No Papa, No Party.
Dalla Sapienza, all’Ignoranza.

gennaio 15

E’ finita male, malissimo. La Sapienza ha perso anche l’occasione di avere un Papa per parlare contro la pena di morte. Benedetto XVI ha rinunciato, dopo le polemiche dei giorni scorsi e l’annuncio di una contestazione giovedi. C’è già stato un segretario della Cgil  allo sbaraglio nell’Università di Roma, un Papa sarebbe stato francamente troppo. Così, non ci saranno “intrusioni”. L’Università di Roma resterà libera in mano a piccoli baroni, laici oscurantisti e studenti somari. Avevano paura di un’offensiva bigotta e invece i bigotti sono loro, quelli che hanno paura delle parole. Il Rettore leggerà il messaggio del Papa e gli ” scienziati” di cui non si conosce scoperta si applaudiranno allo specchio, per aver fermato la reazione.  Che tristezza. Erano rimasti pochi, pochissimi a dare ancora credito all’Università italiana, in generale molto squalificata. Tra questi, la Santa Sede ancora testardamente convinta che l’istituzione fosse ancora vitale, almeno da salvare. In questo senso, un intervento personale di Benedetto XVI (secondo alcuni oltranzista, secondo quasi tutti gli altri certamente un uomo di grandissima cultura) avrebbe restituito certo prestigio alla Sede, come fu con Woityla in Parlamento. Si può pensare che quel Papa fosse più simpatico, è legittimo. Ma certo non si può dire alla Chiesa quale Papa mandare e dove, altrimenti più che da oltranzisti, si fa la figura da imbecilli. Certo, almeno per un’ora, la Sapienza avrebbe acquistato dimensione mondiale . Invece,  non succederà più nulla. Il Papa resta a casa, a noi restano Mussi, i concorsi truccati, i professori ope legis e i programmi di studio da vergognarsi. Tanto, i figli dei ricchi studiano già all’estero.

Sul videoblog Presa Diretta il dietro le quinte della protesta.

Tags: , , , ,

4 commenti a “No Papa, No Party.
Dalla Sapienza, all’Ignoranza.”

  • 4. Ivano scrive:

    Caro direttore, se sei direttore è solo perchè ne ai leccati molti di sederi illustri e non disdegni di leccare anche quello del Papa. Un gruppo di docenti aveva solo espresso la propia contrarietà a far inaugurare l’anno accademico al Papa che sarebbe potuto essere ospite della Sapienza uno qualsiasi degli altri giorni dell’anno accademico. L’inaugurazione di certo non spettava a lui, sopratutto lui che spesso pecca di ingerenza e di esternazioni assurde (vedi i preservativi in Africa). Se vuoi cercare asini e ignorati basta che ti guardi allo specchio.

  • 3. Nicomede scrive:

    IL COMUNISMO, TOGLIATTI E POL POT

    E’ motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza Italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia, ma mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin…

    E’ per me motivo di particolare orgoglio aver rinunziato alla cittadinanza Italiana perché come Italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più…

    Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte di più del migliore Italiano…

    Queste parole furono pronunziate da Palmiro Togliatti al XVI Congresso del Partito comunista russo, come si legge a pagina 185 del resoconto stenografico di quel Congresso..
    Che dire? Che cosa potrebbero confutare, al popolo sovrano o somaro, gli intellettuali nostrani del conformismo imperante su questa cosciente dichiarazione del Migliore?

    Scriveva Herzen nel 1950: uno degli spettacoli più terribili che offre il nostro tempo è la lotta dell’uomo libero contro i liberatori dell’umanità…
    Noi attendiamo la sepoltura della menzogna comunista. E’ chiedere troppo?…

    La dichiarazione di Togliatti che lei ha ricordato, ad esempio. E’ badi che non si limitò a paragonare l’Italiano a un miserabile mandolinista, ma praticamente mandò a morire migliaia di connazionali prigionieri di guerra nell’Urss, paradiso dei lavoratori e delle libertà. democratiche…

    Se un buon numero di prigionieri morirà in conseguenza delle dure condizioni di fatto (i gulag, ndr), non ci trovo assolutamente nulla da dire. Anzi (…)… Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini e soprattutto la spedizione contro la Russia si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti… Questo scriveva Togliatti, nel febbraio 1943… E aggiungeva: Io non sostengo affatto che i prigionieri si debbono sopprimere, ma nelle durezze oggettive che possono provocare la fine di molti di loro, non riesco a vedere altro che la concreta espressione di quella giustizia che il vecchio Hegel diceva essere immanente in tutta la storia …

    Il Migliore, era chiamato Togliatti Palmiro. Oggi lo ricordano, dalle parti di Botteghe Oscure, come un grand’uomo, un fior di statista, una specie di padre della patria. A lui sono dedicati tuttora viali e piazze nelle città d’Italia. E allora perché non intitolare qualche strada anche Pol Pot? Lei non sa, caro amico che leggi, come s’arrabbiano, a sinistra quando si tira in ballo Pol Pot, altro eroe del comunismo macellaio… Ma fare arrabbiare quelli della sinistra e un esercizio estremamente salutare, e non me ne privo cascasse il mondo)… (Paolo Granzotto)

    Di contro e ben più autorevolmente, l’antico Testamento ci insegna: (il cuore del saggio batte alla sua destra, e quello dello stolto alla sinistra) ( Ecclesiaste,10,2 )
    Massima comunista: Quel che tuo è mio, è quel che mio è mio…

  • 2. Paolo scrive:

    Secondo Ockham, parlare di “Santo Padre” è una doppia ridondanza. Si potrebbe eliminare “Santo” perché la chiesa li fa santi da morti e si potrebbe eliminare anche il “Padre” perché, ufficialmente, non genera figli. Per parlare di “Santo Padre”, dunque, basta la parola: “Un uomo”, dato che una donna non lo potrebbe mai impersonare, ma allora “Tutti gli uomini sono Papi”! Ma se tutti gli uomini sono papi, a chi sottraggono l’8 per mille?

  • 1. Etneo scrive:

    Meglio un morto in aula che un prete stupratore dietro la porta!

  • Lascia un commento

    You must be logged in to post a comment.