Archivio del 30 gennaio 2008

La Beffa

gennaio 30

L’incarico a Franco Marini, nelle condizioni che si sono determinate, sembra uno scherzo. Il Presidente Napolitano avverte che nessuno osi interpretare la sua mossa come una dilazione. Excusatio non petita….., sembra propio soltanto un modo di prendere tempo. Siamo sinceri: qualcuno cercava una sponda da Casini, per sorreggere una costruzione che non sta in piedi? E’ arrivata, al contrario, una risposta nettissima. E’ inutile perdere tempo- dice Casini- non voglio fare la stampella di una sinistra divisa e in crisi. Ed ha ragione perchè, anche se taciuto dalla maggior parte dei notiziari schierati a difesa dell’ex governo, un comunicato dei Comunisti italiani dice chiaramente: andiamo al voto. Per la precisione, all’intero centrodestra vanno aggiunti i comunisti italiani e l’Udeur. E già su Marini la maggioranza è capovolta. E poichè in politica i contenuti fanno la differenza, è giusto ricordare che un altro gran numero di gruppi minori ( i socialisti, per esempio) hanno detto da tempo che non sono d’accordo con il tipo di riforma voluta da Veltroni. E poi Veltroni ( glielo ha ricordato proprio Casini) non sosteneva con grande energia che senza Berlusconi e Forza Italia sarebbe vana una riforma elettorale? I due leader dei più grandi partiti lo hanno detto con tanta forza da terremotare la situazione politica.. Dunque una maggioranza vera per Marini non c’è, a meno di tentare l’ammucchiata di tutti coloro che, indistintamente e senza principi ,vogliono andare a votare il più tardi possibile. Proviamo un elenco. Veltroni vuole allontanare dalla sua candidatura il più possibile l’ombra nefasta dell’insuccesso del governo Prodi. Il suo partito è diviso e non ha ancora fatto il primo tagliando: rischia di dividersi già sul programma. Montezemolo non è pronto per scendere in politica e rischia di lasciare la Confindustria, per elemosinare un posto dal centrodestra. ovvio che preferisca un governo finto per ritagliarsi un ruolo. Grave che il Presidente Napolitano abbia citato tra le osservazioni che lo hanno convinto quelle di un vertice confindustriale, come se Montezemolo fosse un rappresentante eletto dal popolo. A parte la singolare interpretazione delle consultazioni presidenziali, è essenziale il fatto che Montezemolo dimissionario che lancia lo stop alle elezioni vale quanto il Procuratore di S: Maria Capua Vetere, che arresta Sandra Mastella alla vigilia della pensione. Poi ci sono i complici muti, i piccoli partiti dell’ex maggioranza, che detestano Veltroni e la sua riforma elettorale, ma hanno ancora più paura di andare a votare con l’ipotesi di un PD che non se li accolli più. Tutti assieme ancora non bastano, però. E’ necessario il collante di quei tanti peones che come massimo orizzonte hanno la fine di settembre, momento in cui la metà legislatura garantirebbe benefici e pensione. Su questi conta Marini? Così sembra. Perchè la legge elettorale in vigore ha certo i suoi difetti, però ha garantito a Prodi quasi due anni di governo con solo 20 mila in più alla Camera, grazie al premio di maggioranza. Ed al Senato una maggioranza esigua c’è stata nonostante in termini di voti l’opposizione ne abbia contati 250 mila in più. Ricordate la prima battaglia del Senato? A Prodi fu offerto un atteggiamento diverso se solo avesse accettato di concordare con l’opposizione il Presidente. E quale fu la risposta? Un Franco Marini di forza. Una doppia sfida, se si considera che il presidente non volle rinunciare a sbattere anche il suo voto in faccia ad Andreotti, suo anziano xapo nella Dc.  Ed ora eccolo di nuovo, stavolta come grande mediatore. Per Napolitano, c’è solo una attenuante: lui fu eletto dopo i presidenti delle Camere. Però anche la sua fu elezione di parte.    

Edizione del 30/01/2008

gennaio 30

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gennaio 30