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:10:32 +0000</pubDate>
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		<description>SALVO - A proposito di evasione fiscale in Sicilia
2^ puntata
Roma, 18 mar. (Apcom) - I militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone, in Sicilia, hanno scoperto una evasione fiscale di oltre due milioni di euro perpetrata ai danni dell’ erario da una ditta di trasporto merci su strada operante nel calatino. Nel corso della verifica fiscale, i finanzieri hanno ricostruito il reale volume d’affari della ditta attraverso l’analisi comparato della documentazione contabile esibita dal contribuente e di quella extracontabile rinvenuta nel corso dell’accesso presso i locali dell’attività commerciale verificata.
TERMINI IMERESE (PALERMO) Un’evasione fiscale per oltre un milione e mezzo di euro e’ stata scoperta dalla Guardia di finanza di Termini Imprese.
Un’evasione fiscale da oltre un milione di euro e’ stata contestata dalla Guardia di finanza al titolare di un’azienda di prodotti lattiero-caseari di Castronovo di Sicilia, con una vasta clientela in tutta la Sicilia. Secondo i finanzieri, l’imprenditore in un solo anno ha omesso di dichiarare e/o contabilizzare elementi positivi di reddito per un milione di euro, da assoggettare, peraltro, anche all’imposta regionale sulle attivita’ produttive (Irap), con una evasione dell’Iva pari a 50 mila euro. Si tratta di un “evasore totale”, il dodicesimo scopero quest’anno dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Lercara Friddi.
Un’evasione fiscale per quasi 900mila euro è stata scoperta ad Agrigento dalla Guardia di Finanza nel settore delle associazioni dilettantistiche. Il presidente di un’associazione polisportiva operante nell’agrigentino, S.G., è stato denunciato. Secondo gli uomini delle Fiamme Gialle fraudolentemente e in più annualità d’imposta ha sottratto al fisco redditi per oltre 700.000 euro, evaso iva per 140.000 euro, irap per oltre 30.000 euro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SALVO &#8211; A proposito di evasione fiscale in Sicilia<br />
2^ puntata<br />
Roma, 18 mar. (Apcom) &#8211; I militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone, in Sicilia, hanno scoperto una evasione fiscale di oltre due milioni di euro perpetrata ai danni dell’ erario da una ditta di trasporto merci su strada operante nel calatino. Nel corso della verifica fiscale, i finanzieri hanno ricostruito il reale volume d’affari della ditta attraverso l’analisi comparato della documentazione contabile esibita dal contribuente e di quella extracontabile rinvenuta nel corso dell’accesso presso i locali dell’attività commerciale verificata.<br />
TERMINI IMERESE (PALERMO) Un’evasione fiscale per oltre un milione e mezzo di euro e’ stata scoperta dalla Guardia di finanza di Termini Imprese.<br />
Un’evasione fiscale da oltre un milione di euro e’ stata contestata dalla Guardia di finanza al titolare di un’azienda di prodotti lattiero-caseari di Castronovo di Sicilia, con una vasta clientela in tutta la Sicilia. Secondo i finanzieri, l’imprenditore in un solo anno ha omesso di dichiarare e/o contabilizzare elementi positivi di reddito per un milione di euro, da assoggettare, peraltro, anche all’imposta regionale sulle attivita’ produttive (Irap), con una evasione dell’Iva pari a 50 mila euro. Si tratta di un “evasore totale”, il dodicesimo scopero quest’anno dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Lercara Friddi.<br />
Un’evasione fiscale per quasi 900mila euro è stata scoperta ad Agrigento dalla Guardia di Finanza nel settore delle associazioni dilettantistiche. Il presidente di un’associazione polisportiva operante nell’agrigentino, S.G., è stato denunciato. Secondo gli uomini delle Fiamme Gialle fraudolentemente e in più annualità d’imposta ha sottratto al fisco redditi per oltre 700.000 euro, evaso iva per 140.000 euro, irap per oltre 30.000 euro</p>
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	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213960</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 09:11:31 +0000</pubDate>
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		<description>x Enrico...


Distributori di benzina truccati chiesto il giudizio per 35 persone
Repubblica — 10 ottobre 2008   pagina 8   sezione: MILANO 

Avrebbero ottenuto illegalmente così tanto carburante - più di otto milioni di litri tra benzina e gasolio - da fare il pieno a 180mila auto di media cilindrata. E, nel frattempo, avrebbero anche truffato decine di automobilisti, mettendo nel serbatoio delle loro macchine meno benzina di quanta ne pagavano e meno gasolio nelle cisterne di interi condomini. Una vera organizzazione per delinquere, secondo il pm Sandro Raimondi che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, quella messa in piedi da 35 persone accusate di evasione fiscale e di truffa: i ricavi non dichiarati ammonterebbero a più di 10 milioni, le tasse evase a cinque. Lunghe e articolate indagini della guardia di finanza avevano scoperto che la banda riusciva a procurarsi enormi volumi di carburante da fornitori compiacenti tra la Lombardia e il Piemonte: benzina e gasolio venivano stoccati in un deposito di via Ripamonti e poi rivenduti a quattro distributori stradali - tre a Milano e uno nel pavese - che a loro volta rivendevano il carburante a prezzi più bassi degli altri distributori. Uno dei benzinai, in aggiunta, truffava gli automobilisti manomettendo le pompe e i display, per un totale di oltre 150mila litri di carburante pagati da clienti che ripartivano con i serbatoi mezzi vuoti. (oriana liso)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>x Enrico&#8230;</p>
<p>Distributori di benzina truccati chiesto il giudizio per 35 persone<br />
Repubblica — 10 ottobre 2008   pagina 8   sezione: MILANO </p>
<p>Avrebbero ottenuto illegalmente così tanto carburante &#8211; più di otto milioni di litri tra benzina e gasolio &#8211; da fare il pieno a 180mila auto di media cilindrata. E, nel frattempo, avrebbero anche truffato decine di automobilisti, mettendo nel serbatoio delle loro macchine meno benzina di quanta ne pagavano e meno gasolio nelle cisterne di interi condomini. Una vera organizzazione per delinquere, secondo il pm Sandro Raimondi che ne ha chiesto il rinvio a giudizio, quella messa in piedi da 35 persone accusate di evasione fiscale e di truffa: i ricavi non dichiarati ammonterebbero a più di 10 milioni, le tasse evase a cinque. Lunghe e articolate indagini della guardia di finanza avevano scoperto che la banda riusciva a procurarsi enormi volumi di carburante da fornitori compiacenti tra la Lombardia e il Piemonte: benzina e gasolio venivano stoccati in un deposito di via Ripamonti e poi rivenduti a quattro distributori stradali &#8211; tre a Milano e uno nel pavese &#8211; che a loro volta rivendevano il carburante a prezzi più bassi degli altri distributori. Uno dei benzinai, in aggiunta, truffava gli automobilisti manomettendo le pompe e i display, per un totale di oltre 150mila litri di carburante pagati da clienti che ripartivano con i serbatoi mezzi vuoti. (oriana liso)</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213958</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 09:07:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">#comment-213958</guid>
		<description>x Enrico 681: MA PERCHE&#039; VUOI FARTI EL MALE DA SOLO?????  LEGGI, PLEASE, E&#039; FRESCA DI OGGI. E POI TACI X SEMPRE.

Da &quot;La Republica&quot;:
Milioni di euro sui conti esteri
nei guai 110 vip e manager
di Emilio Randacio
 
Una banca di VaduzMaria Ilva Biolcati, in arte Milva, ma non solo. Un esercito di oltre 110 cittadini italiani che, secondo le indagini dell&#039;ufficio delle Entrate, avrebbe evaso le tasse. Custodito milioni di euro per anni a Vaduz, in Liechtenstein, sfuggendo così alla scure del fisco. Non solo nomi noti, ma anche manager, liberi professionisti milanesi che, nei giorni scorsi, sono ufficialmente finiti nel registro degli indagati con l&#039;accusa di violazione delle norme tributarie. Un atto dovuto quello formalizzato dai magistrati Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi, dopo che a dicembre, i funzionari delle Entrate avevano concluso il loro lavoro di verifica.

Per capire la portata dell&#039;ennesimo scandalo fiscale in formato tricolore, bisogna tornare indietro di un anno, al febbraio 2008, quando un ex funzionario di banca del Liechtenstein sarebbe stato assoldato dalle autorità tedesche per fornire l&#039;elenco completo dei cittadini stranieri che a Vaduz hanno custodito i propri patrimoni, eludendo così il fisco del proprio paese. Tra loro ecco i centocinquanta inclusi i nomi di cittadini italiani. E, gli investigatori tedeschi li hanno trasmessi alle nostre autorità. 

Da allora sono partite le verifiche dei funzionari dell&#039;Ufficio Entrate. Poco più di tre mesi fa, un corposo dossier è stato recapitato in procura. Per coloro che hanno estinto i depositi prima del 2001, i conti con la giustizia penale dovrebbero essere già chiusi, causa prescrizione. Altri, è il caso dell&#039;ex ministro Rocco Buttiglione, hanno invece già dimostrato la regolarità di quei conti. L&#039;esponente dell&#039;Udc, per esempio, è docente universitario proprio a Vaduz.

Per oltre cento persone, tra cui Milva (sul suo conto nel 2002 risultavano depositati circa 7 milioni di euro), si rischia invece un processo penale. 

Nel frattempo, però, i personaggi tirati in ballo si affidano agli avvocati per limitare i danni. Alle Entrate, sono pendenti numerose trattative per chiudere un eventuale contenzioso, ovviamente pagando e cercando di non fare partire così l&#039;inchiesta penale. Altri, invece, contestano l&#039;ipotesi d&#039;accusa della procura, sostenendo come l&#039;elenco ottenuto dal governo tedesco non possa avere forza probatoria. 

Secondo gli avvocati, infatti, l&#039;indagine nasce grazie a un funzionario infedele della banca Lgt di Vaduz. In cambio di oltre 4 milioni e mezzo di euro, il dipendente avrebbe sottratto un elenco segreto dell&#039;istituto bancario del paradiso fiscale, per consegnarlo alle autorità tedesche. Ovviamente prima di darsi alla macchia per evitare un ordine d&#039;arresto della magistratura del Liechtenstein. Un reato, stando alle ipotesi dei difensori degli indagati, che porterebbe alla nullità delle carte che hanno scoperchiato l&#039;ennesimo malaffare all&#039;italiana.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>x Enrico 681: MA PERCHE&#8217; VUOI FARTI EL MALE DA SOLO?????  LEGGI, PLEASE, E&#8217; FRESCA DI OGGI. E POI TACI X SEMPRE.</p>
<p>Da &#8220;La Republica&#8221;:<br />
Milioni di euro sui conti esteri<br />
nei guai 110 vip e manager<br />
di Emilio Randacio</p>
<p>Una banca di VaduzMaria Ilva Biolcati, in arte Milva, ma non solo. Un esercito di oltre 110 cittadini italiani che, secondo le indagini dell&#8217;ufficio delle Entrate, avrebbe evaso le tasse. Custodito milioni di euro per anni a Vaduz, in Liechtenstein, sfuggendo così alla scure del fisco. Non solo nomi noti, ma anche manager, liberi professionisti milanesi che, nei giorni scorsi, sono ufficialmente finiti nel registro degli indagati con l&#8217;accusa di violazione delle norme tributarie. Un atto dovuto quello formalizzato dai magistrati Maria Letizia Mannella e Sandro Raimondi, dopo che a dicembre, i funzionari delle Entrate avevano concluso il loro lavoro di verifica.</p>
<p>Per capire la portata dell&#8217;ennesimo scandalo fiscale in formato tricolore, bisogna tornare indietro di un anno, al febbraio 2008, quando un ex funzionario di banca del Liechtenstein sarebbe stato assoldato dalle autorità tedesche per fornire l&#8217;elenco completo dei cittadini stranieri che a Vaduz hanno custodito i propri patrimoni, eludendo così il fisco del proprio paese. Tra loro ecco i centocinquanta inclusi i nomi di cittadini italiani. E, gli investigatori tedeschi li hanno trasmessi alle nostre autorità. </p>
<p>Da allora sono partite le verifiche dei funzionari dell&#8217;Ufficio Entrate. Poco più di tre mesi fa, un corposo dossier è stato recapitato in procura. Per coloro che hanno estinto i depositi prima del 2001, i conti con la giustizia penale dovrebbero essere già chiusi, causa prescrizione. Altri, è il caso dell&#8217;ex ministro Rocco Buttiglione, hanno invece già dimostrato la regolarità di quei conti. L&#8217;esponente dell&#8217;Udc, per esempio, è docente universitario proprio a Vaduz.</p>
<p>Per oltre cento persone, tra cui Milva (sul suo conto nel 2002 risultavano depositati circa 7 milioni di euro), si rischia invece un processo penale. </p>
<p>Nel frattempo, però, i personaggi tirati in ballo si affidano agli avvocati per limitare i danni. Alle Entrate, sono pendenti numerose trattative per chiudere un eventuale contenzioso, ovviamente pagando e cercando di non fare partire così l&#8217;inchiesta penale. Altri, invece, contestano l&#8217;ipotesi d&#8217;accusa della procura, sostenendo come l&#8217;elenco ottenuto dal governo tedesco non possa avere forza probatoria. </p>
<p>Secondo gli avvocati, infatti, l&#8217;indagine nasce grazie a un funzionario infedele della banca Lgt di Vaduz. In cambio di oltre 4 milioni e mezzo di euro, il dipendente avrebbe sottratto un elenco segreto dell&#8217;istituto bancario del paradiso fiscale, per consegnarlo alle autorità tedesche. Ovviamente prima di darsi alla macchia per evitare un ordine d&#8217;arresto della magistratura del Liechtenstein. Un reato, stando alle ipotesi dei difensori degli indagati, che porterebbe alla nullità delle carte che hanno scoperchiato l&#8217;ennesimo malaffare all&#8217;italiana.</p>
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		<title>Di: salvo</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213957</link>
		<dc:creator>salvo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 09:04:20 +0000</pubDate>
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		<description>x Floner: infatti di &quot;fatti da proporre&quot; Berlusconi ne fa uso da 15 anni. Risultati: ZERO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>x Floner: infatti di &#8220;fatti da proporre&#8221; Berlusconi ne fa uso da 15 anni. Risultati: ZERO.</p>
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		<title>Di: Enrico</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213956</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 09:02:55 +0000</pubDate>
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		<description>SALVO - A proposito di evasione fiscale in Sicilia
2^ puntata
Roma, 18 mar. (Apcom) - I militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone, in Sicilia, hanno scoperto una evasione fiscale di oltre due milioni di euro perpetrata ai danni dell&#039; erario da una ditta di trasporto merci su strada operante nel calatino. Nel corso della verifica fiscale, i finanzieri hanno ricostruito il reale volume d&#039;affari della ditta attraverso l&#039;analisi comparato della documentazione contabile esibita dal contribuente e di quella extracontabile rinvenuta nel corso dell&#039;accesso presso i locali dell&#039;attività commerciale verificata. 
TERMINI IMERESE (PALERMO) Un&#039;evasione fiscale per oltre un milione e mezzo di euro e&#039; stata scoperta dalla Guardia di finanza di Termini Imprese.
Un’evasione fiscale da oltre un milione di euro e’ stata contestata dalla Guardia di finanza al titolare di un’azienda di prodotti lattiero-caseari di Castronovo di Sicilia, con una vasta clientela in tutta la Sicilia. Secondo i finanzieri, l’imprenditore in un solo anno ha omesso di dichiarare e/o contabilizzare elementi positivi di reddito per un milione di euro, da assoggettare, peraltro, anche all’imposta regionale sulle attivita’ produttive (Irap), con una evasione dell’Iva pari a 50 mila euro. Si tratta di un “evasore totale”, il dodicesimo scopero quest’anno dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Lercara Friddi.
Un&#039;evasione fiscale per quasi 900mila euro è stata scoperta ad Agrigento dalla Guardia di Finanza nel settore delle associazioni dilettantistiche. Il presidente di un&#039;associazione polisportiva operante nell&#039;agrigentino, S.G., è stato denunciato. Secondo gli uomini delle Fiamme Gialle fraudolentemente e in più annualità d&#039;imposta ha sottratto al fisco redditi per oltre 700.000 euro, evaso iva per 140.000 euro, irap per oltre 30.000 euro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SALVO &#8211; A proposito di evasione fiscale in Sicilia<br />
2^ puntata<br />
Roma, 18 mar. (Apcom) &#8211; I militari della Compagnia Guardia di Finanza di Caltagirone, in Sicilia, hanno scoperto una evasione fiscale di oltre due milioni di euro perpetrata ai danni dell&#8217; erario da una ditta di trasporto merci su strada operante nel calatino. Nel corso della verifica fiscale, i finanzieri hanno ricostruito il reale volume d&#8217;affari della ditta attraverso l&#8217;analisi comparato della documentazione contabile esibita dal contribuente e di quella extracontabile rinvenuta nel corso dell&#8217;accesso presso i locali dell&#8217;attività commerciale verificata.<br />
TERMINI IMERESE (PALERMO) Un&#8217;evasione fiscale per oltre un milione e mezzo di euro e&#8217; stata scoperta dalla Guardia di finanza di Termini Imprese.<br />
Un’evasione fiscale da oltre un milione di euro e’ stata contestata dalla Guardia di finanza al titolare di un’azienda di prodotti lattiero-caseari di Castronovo di Sicilia, con una vasta clientela in tutta la Sicilia. Secondo i finanzieri, l’imprenditore in un solo anno ha omesso di dichiarare e/o contabilizzare elementi positivi di reddito per un milione di euro, da assoggettare, peraltro, anche all’imposta regionale sulle attivita’ produttive (Irap), con una evasione dell’Iva pari a 50 mila euro. Si tratta di un “evasore totale”, il dodicesimo scopero quest’anno dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Lercara Friddi.<br />
Un&#8217;evasione fiscale per quasi 900mila euro è stata scoperta ad Agrigento dalla Guardia di Finanza nel settore delle associazioni dilettantistiche. Il presidente di un&#8217;associazione polisportiva operante nell&#8217;agrigentino, S.G., è stato denunciato. Secondo gli uomini delle Fiamme Gialle fraudolentemente e in più annualità d&#8217;imposta ha sottratto al fisco redditi per oltre 700.000 euro, evaso iva per 140.000 euro, irap per oltre 30.000 euro</p>
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		<title>Di: il Nano</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213949</link>
		<dc:creator>il Nano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:44:16 +0000</pubDate>
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		<description>il Nano scrive: 


è incredibile,c’è gente che s’addormenta con in bocca l’invidia  per  berlusconi,lo sogna e si sveglia con le stesse fisime.
Roba da ricovero urgente e permanente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il Nano scrive: </p>
<p>è incredibile,c’è gente che s’addormenta con in bocca l’invidia  per  berlusconi,lo sogna e si sveglia con le stesse fisime.<br />
Roba da ricovero urgente e permanente.</p>
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		<title>Di: il Nano</title>
		<link>http://www.paololiguori.com/2009/03/27/edizione-del-270309/comment-page-14/#comment-213948</link>
		<dc:creator>il Nano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:36:51 +0000</pubDate>
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		<description>676. Carlo scrive: 
--------------------------------------------------

ciao Carlo tutto bene?
è da ricordare anche le guide dei governi regionali,sempre del c/sx. VEDI 
Lazio come campania.
Il modo di ragionare dei sinistroidi è questo(e da sempre)per le regioni a guida della sx,es:emilia e toscana sono ok?il merito è tutto loro;dico,bene.
Per le regioni a guida sempre di sx che non vanno bene es:lazio e campania.La colpa è del governo nazionale.
Se non sei d’accordo con loro:sei cretino,non capisci niente,sei fascista ecc..ecc…
Il vero problema è che hanno la cacca al posto della materia GRIGIA.
CIAO E STAMMI BENE CARLO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>676. Carlo scrive:<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>ciao Carlo tutto bene?<br />
è da ricordare anche le guide dei governi regionali,sempre del c/sx. VEDI<br />
Lazio come campania.<br />
Il modo di ragionare dei sinistroidi è questo(e da sempre)per le regioni a guida della sx,es:emilia e toscana sono ok?il merito è tutto loro;dico,bene.<br />
Per le regioni a guida sempre di sx che non vanno bene es:lazio e campania.La colpa è del governo nazionale.<br />
Se non sei d’accordo con loro:sei cretino,non capisci niente,sei fascista ecc..ecc…<br />
Il vero problema è che hanno la cacca al posto della materia GRIGIA.<br />
CIAO E STAMMI BENE CARLO.</p>
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