Archivio del 5 febbraio 2008

Si Vota. Ma Veltrusconi tornerà

febbraio 5

E’ finito. Il tentativo di Marini è andato a vuoto. Non per l’oltranzismo di chi vuole votare, come si sono lanciati a scrivere molti giornali, ma perchè non esisteva una maggioranza significativa a favore della riforma della legge elettorale. Era evidente già durante la crisi di Prodi. Ciò che si vorrebbe cambiare è il potere di veto delle forze di coalizione sui partiti maggiori. E proprio questo non vuole la miriade di piccole forze.Meglio andare a votare con la vecchia legge, pensano tutti coloro che rischiano di essere tagliati fuori da un accordo sulle regole tra Berlusconi e Veltroni. Ma non è stato inutile il tempo dalla caduta di Prodi ad oggi. Alcuni passi significativi sono stati fatti e anche dopo la battaglia elettorale torneranno fuori i temi della costituente e di un accordo tra le due forze maggiori, Forza Italia e Partito Democratico, per modificare le regole. Berlusconi negli ultimi giorni ha reso nota la sua utopia: un accordo su 15 punti da realizzare con una grande coalizione, per rimettere in riga e rilanciare il Paese. Veltroni non ha potuto aderire e neppure consentire pubblicamente, ma è chiaro che ha intenzione di riprendere il dialogo dopo le elezioni. E’ la strada migliore per tutti e due, se non vorranno sancire per sempre che nessuna coalizione potrà mai governare, per il ricatto di piccolissimi gruppi di parlamentari in cerca di favori. Adesso che le vicende della spazzatura in Campania e della Tav hanno mostrato bene i danni che lo strapotere egoista di pochi può provocare a tutti quando si intreccia con gli interessi , è proprio il momento di voltare pagina ed allinearsi alle scelte degli altri paesi europei. Sono convinto che il dialogo tra Berlusconi e Veltroni riprenderà dopo le lezioni, alle quali parteciperanno certamente distinti e contrapposti, ma probabilmente senza eccessi belluini. Gli elettorati dei due partiti principali non si sono scandalizzati eccessivamente per le proposte di accordo che hanno sentito avanzare. Piuttosto si sono scandalizzati gli altri, quelli che temono di perdere rendite di posizione. Queste forze torneranno alla carica e , mentre nel centrodestra sarà più semplice per Berlusconi governare la coalizione, sarà Veltroni a rischiare di più. Eppure, proprio da lui dovranno coraggiosamente ripartire i segnali a fine aprile, quando di riforme e di programma d’emergenza si dovrà decidere in fretta.

Edizione del 05/02/2008

febbraio 5