“La pena, il carcere, la morte”
La lettera scritta dall’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada il 17 dicembre dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e pubblicata dal quotidiano il Foglio:
”La pena, il carcere, la morte. Non tutti sanno che la morte viene irrogata a condannati, spesso colpevoli e talvolta innocenti, non soltanto in unica e istantanea soluzione con una iniezione letale o con una scarica elettrica o con un cappio al collo o con un proiettile alla nuca; essa è anche inflitta, non istantaneamente, ma nel tempo, con ceppi inutili e inumani su corpi martoriati dalle infermità e dalla senilità, molto vicini all’ultimo passo. Anch’essa è una condanna a morte, sebbene dilazionata nel tempo. Non è forse lecito pensare e dire ciò alla lettura di qualche provvedimento giudiziario in materia di carcerazione? Mi riferisco alla nostra Italia e non alla Cina, agli Usa o all’Arabia Saudita!”.
Tags: carcere, Contrada, pena di morte

L’URLO ORA S’E’ DISPERSO
|Lasciato il 9 Agosto 2008 alle 13:41|A 14 anni non si pensa al carcere, ti ci trovi “dentro” improvvisamente e ne sei respirato e concluso. Sì, ti ci trovi dentro ed é davvero troppo tardi. L’età più bella improvvisamente devastata nell’incontro affascinante e frontale con il mito della trasgressione.
Io me lo ricordo bene, ero impegnatissimo a fare vedere alle Autorià di essere un duro, e quando mi stavano portando nel “mio” primo carcere dei minorenni ho pensato ” ecco sto per iniziare finalmente”.
E’ tutto accaduto in una vita precedente? No, é stato ieri.
Quando vago con la mente tra questi fotogrammi impolverati e ingialliti dal tempo, rivedo la mia immagine scomposta e inquieta, mentre i pensieri mi cadono addosso e raccoglierne i cocci è un’ardua impresa.
Gli anni sono trascorsi, uno dopo l’altro, passo dopo passo, uno scarpone chiodato dopo l’altro, fino a giungere a ‘quell’urlo” che ha squarciato la notte.
Qull’urlo che ho tenuto compresso in me, sorvegliato a vista dalla mia incredulità, contenuto nei miei tormenti, divenuto un dono prezioso da custodire.
Svegliarmi nel buio, nel mezzo di una tempesta silenziosa, e due occhi bellissimi scrutarmi, scuotermi. Due occhi lucidi e profondi come l’anima che traspare al di là della coscienza, della ragione che indaga e accusa. Con le mani fredde ed il cuore in gola, il respiro che non esce, il dolore nei polmoni salire alla gola e fare fatica a respirare.
Affannosa ricerca di boccate d’aria mute, imprigionate, incatenate in attimi intensi di vuoto e di pieno, di vita sospesa.
Due occhi come lune inchiodate, un volto che non conosco, ma che sento tutt’intorno.
Due occhi che piangono, rimangono aperti e si distendono verso di me.
Nel silenzio di pietra della cella, I’urlo fuoriesce e taglia di netto il sentiero praticato a occhi bendati, sgretola le abitudini consolidate, i sussurri che impongono i piedistalli e le parole a paravento che non stanno scritte da nessuna parte.
L’urlo esce, assorda, mi discosta e cancella la mia cella, le altre celle, i muri e gli steccati.
L’urlo si espande, rimbalza, si piega, prosegue e non smette la sua corsa, neppure quando sono caduto in ginocchio, spossato, svuotato di me stesso.
Quegli occhi sono sempre lì, velati di pianto, addolciti da un sorriso leggero, come a voler ridurre la distanza siderale che mi separa da questo reale intorno.
Occhi grandi, lucenti, lacrime che parlano di una tristezza felice, di una gioia che non conosco e invece vorrei avvicinare, occhi che rimangono a osservare la mia sorpresa, la mia fragilità.
Occhi bellissimi vestiti di speranza, sguardi che consentono di ricostruire e ritrovare l’uomo, sebbene nella fallibilità umana.
Quella notte sono rimasto in ginocchio tanto tempo, in una sorta di terra di nessuno, sbattendo il viso contro una specie di cortina fatta di barriere materiali e psicologiche, costretto fors’anche dalla mia ostinazione a vivere del mio, in una tragedia che non ha fine, con un passato che assomiglia ad una sera senza luce dove non si può leggere, solo ricordare.
L’urlo ora s’é disperso, quegli occhi tanto amati sono svaniti.
I giorni, e gli anni si inseguono testardi, mi adagio sul futuro che per me é già oggi, in un presente contenuto nel passato, poiché ogni volta che si progetta qualcosa si modifica e si rilegge il proprio passato con occhi e sguardi nuovi.
CERTEZZA DELLA PENA E INTERESSE COLLETTIVO
Il Parlamento ha chiuso i battenti, forse è questo il momento più propizio per riflettere sulla funzione del carcere, senza il sibilo fastidioso delle strumentalizzazioni.
|Lasciato il 9 Agosto 2008 alle 13:39|In Italia, di pena e di carcere si parla poco e male, come se il “recinto chiuso” fosse una periferia da rimuovere, da annotare su una pagina stropicciata e illeggibile.
I reati diminuiscono, ma la percezione di insicurezza aumenta, in rete la quota di allarmismo quotidiano straripa pericolosamente, formulando la pretesa di risolvere ogni questione con la galera, con la pedagogia dell’asprezza.
Come se a una doverosa esigenza di giustizia da parte della vittima, non dovesse corrispondere l’onestà intellettuale di una pena erogata con umanità, quanto meno per tentare di ricomporre la relazione tra le persone secondo reciprocità e responsabilità.
La certezza della pena deve comunque riconoscere l’importanza di un percorso di cambiamento, che non è realistico se non garantito da passaggi formativi e relazionali che spingono non solamente a apprendere quanto il proprio passato sia stato errato, ma anche a sentire il bisogno concreto e autentico di essere finalmente in relazione con gli altri.
Quanto c’è ancora di intuitivo e positivo del fare reciproco tra il dentro e il fuori, tra gli operatori penitenziari e i detenuti, per avere fiducia e forza sufficienti a mantenere alto nella sua dignità quel patto di lealtà stipulato con la collettività.
Quanto è ancora realmente condiviso il concetto che esiste un prima e un dopo, che passa necessariamente attraverso un “durante” carcerario solidale perché costruttivo, non certamente vendicativo al solo scopo di placare momentaneamente la richiesta di sollievo di una società confusa e perplessa, ma basato su una progettualità educativa.
E’ un cane che si morde la coda, come per il disagio giovanile, per la droga, per i morti e le tragedie sul lavoro, sulle strade, si invocano norme intransigenti ma confidando sui soliti investimenti residuali, peggio, si configura un disincanto educativo a vantaggio di un non meglio specificato obiettivo condiviso, quello della cementificazione delle coscienze, come se limitarsi a rinchiudere dentro una cella l’errore e l’inganno, potesse vincere la sofferenza per l’ennesimo accadimento tragico, come se nella riproposizione di una sordità trattamentale, vi fosse insita la chiave di accesso per riconsegnare all’opinione pubblica equilibrio e dignità.
Dimenticando che in carcere, se il detenuto è collocato nella stessa condizione di quando vi è entrato, non solamente permarrà nell’indifferenza verso chi ha offeso, ma anche nell’impossibilità di comprendere il valore come persona e dignità umiliata.
Sul carcere c’è tanto da fare più che da dire, soprattutto c’è tanto da sapere e conoscere per poter intervenire con la giusta volontà politica, ma la politica appare incapace di concorrere alla formazione dell’opinione pubblica, è più concentrata a moltiplicare i luoghi comuni, gli stereotipi possibili e impossibili, e ciò comporta una sequela infinita di rinculi, una confusione sugli interessi collettivi che ne tutelano diritti e garanzie.
La terapia di Contrada in carcere consiste nella somministrazione di antinfiammatori e antidolorifici, che non possono essere assunti insieme a farmaci antidepressivi. Ciò significa che Contrada sta assumendo un cocktail di farmaci MORTALE. Il suo avvocato ha presentato una nuova richiesta di differimento della pena perché Bruno Contrada possa curarsi in strutture idonee. A chi ha dovuto presentarla? Allo stesso magistrato che ha già respinto le precedenti richieste, ossia Daniela Della Pietra (in nomen omen)! Quella per cui le condizioni di salute di Contrada non sono “oggettivamente non allarmanti”: non sappiamo però che cosa significhi per lei l’avverbio “oggettivamente” e neppure per che cosa “si allarmi” di solito.
|Lasciato il 16 Gennaio 2008 alle 13:20|Oggi Clemente Mastella vuole dimettersi da ministro della Giustizia, perché sua moglie è stata assegnata agli arresti domiciliari. Gentile Ministro, e Contrada???
Tutti coloro che volessero inviare una buona parola a Bruno Contrada possono farlo presso:
|Lasciato il 15 Gennaio 2008 alle 20:36|http://www.brunocontrada.info/blog
Grazie, Francovasto. La ascolterò.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 21:10|Salve Talita,visto che la pensiamo allo stesso modo, ti invito a sentire l’intervista su” BRUNO CONTRADA-BLOG ” molto interessante.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 20:46|Un saluto
GULP! Se non l’hai letto, te lo consiglio vivamente. Poi anch’io ti dirò “Che uomo!” (In tono scherzoso, beninteso!)
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 19:51|WOW! Schopenhauer! Che donna!
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 19:44|(si capisce che è detto in tono scherzoso?)
Era un esempio come un altro, ogni tanto la guardo la tv, mio malgrado…
A Domingo: Chi sono i tronisti di Uomini e donne??? Che cos’è il pubblico parlante??? Non so valutare il paragone. Io piuttosto mi basavo sull’ “Arte di aver ragione” di Arthur Schopenhauer.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 19:39|Si dice che il passato dovrebbe insegnarci a vivere il presente. È quindi opportuno, ogni tanto, ricordare la vicenda di Enzo Tortora: ogni vicenda umana è un capitolo a sé stante, ma questa – in particolare – dovrebbe convincere ciascuno di noi a non credere mai di avere la verità in tasca né nei confronti di Contrada né nei confronti di nessun altro.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 19:32|Il 17 giugno 1983 Enzo Tortora fu arrestato dalla Procura di Napoli con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Lo accusavano i pregiudicati Giovanni Pandico (individuo schizofrenico e paranoico), Giovanni Melluso, Pasquale Barra (orrido assassino) e otto imputati nel processo alla cosiddetta “Nuova camorra organizzata”, tutti trasformatisi in “sinceri pentiti”. In seguito si unirono alle accuse il pittore Giuseppe Margutti (pregiudicato per truffa) e la moglie di quest’ultimo, i quali affermarono di aver visto Tortora spacciare droga. Prescindiamo dall’agendina del camorrista che riportava il nome Tortona (letto dai magistrati come “Tortora”) e un numero di telefono che NON era quello di Tortora, ma che fu comunque considerata una PROVA, dopo varie vicissitudini, sette mesi di carcere e offese al suo onore (durante un’udienza si sentì dire che era stato eletto al Parlamento europeo con i voti della camorra), il presentatore fu condannato a 10 anni di carcere (tragica coincidenza). In seguito fu prosciolto, ma ormai la sua vita era spezzata: morì di tumore nel 1988, dopo che la Cassazione l’aveva definitivamente riabilitato.
È opportuno anche rileggere le parole che pronunciò durante il suo breve ritorno in televisione nel 1987: “… Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva: per esempio, ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo ‘grazie’ a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo”.
Chiudo: se purtroppo sono l’unico dei frequentatori di questo blog ad avere fiducia sia nei tribunali della Repubblica (Cassazione compresa) che hanno condannato il signor Contrada che nei miei occhi che hanno letto le motivazioni con le annesse prove, testimonianze ed intercettazioni, non so che farci. Da ciò che ho letto e dalla fiducia che ho nelle istituzioni di questo paese (una fiducia non illimitata, certo, ma una fiducia verificata), io sono convinto che Contrada sia colpevole ed è per questo che ho continuato a partecipare a questa discussione: per far aprire gli occhi a chi invece, di voi, era convinto che Contrada fosse una vittima di un complotto di soli pentiti. Ho cercato di raccontare alcune verità per oscurare le molte inesattezze che sono venute fuori in questa discussione; inesattezze a mio parere, perché se ad alcuni fatti accertati mi si risponde con il non fidarsi di giudici e tribunali, si passa ad essere su due campi da gioco diversi.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 19:18|Non sono io a dover decidere quali devono essere i toni da usare e da non usare e non voglio far polemica su quest’ultimo punto, come non voglio far polemica su cosa può essere “insulto” e cosa può essere “rispetto delle opinioni altrui” (inteso un po’ alla maniera dei tronisti di Uomini e donne quando discutono con il pubblico parlante); è evidente che apparteniamo a due mondi diversi e che anche se discutessimo fino al 2040 non cambierebbe una virgola.
Quanto al “e se fosse innocente”…non saprei cosa rispondere. Si ragiona come se questa persona fosse stata condannata sulla base di un testa o croce e che la si debba ritenere degna di un dubbio di innocenza solo perché si ritiene innocente. Anche Totò Riina si è sempre dichiarato innocente. Anche il mostro di Firenze. Anche i criminali nazisti al processo di Norimberga. Proclamarsi innocente è dunque una prova inconfutabile di verginità?
Saluti
“Quasi al termine della mia esistenza, l’ingiustizia degli uomini mi ha inferto questo ultimo colpo.
Faro’ appello alle mie residue forze fisiche e morali per resistere ancora, così come ho fatto per quindici anni.
Sono sicuro che verrà il momento (che forse io non vedro’) in cui la verita’ della mia vicenda giudiziaria sara’ ristabilita.
Spero che qualcuno si pentira’ del male fatto a me ed alle Istituzioni.”
Bruno Contrada
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 18:41|Io non giudico ma il tempo chiarira’. E se fosse innocente? signor Domingo.
Per Domingo: Attenzione! “Complottare” significa tramare qualcosa contro lo Stato e l’ordine costituito (in questo caso, un magistrato). Se, a tuo parere, non esiste come reato, occorre che tu ne informi rapidamente la Procura di Salerno, che – ignara di tutto ciò – sta indagando su possibili strategie per delegittimare il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris, provocandone il trasferimento.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 18:40|Per inciso, l’insulto non è necessariamente costituito da parole volgari: se tu dici a qualcuno che sta dicendo corbellerie, questo è un insulto (corbelleria = azione o espressione da stupido). Se poi parli di “corbellerie del genere” intendi una corbelleria macroscopica: questo è un super-insulto. Se tu dici a qualcuno “Ti consiglio di informarti bene”, presupponi che quel qualcuno parli a vanvera, come fanno solo i cretini: questo è un insulto. E confermo che in tutto ciò non vedo ironia, bensì asserzioni.
Per quanto riguarda il mio “condannare”, ti assicuro che non mi sento in grado di condannare nessuno, ma – per mia libera scelta – intendo discutere soltanto con chi dimostra di voler appunto discutere, non di voler aver ragione a tutti i costi, cercando di ridicolizzare le opinioni altrui. A mio parere, questo è un pessimo metodo.
Però adesso non ne facciamo una questione tra noi due: ognuno terrà il tono che si sarà scelto e ciascuno risponderà ai post che gli sembreranno interessanti.
Beh, se esistesse il reato di “complotto” ti darei ragione, ma dato che non esiste mi permetto di dissentire. Ma ad ognuno le sue convinzioni.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 17:40|L’ironia c’era, mi spiace che non si sia capita: in ogni caso mi sorprende il tuo condannare i miei toni dato che sono quasi due settimane che continuo a scrivere qui senza mai insultare nessuno nè dire volgarità come invece molti altri fanno. Mi stupisco che non ci siano moderatori.
Mi impegno a restare sugli stessi toni di sempre.
Rispetto la tua opinione, ma come puoi presumere che “complotto” non sia la parola esatta, se i magistrati hanno appena cominciato a indagare? La parola è esattissima, se si riferisce a un’ipotesi di reato. In seguito si potrà affermare che c’è stato o non c’è stato complotto (che continuerà, comunque, a essere una parola esatta e a indicare l’ipotesi di reato su cui si sarà indagato).
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 16:30|A parte il fatto che la tua critica avrebbe dovuto essere mossa SOLO (non anche) all’articolo citato, non mi è sembrato di rilevare alcuna ironia da parte tua… Comunque, è sufficiente riportare la discussione su toni accettabili per tutti.
Resto dell’opinione che parlare di complotto non sia la parola esatta. Ti chiedo scusa per non essermi spiegato bene prima ma la mia critica era anche al titolo dell’articolo che hai citato.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 16:11|Ribadisco che, riguardo la malattia di Contrada, sono assolutamente favorevole ad un suo trasferimento nelle strutture adatte per curarsi e sono d’accordo con te quando critichi la decisione del Tribunale di sorveglianza: se uno è malato, deve curarsi, non si può lasciar morire in carcere. La mia contrarietà è sempre stata a chi chiede per lui la grazia e a chi lo definisce innocente.
Quanto al termine corbellerie e ai “toni” che hai evocato, non mi sembra affatto di aver esagerato con i toni, anzi ho cercato addirittura di usare della sana ironia; mi dispiace di essere stato frainteso.
Riassumiamo: Contrada è affetto “soltanto” dalle seguenti patologie: ischemia, patologie broncopolmonari, diabete all’ultimo stadio, eczema e depressione. Può essere curato in galera? Secondo il Tribunale di sorveglianza di Napoli, sì.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 14:24|Però: nel 2004, lo stesso Tribunale dovette decidere per il differimento della pena o per gli arresti domiciliari di Francesco Racco, un commerciante ambulante calabrese di 58 anni detenuto nel carcere di Secondigliano, dove doveva scontare una condanna a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Gravemente malato, il Racco era stato trasferito dalla Calabria a Secondigliano per sottoporsi tre volte alla settimana alla dialisi nel centro clinico. Il suo avvocato chiese più volte il differimento della pena, gli arresti domiciliari o almeno gli arresti in ospedale, ma il Tribunale respinse tutte le domande (di cui l’ultima fu presentata 14 aprile e respinta il 9 giugno 2004): nel mese di luglio 2004 il Racco fu trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, dove giunse CADAVERE.
Per Domingo. L’unica corbelleria che rilevo è il fatto che tendi a intervenire senza riflettere. A meno che tu non sia dislessico, ti invito a rileggere il mio messaggio, analizzando anche le costruzioni grammaticali e sintattiche. Si riferisce infatti, a un articolo del Quotidiano Nazionale (13 gennaio 2008), che titola “C’è un complotto contro De Magistris? La magistratura di Salerno indaga…”. Il punto interrogativo indica un’ipotesi, congettura, eventualità, presunzione e così via. Il fatto che la Magistratura indaghi indica la possibilità che esista tale complotto. La mia frase “… che possa essere stato ordito…” indica altrettanto. Quindi:
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 13:59|1) comunica la tua indignazione al Quotidiano Nazionale, non a me;
2) evita termini come “corbellerie”: potresti inquadrarti nel vecchio adagio del “bue che dice cornuto all’asino”;
3) evita di apparire come chi sa che “la realtà è diversa”. Non ci fai una bella figura!
4) non sta a te giudicare se un termine sia esatto o meno. Esprimi le tue opinioni, rispettando quelle altrui;
5) non consigliare agli altri di informarsi bene: ti assicuro che esistono persone che si informano, al di là dei tuoi consigli;
6) se continuerai a usare questi toni, credo che ti sarà difficile ottenere altre risposte in questo blog.
Per Alessandro da Milano
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 13:44|Il fatto che alcuni giudici siano militanti di un partito è un qualcosa che stai dicendo tu. Berlusconi lo ripete da anni senza peraltro mai portare prove, e lo fa solo per intimidire chi dovrebbe giudicarlo: d’altronde Previti è stato condannato in due processi (Sme e Lodo Mondadori) in cui si accertò che aveva corrotto dei giudici con i soldi di Berlusconi e per favorire Berlusconi. Berlusconi però se l’è sempre cavata, o per prescrizione, o per insufficienza di prove, o per le attenuanti generiche.
Le carte forse non le hai tu: io ho letto per bene sia la sentenza di appello sia la sentenza della Cassazione, per cui (sempre se per te la Corte d’appello di Palermo e la Suprema Corte di Cassazione sono abbastanza autorevoli e non sono covi brigatisti) credo di essermi informato abbastanza.
Ultimo punto: Contrada è alla fine della sua esistenza? Ma non ha il diabete? Mia nonna soffre di diabete da quindici anni ed è ancora viva e vegeta. La grazia potrà guarirlo da questa malattia disumana?
Per Talita:
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 13:36|non è esatto parlare di complotto. Ti consiglio di informarti bene sul caso De Magistris prima di dire corbellerie del genere. Adalgisa Rinardo ha un figlio che fu assunto da Saladino (l’imprenditore legato a Mastella indagato da De Magistris), il figlio della compagna di Lombardi è socio in affari di Giancarlo Pittelli (Fi), anche lui indagato da De Magistris, che temeva che Lombardi fosse la “talpa” responsabile di alcune fughe di notizie e che lo tenne all’oscuro, ad esempio, dell’iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Pittelli (omissione legittima che però ispettori ministeriali e Pg della Cassazione hanno messo tra le prove dell’”incompatibilità ambientale” del magistrato).
Nessun complotto tra magistrati, insomma, ma semplici conflitti d’interessi (di cui l’Italia è piena purtroppo) e connivenze tra magistratura, politica e criminalità, come purtroppo avviene troppo spesso al Sud.
Ergo: l’ipotesi di un complotto dei magistrati ai danni di Contrada sarebbe davvero affascinante, specie in un romanzo di John Grisham o in un film di Alfred Hitchcock, purtroppo però la realtà è diversa…
LEGGO CHE C’E’ UNA VOGLIA MATTA DI FARE DEL TIFO DA STADIO, IL PROBLEMA NON E’ QUELLO DI GIUDICARE, ANCHE PERCHE’OLTRE A NON AVERNE TITOLO NON ABBIAMO LE CARTE E TUUO IL RESTO, COMPETENZE COMPRESE. SI TRATTA DI AVERE SESO CIVICO E DI TRATTARE UN ESSERE UMANO, ALLA FINE DELLA SUA ESISTENZA, COME TALE.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 12:34|COSA DIVERSA E’L'OPINIONE CHE CIASCUNO DI NOI HA SULLA GIUSTIZIA E SUI MAGISTRATI CHE OPERANO SIA IN MANIERA PROFESSIONALE, E SONO TANTI, ED ALCUNI COME SE FOSSERO MILITANTI DI UN PARTITO.
LA MOGLIE DI CESARE NON SOLO DEVE ESSERE RETTA MA ANCHE APPARIRE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Finalmente scopriamo che all’interno della Magistratura possono verificarsi complotti, al fine di eliminare magistrati (e quindi anche funzionari di altro tipo) scomodi. Il Quotidiano Nazionale (13 gennaio 2008) titola “C’è un complotto contro De Magistris? La magistratura di Salerno indaga: lo rivela il Quotidiano della Calabria”. E poi spiega che la Procura di Salerno sta indagando sull’esistenza di una strategia per DELEGITTIMARE il sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris e provocarne il trasferimento. Tra i magistrati elencati: l’ex capo della procura catanzarese Mariano Lombardi, il suo vice Salvatore Murone, il presidente del Tribunale della libertà Adalgisa Rinardo, oltre al capo degli ispettori del Ministero della giustizia Gianfranco Mantelli.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 12:18|Intanto a Milano l’11 gennaio si è dimessa dall’Associazione nazionale dei magistrati il pubblico ministero Ilda Boccassini, che in un’intervista alla Repubblica ha dichiarato, riferendosi ai suoi colleghi “Siamo diventati una corporazione. Serve pulizia tra noi” e anche: “La carriera dei magistrati è un mercato”.
Quindi, non è fantascienza che possa essere stato ordito un complotto anche nei confronti di Contrada, per delegittimarlo.
Giusto, chiariamo tutto a scanso di equivoci.
|Lasciato il 14 Gennaio 2008 alle 02:19|E’ chiaro ormai che l’idea che ci si è fatti del caso Contrada è che sia stato condannato per le testimonianze dei pentiti, mentre le testimonianze di servitori dello Stato che lo difendevano non sono state considerate attendibili. Le cose stanno diversamente: Contrada è stato condannato grazie sia alle testimonianze di alcuni pentiti (di cui si sono tenuti conto solo i fatti accertati grazie a riscontri oggettivi) sia alle testimonianze di magistrati, poliziotti, parenti di vittime della mafia (alcuni esempi: Carla Del Ponte, Antonino Caponnetto, Giuseppe Ayala, Ferdinando Imposimato, Gilda Ziino), sia a intercettazioni telefoniche e ambientali. Le prove a suo carico erano enormi e lo hanno portato alla condanna proprio perché erano tantissime: il fatto che si dichiari innocente non vuol dire nulla di fronte a prove così nette.
Ripeto per l’ennesima volta che a me non frega niente, in questo caso, di destra e sinistra, a me frega solo che non venga graziato un mafioso: qualcuno si è chiesto quante persone sarebbero ancora vive se Contrada, dall’interno delle istituzioni, non avesse collaborato con Cosa Nostra? Che poi sia malato non vuol dire niente, ci sono anche altri luoghi in cui un carcerato può vivere che non siano le quattro mura di una prigione. Se la discussione sta nel fatto che non si vogliano concedere i domiciliari o le cure ad un prigioniero malato, sono d’accordo con voi, ma la grazia in questo caso c’entra come i cavoli a merenda. Sono stra-d’accordo con il presidente Napolitano che ha bloccato l’iter perché Contrada si dichiara innocente: la grazia non è un quarto grado di giudizio e concedendola si rischierebbe di delegittimare tutti i tribunali coinvolti nel processo, non ultima la Cassazione, che nelle sue motivazioni ha descritto Contrada come “gravemente compromesso con l’organizzazione criminale”.
Mi permetto poi di correggerti su un punto: Rita Borsellino, che si è opposta dal primo momento all’ipotesi di grazia, non è una senatrice di sinistra, ma è stata candidata alla Regione Sicilia con l’Unione (battuta da Cuffaro). Il fatto che la sinistra difenda questo o quello, che chieda la grazia per questo e non per quello, è un problema che non mi riguarda. Contrada, per me, non è degno della grazia così come non ne era degno Bompressi: gli altri che hai citato, se sono fuori, è per le leggi vigenti, che danno possibilità ai carcerati di differenziare la loro pena con servizi sociali, libertà vigilata eccetera. La differenza è che loro sono in galera da anni e anni, non da meno di un anno come Contrada.
Ultimo punto: Jannuzzi può promuovere tutte le commissioni parlamentari che vuole, si possono mandare a Mastella tutte le email del mondo (d’altronde siamo in una democrazia). Ciò che non cambierà, però, sarà il fatto che Contrada è inequivocabilmente colpevole e liberarlo sarebbe una pugnalata alla schiena a tutte le vittime della mafia. La verità è questa, se poi si vogliono vedere altre verità, se si vuole andare avanti per la propria strada con i paraocchi dando sempre la colpa di tutto alla sinistra, questo è un altro discorso.
@@IL POST 719 X ERRORE MIO è FIRMATO scud
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 18:56|invece che ANTONIO D.
@@ X Domingo @
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 16:57|Chiariamo il tutto a scanso di equivoci.
Si era iniziato a discutere su di un condannato a 10 anni di carc:in conc,est,x assoc maf.
Questo signore è molto malato e il suo avvocato mandò una lettera al presidente della rep ital
(non la grazia,ma quella che tecnic la definiscono supplica di non so che)infatti lo stesso carcerato ha sempre negato di aver mai chiesto la grazia perchè si ritiene innocente.
Il tutto si è complicato quando la parente di borsellino ha fatto delle dichiarazioni(sacrosante se non fosse che è una senatrice della rep italiana)oltre alla senatrice subito a ruota ci sono state dichiarazioni di esponenti di sinistra che hanno subito risposto “niet”qualcuno aggiungendo:anche se malato grave, deve curarsi in carcere.
Ovvio che chi come me non ama per niente questa “cultura di sx e il modo di essere” discuta dicendo:quelli di sinistra sostengono,aiutano e giustificano anche,solo coloro che sono di sx.
baraldini?sofri(sono malati stanno morendo,facciamoli uscire.
Contrada anche se malato deve morire in carcere.
CHI in italia serve lo stato è un acerrimo nemico della sx.
gli amici invece possono anche essere degli assassini vanno tutelati.(Dimostrami il contrario).
se tu o io siamo di dx,sx,cent,o altro non c’entra assolutamente niente.
Questi sono fatti recenti,vedi anche la polemica di ex br macchiatisi di omicidio che ora lavorano
x l’attuale governo.
Vige in italia?:si è condannati se le prove accertano la colpevolezza al di la di ogni ragionevole dubbio? o è negli USA ?
Ad Alessandro da Milano. Sono pienamente d’accordo con te. Intanto puoi scrivere in merito al ministro della Giustizia Clemente Mastella (clementemastella.blogspot.com). Inondiamolo di messaggi: io l’ho già fatto. Inoltre so che il senatore Lino Jannuzzi sta raccogliendo firme per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla vicenda Contrada: mi sto informando meglio e, quando ne saprò di più, lo comunicherò in questo blog.
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 15:16|A Domingo. Possibile che per Sofri e Bompressi, condannati a 22 anni di reclusione per l’omicidio del commissario Calabresi, si siano battuti per anni intellettualoni e giornalistoni, quelli che ritengono di poter formare (leggi: schiacciare e imbrogliare) l’opinione pubblica? Nessuno sta chiedendo una sommossa popolare, bensì una presa di coscienza che così non si può andare avanti: in particolare, la prepotenza e l’arroganza di alcuni non può prevalere sulle legittime idee e aspirazioni di altri.
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 15:07|Inoltre: hai potuto constatare che amo la discussione e la intendo come proficuo scambio di idee. Però, ripetere sempre le stesse cose è inutile. Io ho capito che tu ritieni Contrada colpevole e che non ti interessa il fatto che sia malato. Non so, invece, se ti ho spiegato bene le mie opinioni e le ripeto qui per l’ultima volta: io non so se Contrada sia innocente o colpevole, ho molti dubbi sulla “giustizia” dell’iter processuale, ma soprattutto mi interessa il fatto che Contrada sia vecchio e malato, per cui pretendo che la nostra Giustizia non si accanisca sterilmente contro di lui. Stop. Non mi interessano al momento le motivazioni della Cassazione, basate su determinate testimonianze accettate e molte altre respinte, perché non conformi al teorema accusatorio, quindi non desidero più tornarci sopra.
La grazia non guarisce le malattie, ma consente a un malato di curarsi in strutture idonee. Non lo faccio mai, ma questa volta voglio ricorrere a una mia esperienza personale: ho passato gli ultimi quattro anni ad assistere mio padre, gravemente malato, fino alla sua morte: so perfettamente, quindi, e sulla mia pelle che cosa significano malattia e vecchiaia.
Il 12 gennaio 2008 il quotidiano La Stampa ha titolato: Caso Contrada, Napolitano: “Niente grazia per chi pretende l’assoluzione”. Le virgolette indicano che sono state fedelmente riportate le parole del Presidente della Repubblica.
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 14:48|Sarebbe opportuno che il capo dello Stato si spiegasse meglio, giacché un innocente - e Contrada si dichiara innocente - può pretendere, eccome, l’assoluzione. Oppure, secondo Napolitano, per ricevere la grazia deve dichiararsi colpevole, anche se non ritiene di essere tale? Non basta il fatto che sia in fin di vita?
PER DOMINGO: NON SI TRATTA DI ENTRATE NEL MERITO E DARE GIUDIZI, NESSUNO DI NOI NE HA LE CAPACITA’ SE NO ALTRO PER IL FATTO CHE NESSUNO HA LETTO GLI ATTI DEL PROCESSO. CI SONO DELLE COSE QUALI LE TESTIMONIANZE DI BOS MAFIOSI PLURIASSASINI CHE HANNO AVUTO UN PESO E LE TESTIMONIANZE DI SERVITORI DELLO STATO DI ALTO GRADO CHE NON SONO STATI CONSIDERATI TANT’E’ CHE CONTRADA E’ STATO CONDANNATO, CI SONO ESEMPI ILLUSTRI DA TORTORA A SOFRI CHE HANNO AVUTO DIVERSE SOLUZIONI, UNO INNOCENTE, L’ALTRO HA AVUTO BEN SETTE PROCESSI ED E’ LIBERO DI ANDARE ANCHE A FARE L’OSPITE TV, LA BARALDINI CHE ESSENDO STATA CONDANNATA GODE DELLA SEMILIBERA’ RENATO CURCIO CHE VA A FARE IL PROFESSORE ALL’UNIVERSITA’, D’ELIA CHE PUR AVENDO PARTECIPATO ALL’UCCISIONE DI UN CARABINIERE FA IL SOTTOSEGRETATIO DI QUESTO GOVERNO ED INFINE, MA SI POTREBBE CONTINUARE, A GIULIANI E’ STATA INTESTATA UNA STANZA DEL PARLAMENTO, CIO’ DETTO CONTRADA E’ UN VECCHIO MALATO, GRAVEMENTE MALATO GLI SI FACCIA SCONTARE I DOMICILIARI O LO STATO HA PAURA E NON SI SENTE SUFFICIENTEMENTE FORTE PERCHE’ MINACCIATO DA UN VECCHIO MALATO???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????’
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 07:23|PER TALITA ORGANIZZIAMOCI
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 07:04|tasse90@libero.it
Ma è possibile che chiediate tutta questa sommossa popolare per liberare un ex agente dei servizi condannato per mafia? Tra l’altro, Talita, non so se hai saputo, ma sono state pubblicate le motivazioni della Cassazione. E’ venuto fuori anche (o meglio, era già venuto fuori ma io non lo sapevo ancora) che nel 1980 Contrada avvisò il boss Michele Greco (e quest’ultimo avvisò Riina) di un imminente blitz proprio per prendere Riina, che ovviamente scappò. La Suprema Corte afferma che Contrada, dopo molti successi contro la mafia da poliziotto modello, iniziò ad avvicinarsi alla mafia prima per piccoli favori e poi per un sodalizio lungo e continuativo. A parte che non vedo l’”esempio” ai suoi cittadini in un’eventuale clemenza ad un condannato per mafia, non capisco come si faccia a dire che la grazia ad un mafioso si può concedere come la si concede ad un ex terrorista: nessuno riesce a pensare che la grazia non bisogna concederla nè all’uno nè all’altro? E’ troppo facile poi evidenziare le condizioni di salute di Contrada, anziano e malato, e invocare la grazia per questo: se uno è malato, si cura, in carcere o nelle strutture apposite. La grazia non guarisce dalle malattie. Napolitano, poi, ha fatto bene a bloccare l’iter anche per il fatto che Contrada continua a ritenersi innocente: la clemenza non è un quarto grado di giudizio.
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 02:06|Non capisco poi (per Antonio) cosa c’entri la sinistra in tutto questo. La grazia a Contrada è di destra e invece essere contro la mafia è di sinistra? E chi ti dice che io sono di sinistra e non di destra? Vuoi la mia opinione sui conflitti di interessi? Ce ne sono di schifosi, in qualsiasi campo, dall’economia alla politica, dall’imprenditoria alla medicina. Controllori e controllati sono sempre la stessa persona. Politici danno finanziamenti a se stessi. Lo Stato sovvenziona con milioni di euro giornali di partito che non compra nessuno. Il conflitto d’interessi di Berlusconi, seppur gravissimo dato che riguarda il diritto del cittadino ad essere informato in maniera adeguata (e la tv italiana non sa cosa sia l’informazione) non è altro che la punta dell’iceberg.
Di bene in meglio. ANSA, prima pagina ore 21: CONTRADA: NAPOLITANO, NON HO SUBITO CONDIZIONAMENTI. Nessuna marcia indietro sulla grazia all’ex funzionario del
|Lasciato il 13 Gennaio 2008 alle 00:40|Sisde, “come si è volgarmente scritto da qualche parte”. Volgarmente? A parte il fatto che l’hanno scritto molti giornali, sulla base delle comunicazioni provenienti dal Quirinale, dalle sue parole si potrebbe dedurre che consideri chic accanirsi contro un uomo vecchio e malato oppure non sentire il dovere di dare esempio di clemenza ai suoi concittadini.
12 gennaio 2008 - Sottotitoli del TG2 edizione serale: Riguardo al caso Contrada, Napolitano dichiara di non aver ricevuto alcuna pressione e di non aver fatto nessuna marcia indietro. Scriviamo al nostro Presidente che è già da molto tempo che non crediamo più alla Befana. Scriviamo al nostro Presidente che siamo stanchi della prepotenza di pochi, che ritengono di poter schiacciare e prendere in giro gli Italiani!
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 21:50|Perfetto, Alessandro da Milano. Il Capo dello Stato, però, si è già espresso negativamente. Per il momento, cominciamo a inviare un milione di lettere al Ministro della Giustizia Clemente Mastella (clementemastella.blogspot.com).Mastella è un politico che ha a che fare con elettori. Napolitano, no…
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 16:14|PROMOVIAMO DAL BASSO UN’INTERPELLANZA AL capo DELLO STATO,
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 14:48|Grazie, Carlo. Scrivilo anche a Mastella (clementemastella.blogspot.com), magari con la traduzione italiana: non si sa mai!
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 13:45|L’11 gennaio 2008 il Corriere della Sera ha titolato “Grazia a Contrada: il Colle frena”. Sarebbe stato più opportuno titolare “Il Colle FRANA”.
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 13:11|P.S. L’avvocato difensore di Contrada è tuttora in attesa di essere ricevuto dal nostro Presidente della Repubblica. Si spera che l’esimio Napolitano – dopo aver trascorso rilassanti vacanze natalizie a Capri (NON A NAPOLI, sua città natale!!! Probabilmente sarebbe stato infastidito da qualche rifiuto giacente nelle strade) – si degni di incontrare un cittadino italiano che, per gravi motivi, ne ha fatto richiesta già da molto tempo.
Ottimo Talita,
IN DUBIO PRO REO.
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 12:07|Ad Alberto cc. Di Contrada non si parla, perché ci si dimentica presto delle ingiustizie, mentre i giornali – per vendere – hanno bisogno di notizie sempre nuove, meglio se “insanguinate”. Nel caso di Contrada, il sangue non si vede, ma c’è, ce n’è tanto! È il sangue dell’indifferenza e della prepotenza di determinati individui. Se vuoi intervenire nella vicenda, scrivi le tue impressioni al Ministro della Giustizia Clemente Mastella (clementemastella.blogspot.com).
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 11:56|ecco di contrada nn se ne parla perchè? perchè solo dopo + di 10 anni di carcere ingiusto ?
|Lasciato il 12 Gennaio 2008 alle 00:46|Rivolgiamoci anche ai nostri politici, a partire dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella (clementemastella.blogspot.com). Io ho provveduto con la seguente lettera.
Signor Ministro della Giustizia – che dovrebbe rappresentare tutti gli Italiani, non una sola parte degli stessi – lei dice che Veltroni e Berlusconi non la convincono. Io dico, purtroppo, che lei non convince molti italiani.
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 18:49|Mi riferisco, in particolare, al caso Contrada, nei riguardi del quale la SUPPLICA di clemenza rivolta al Presidente della Repubblica, è stata considerata IRRICEVIBILE da voi potentati. Prescindendo dal fatto che qualche volta potreste evitare il politichese – che strappa sorrisi malinconici tanto quanto le vostre “ragioni” – da cittadina italiana mi rivolgo a lei per pretendere una GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI.
Adriano Sofri è stato condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione per l’uccisione del commissario Calabresi. È dunque un “detenuto”, però intellettuale di sinistra, amico di molti altri intellettuali e politici di sinistra, che “ovviamente” valgono – nei fatti, non nella sostanza – molto più di me e di tutte le persone comuni come me. Quindi è libero, per motivi di salute (che, a prima vista, non appaiono tanto gravi).
A quest’uomo, che la Magistratura ha giudicato un assassino e condannato a 22 anni di reclusione, è stato riservato un trattamento di favore (un PRIVILEGIO, anzi una lunghissima serie di privilegi) ed è stato concesso – non da ora – di salire in cattedra e pontificare sugli argomenti più vari, al fine di istruire gli ominidi italiani, ossia tutti quelli che dissentono dalla corrente mentalità di sinistra (che, attenzione, non è affatto una mentalità di sinistra, ma solo un’accozzaglia di furbizie e di alleanze per amore del potere, anzi dello strapotere).
Per Contrada, invece, basta qualche strillo di un Parente-di-vittima-della-mafia – ormai un potere nel potere statale – perché le massime cariche dello Stato (che dovrebbero rappresentare tutti gli Italiani e non solo una parte degli stessi) giudichino irricevibile una SUPPLICA di clemenza.
Sia gentile, Ministro. Mi dica come si può far capire ai nostri politici che per una parte del popolo italiano la mafia è una delinquenza simile a tutte le altre delinquenze, che non è una delinquenza speciale. La delinquenza è delinquenza e vorrei anche vedere e ascoltare qualcuno che mi parlasse, per esempio, del poliziotto che ha sparato in autostrada, giustiziando un ragazzo: lo ritengo un fatto gravissimo, ma non ne ho saputo più nulla.
Perché i delitti di mafia – pur ributtanti – dovrebbero essere considerati diversi da altri orrendi omicidi (per esempio, quelli compiuti dai brigatisti) o da altre violenze (per esempio, su bambini, adulti o anziani)… e potrei continuare ancora?
Sia gentile, Ministro. Mi dica come si può far capire ai nostri politici che una parte del popolo italiano pretende dalla Magistratura che la Giustizia sia uguale per tutti.
Per quanto mi riguarda personalmente, NON SO SE CONTRADA SIA INNOCENTE O COLPEVOLE. Io pretendo dalla Magistratura che, in caso di dubbio, rilasci un colpevole piuttosto che arrestare un innocente. Io pretendo dalla Magistratura che non si accanisca contro un uomo malato, fosse anche l’anticristo. E, a questo punto, mi sembra che non bastino più parole come “vergogna, schifo, ribrezzo, ripugnanza, repulsione, disgusto, nausea” e ogni altro sinonimo…
Sia gentile, Ministro: ci può indicare una via per uscire da questo stato di cose da incubo? Grazie!
OFFESE ALLA VITA DALLA SINISTRA..morte tua, vita mia.
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 17:48|Mentre nu’ Suriciello premiato ha fallito, ovvero, l’Amato, mi chiedo AMATO, DA CHI? A Napoli e dintorno muoiano in strade come le mosche, come se fosse la città di Chicago degli anni 40, voi crediate che De Gennaro riuscirà a fare PULIZIA, pur sapendo che poliziotto non ci è riuscito? Lasciando fuori i Politici Kompagnuzzi che fanno gli gnorri: vedete v’è, chi lo sa e non lo vuole ammettere, poi, ci sono i ri-coglioni, altri sono i camorristi che ci sguazzano alla grande sbattendoci in faccia la sceneggiata di quei ragazzi in motociclette che hanno dimostrato di essere i padroni del territorio, mentre la Sinistra, se la gode piangendo all’Hilary Clinton, per ricevere sostegno a smaltire la merda, prodotto dl loro fallimento Politico ed invadono le strade della Campania: scuole, ospedali, asili e negozi e piscine, tanto che il campione Italiano di nuoto se ne vuole andare! In poche parole: se io sono sostenitore per la vita e nel suo intero arco, sono altresì convinto che tutti i mafiosi e criminale vadano sterminati senza dire ma: senza processo, ma fucilati per alto tradimento alla vita, non andare a piangere all’ONU per la moratoria di questi esseri immondi. Il bello che alcuni sono esseri spregevoli macchiatosi e marchiati come bombaroli (molotov) o di terrorismo fregandosi della vita altrui: ora fulminati da Caino, se ne fottono di Abele, le vittime: noi inermi cittadini. Ora gli vengono concessi onori, targhe, bisogna obbligatoriamente secondo i Kompagnuzzi, dargli medaglie ed “ Onorabilità ” Minchia! Da carnefici a EROI o Martiri anche se senza le solite vergini concessi ai Kamikaze! Credo che bisogna cambiare registro altro che porgere l’altra guancia, insomma di lasciarli nella loro spazzatura: luogo adatto a loro: essi sono bestie (non animali) ma solo carogne! L’uomo, abbatte persino i cavalli si spezzano una zampa: dopo una caduta, poi li bruciano senza che questi poveri fruscoli non hanno mai fatto nulla, anzi fatto del bene! Perché allora tanti scrupoli per escrementi infetti: veri vampiri che succhiamo centinaia di miliardi alla povera gente e non solo? Vincenzo Alias Il Contadino. vincenzocontadino@yahoo.it Matera.
@@ x Domingo @
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 17:06|1)c’è un articolo che ho letto su un quotidiano (credo di 2/3 domeniche fa) il mattino di napoli,un’intervista di un personaggio non ricordo chi (basterebbe procurarsi il quotidiano )
informatissimo sul processo,accuse e difese.
2)Dimmi dove e quando hai letto che Contrada ha chiesto la grazia.
ps.
3)quando non si è d’accordo su qualcosa o su qualche frase,è fuori luogo rispondere con:tu ne facevi parte?se ne avessi fatto parte sarei ben altra persona e non starei qui a postare.
Qui si discute su quello che si sa avendo letto articoli,o libri.
Ci vedi differenza tra un condannato x mafia e assassini/terroristi di un essere umano.Io assolutamente no.
Lasciamo perdere è meglio
io queste nefandezze non le sopporto.
Il conflitto d’interesse di Berlusconi x le tv?
è una barzelletta x bambini in confronto ai continui conflitti d’interessi che parte della sx,in Italia,ha con la storia di questi ultimi 15 anni.Senza alcuna vergogna.
CONTRADA,IL QUIRINALE REVOCA ITER GRAZIA NON E’ BR COMUNISTA?
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 16:49|Indultati cane e porci, ricordate quando Diliberto stava andando a ricevere la brigatista Silvia Baraldini: LA BR ROSSA condannata per evasione sovversiva in USA, due tentate rapine e ingiuria al Tribunale, è stata estradata in Italia nel 1999: Diliberto fù sconsigliato, visto che, aveva ucciso nel 1983 un poliziotto, questa dolce e leggiadra donzella, doveva scontargli, ma il soccorso ROSSO si mobilitò tanto che con una cerimonia nella sala del Consiglio Comunale, l’Amministrazione di Venaria (TO) ha consegnato la cittadinanza onoraria a Silvietta. Dal 26 settembre 2006 scorso è libera, grazie all’indulto votata sì da un Parlamento, ma ignorante! “ È un atto importante di civiltà “ ha detto il presidente del Consiglio comunale Franco Izzo leggendo le motivazioni che hanno portato nel ‘98 ( DICO o forse atto Comunista? Onorati o deleteri? “ Oggi consegniamo la cittadinanza perché Silvia Baraldini ha pagato il suo debito onestamente “ ha dichiarato il Sindaco Nicola Pollari “. Con il gesto di oggi abbiamo cercato di dare un significato di coerenza alla nostra storia e a chi vuole un mondo più giusto ”. Forse da morto? D’Elia vergogna della Giustizia, fulminato sulla via di Damasco, onorando Caino strafottendosi di Abele? Nel paese di Alice o Bel Paese chiamata ITALIA, altri mille imboscati nei meandri del Palazzo, carrozzone Sinistro che noi paghiamo a all’ex PCI: tanto che, impunemente possono rifondarsi in Partiti Comunisti, liberalmente e legalmente, ma non permesso, giustamente, ad un fascista o Nazista: Giustizia e Legalità, diverse per chi chiede, e chi è ha un diritto divino! ERGO: che i Brigatisti Rossi Italiani stanno vivendo una stagione esaltante grazie alle politiche premiali di questo Sinistro Governo: assunti in Società a Partecipazione Statale lautamente retribuiti e, a raccogliere monnezza, neanche a cercarli! Nemmeno uno, che si guadagni da vivere lavorando la terra o in una catena di montaggio, macché, nemmeno a cercarlo tanto pensano a Caino a fare tirare la carretta le ex TUTE BLU PRESO PER I FONDELLI! Ecco perchè assistiamo che, un Servitore dello Stato, che chiede soltanto Giustizia, con un altro Processo, ma secondo la loro logica perversa della Giustizia Giustiziata, non l’ottiene soltanto perché non abbia confessato crimini mai commessi, ma se avesse confessato di avere sciolti nell’acido 100 Madonne o Santi mafiosi, violentato mille bambini o travolgendo da ubriaco quattro bambini, ora sarebbe libero al caldo dei tropici, oppure a delinquere sulle strade di quest’Italia distrutta sì, ma dal COMUNISMO SPACCIANDOSI, PER SOCIALISTI O COL PREFISSO DEMOCRATICO!Vincenzo Alias Il Contadino. vincenzocontadino@yahoo.it Matera.
Adriano Sofri è stato condannato con sentenza definitiva a 22 anni di reclusione (non 10!!!) per l’uccisione del commissario Calabresi. Adriano Sofri non si è mai pentito, anzi non ha mai riconosciuto le proprie responsabilità. È dunque un “detenuto”, però intellettuale di sinistra, amico di molti altri intellettuali di sinistra, che ovviamente valgono molto più di me e di tutte le persone comuni come me. Quindi è libero, per motivi di salute (che, a prima vista, non appaiono in tutta la gravità dichiarata).
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 15:07|Sabato 12 gennaio il Sofri sarà onoratissimo ospite della trasmissione “Che tempo fa” di Fabio Fazio (RAI3). A quest’uomo, che la Magistratura ha giudicato un assassino e condannato a 22 anni di reclusione, è stato riservato un trattamento di favore (un PRIVILEGIO, anzi una serie di privilegi). Il suo compagno di “lotta” Ovidio Bompressi – altrettanto condannato a 22 anni (non 10!!!) per l’omicidio del commissario Calabresi – è stata concessa la grazia (provvedimento con cui a suo tempo mi trovai pienamente d’accordo, a causa della grave malattia del soggetto).
Per Contrada, invece, è bastato qualche strillo di un Parente-di-vittima-della-mafia – ormai un potere nel potere – perché le massime cariche dello Stato (che dovrebbero rappresentare tutti gli Italiani e non solo una parte degli stessi) giudichino irricevibile una SUPPLICA di clemenza.
A questo punto, a tutti quelli che pretendono una GIUSTIZIA UGUALE PER TUTTI non bastano più parole come “ahimè, vergogna, schifo, ribrezzo, ripugnanza, repulsione, disgusto, nausea” e ogni altro sinonimo: occorre agire e scrivere le proprie impressioni – anzi, i propri incubi – al nostro beneamato Presidente della Repubblica, inondandolo con i più sentiti complimenti.
WWWWWIL PRESIDENTE
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 14:13|All’interno dei servizi ci fu una faida? Tu ne facevi parte, immagino, dato che sei così bene informato… Credo che prima di dire qualsiasi cosa si debba leggere attentamente la sentenza: non mi stancherò mai di ripeterlo. Se non si legge attentamente la sentenza, senza pregiudizi e senza idee preconcette, si capisce perché Contrada è stato condannato e si capisce perché non deve essergli concessa la grazia. Tra l’altro, il problema stesso della grazia non si pone più perché Napolitano, di fronte alle richieste dell’avvocato di Contrada di una “revisione del processo per ristabilire la verità”, ha bloccato l’iter della grazia stessa perché, giustamente, per concedere la grazia ad un condannato lo stesso deve ammettere almeno di essere colpevole, altrimenti la grazia diventa una specie di quarto grado di giudizio, in contrasto con la Costituzione.
|Lasciato il 11 Gennaio 2008 alle 01:40|Ultima cosa per Antonio: fatico a trovare un collegamento tra il movimento politico giustizialista di cui parli ed un condannato per mafia che implora il capo dello Stato di graziarlo. Ma magari è colpa mia. Pardon
@@ x Ciaccio @@
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 20:12|All’interno dei servizi ci fu una “faida” le conseguenze poi hanno colpito.
“Questo è stato detto e scritto da qualcuno ben informato”
@@ Domingo @
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 20:08|credo che tu abbia letto male quel post.
x movimento “politicogiustizialista” mi riferivo ai partiti e politici di quella sinistra che in italia si comporta nella maniera del riferimento.
X i nomi conosciuti da tutte le pietre mi riferivo
invece a coloro che hanno beneficiato degli aiuti:baraldini,sofri,ecc..
forse non hai letto quest’altro post che era in risposta al precedente .
Ad Antonio D. (691). Hai descritto perfettamente che cos’è un quadro indiziario e come si differenzia da un quadro probatorio. Grazie
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 19:59|Si indica il peccato ma non il peccatore, perché non interessa il singolo ma l’azione – individuale o collettiva – che ne deriva. Per esempio, se trovo un muro della mia casa inzaccherato da disegni e scritte, non mi interessa beccare il colpevole e prenderlo a calci nel sedere, ma piuttosto fare un tentativo per convincere i ragazzi del quartiere a non sporcare i muri.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 19:19|Per quanto riguarda chi scrive libri sulla mafia e se ne arricchisce, sei tu che utilizzi l’espressione “un poco di buono”: io mi sono limitata a dire che ne fanno una professione. Poi alcuni potrebbero anche essere “poco di buono”, se scrivono menzogne; altri potrebbero essere mestatori, se fanno presumere di sapere più di quello che sanno; altri ancora potrebbero essere “professionisti”, se ripetono le stesse cose in varie salse, cambiando solo titolo e copertina. Secondo me, la discussione ha molto senso, perché mi stanco presto di leggere sempre le stesse proposizioni e di vedere – soprattutto negli anni passati – sempre le stesse facce (non importa a chi appartengono o appartenessero) parlare di mafia, come se fosse una delinquenza speciale. Per me la delinquenza è delinquenza e vorrei anche vedere e ascoltare qualcuno che mi parlasse, per esempio, del poliziotto che ha sparato in autostrada, giustiziando un ragazzo: lo ritengo un fatto gravissimo, ma non ne ho saputo più nulla. Questo non mi piace!
Tornando a Contrada, so che le motivazioni della Cassazione non sono state ancora depositate, ma sono state più o meno ampiamente anticipate da articoli di giornale. Le mie, comunque, erano solo domande, che spero troveranno presto una risposta.
A proposito dei riscontri “oggettivi”, bisogna accordarsi su ciò che significa l’aggettivo: generalmente, in un’indagine sono “oggettivi” DNA, impronte, fotografie, documenti scritti, intercettazioni telefoniche (quelle chiare, però) e prove similari. Qui di “oggettivo” c’è un insieme di testimonianze, che hanno formato un quadro oggettivo per alcuni Tribunali e per la Cassazione, ma non per la Corte d’Appello di Palermo, che il 4 maggio 2001 assolse Contrada con formula piena. Ecco dunque, che il quadro oggettivo si trasforma in un quadro indiziario, che viene “interpretato” da Magistrati. Io temo le interpretazioni: io voglio che nel dubbio, si rilasci un colpevole piuttosto che imprigionare un innocente: però, quello che voglio io, non ha alcun peso… Se invece lo vorremo in tanti, la Magistratura – che ci rappresenta – avrà modo di riflettere sul problema.
È chiaro che, se avessi delle prove, andrei a denunciarle. Io non ho alcuna prova, ma tanti dubbi sì, e l’unico modo che ho per intervenire in questa vicenda è esprimere i miei dubbi, senza la presunzione di avere in tasca la verità.
Infine: non occorre andare in televisione… Stiamo già parlando ottimamente qui. Ciao
Quando buscetta fu estradato in italia già aveva detto a Falcone(lei ora rischia la vita)ma buscetta con le sue informazioni “non tutte veritiere”(e Falcone spesso s’incazzava con buscetta)incominciò ad aprire un piccolo varco
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 18:36|per scoprire gl’intrecci mafiosi.
Con Falcone in vita,mai buscetta parlò di contrada
Il generale Contrada è UNO SE NON IL MIGLIORE INVESTIGATORE D’ITALIA.
E da qui nascono tutti i suoi guai.
In tutti i paesi democratici,specialmente negli anni passati,i bravi,i veri polizziotti e bravi investigatori avevano informatori tra la malavita.Da semplici gregari a quelli di alta sfera.Il saper gestire la situazione dipendeva poi dalla struttura delle p…e del soggetto.E ciò ha permesso sempre alla polizia di risolvere tanti problemi,anche gravi.Contrada sicuramente avrà agito cosi tante volte.Ma amico,spalleggiatore e informatore della mafia ,traditore e responsabile esterno poi anche della morte dei giudici è stato provato con congetture e dichiarazioni di pentiti che il più delle volte non hanno avuto il riscontro che occorreva(es:contrada si è incontrato nella saletta di quel bar o ristorante con caio.Il bar o ristorante in questione non avevano mai avuto una saletta.In certi ambienti quando si vuole distruggere una persona bastano 2 bugie inserite ad arte tra 98 verità e.. amen..
Perché si indica il peccato ma non il peccatore? Questa è la seconda volta che mi si risponde così, già Antonio D. disse che i nomi di un certo “movimento politico-giustizialista” li conoscevano “tutte le pietre d’italia”, ora tu mi dici che “le biblioteche ne rigurgitano”. Da questi termini devo dedurre che pensi che chi scrive libri sulla mafia e se ne arricchisce è un poco di buono? O che magari scrive cose non vere e lo fa solo per farsi pubblicità? La discussione in merito ha poco senso, a mio avviso.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 18:13|Volevo poi rispondere ad un commento che hai lasciato in risposta a Ciaccio.
1 - “La Cassazione ha spiegato perché non sono state prese in considerazione le testimonianze di 112 (quindi, numerosi) funzionari dello Stato, anche di alto grado, che hanno testimoniato a favore di Contrada?” - La Cassazione non ha ancora spiegato nulla, dato che le motivazioni della sentenza non sono state ancora depositate. In ogni caso se alcune testimonianze sono prese in considerazione ed altre no non è perché ci si basa su concetti astratti, ma su riscontri oggettivi, che proprio in quanto “oggettivi” devono inequivocabilmente confermare o rigettare una determinata deposizione. I giudici sono lì per quello: l’accusa porta un tot di elementi, la difesa un altro tot di elementi, il giudice “super partes” li analizza a fondo e giudica. E’ l’essenzialità della giustizia, della giurisprudenza, del diritto. Mettere in discussione questo significa mettere in discussione tutto.
2 - “Tu dici che per Contrada c’erano riscontri: e allora perché i magistrati hanno dovuto far ricorso al concorso esterno? Se ci sono riscontri, Contrada è un mafioso, non un esterno alla mafia” - Il reato di concorso esterno (diverso dal reato di associazione mafiosa) riguarda “quei soggetti che, sebbene non facciano parte del sodalizio criminoso, forniscano, sia pure mediante un solo intervento, un contributo all’ente delittuoso tale da consentire all’associazione di mantenersi in vita, anche limitatamente ad un determinato settore, onde poter conseguire i propri scopi”. (Cass. Sezioni Unite Penali, 5 ottobre 1994)
3 - “Falcone e Borsellino utilizzarono per le loro indagini le dichiarazioni di Tommaso Buscetta (però, analizzandole a fondo!!!, piccolo particolare!)” - Cosa ti fa pensare che invece le dichiarazioni contro Contrada non siano state analizzate a fondo? Se hai delle prove del contrario, vai a denunciarle…
PS Dovremmo andarci noi in tv a discutere di queste cose, non tutti quegli incivili che ci vanno solo per insultarsi
Per Domingo. Io non so perché Rita Borsellino o Salvatore Borsellino dicano che il giudice Paolo non si fidasse di Contrada. Non conosco i due signori in questione, né il fatto che Borsellino “non si fidasse” può costituire una prova. Vista la sua rettitudine, infatti, se avesse avuto prove, avrebbe senz’altro denunciato Contrada. Per quanto riguarda la convenienza personale dei parenti di vittime di mafia, può anche essere individuata in un legittimo sfogo contro la mafia stessa, o no?
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 16:33|Quando parlo di “professionisti” della mafia, non intendo ovviamente rivolgermi a magistrati e forze dell’ordine: è lapalissiano che questi debbano interessarsi della mafia (come pure di ogni altra delinquenza). I “professionisti” sono altri e, per individuarne i libri, frequenta un po’ le biblioteche: ne rigurgitano. Personalmente, non mi interessa fare nomi: si indica il peccato, non il peccatore! È il concetto che va discusso, non il singolo individuo (che generalmente è un fuoco di paglia e dura relativamente poco).
Bravo Ciaccio, condivido al 100%.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 15:26|Per Talita: è vero che molti “sostenitori” di Falcone e Borsellino sono venuti fuori dopo la loro morte, come è vero che in molti per rendersi credibili dicono “Falcone diceva questo” o “Borsellino la pensava così”. Ciò non significa però che, quando Rita Borsellino o Salvatore Borsellino dicono che Borsellino di Contrada non si fidava, lo facciano per convenienza personale perché Paolo non può nè smentire nè confermare.
Inoltre, tu dici che la mafia è diventata “professione” per tanti (e per magistrati e forze dell’ordine è un bene potersi dedicare al 100% alla lotta alla mafia) e affermi che questi fantomatici sostenitori postmortem si sono arricchiti andando in tv e scrivendo libri. Puoi specificare di chi parli? E’ facile parlare in generale mostrando di sapere tutto, è meno facile fare nomi e cognomi e portare casi specifici.
Grazie
A Ciaccio (1). Anche a me risulta che le dichiarazioni dei pentiti abbiano trovato riscontri nelle dichiarazioni di molti uomini delle forze dell’ordine che lavoravano insieme a Contrada. Che siano stati traditi da Contrada, invece, lo dicono loro, ma senza portare prove. Il fatto che Falcone e Borsellino utilizzarono per le loro indagini le dichiarazioni di Tommaso Buscetta (però, analizzandole a fondo!!!, piccolo particolare!) non aggiunge nulla a questa discussione. Per combattere la mafia (ma anche qualsiasi altra delinquenza) ancora meglio dei pentiti – che oggi sono Vangelo – sarebbe la tortura dei sospettati: ricorrere chiaramente alla tortura sarebbe certamente più efficace e “onesto” che pendere dalle labbra di delinquenti prezzolati. Ricordati della vicenda Tortora: anche lì per molto tempo valse la parola di sinceri pentiti!
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 15:21|Io non ho alcuna convenienza a esporre le mie idee a favore o contro l’uso dei pentiti: tu sì?
Senza polemica, l’espressione idiomatica latina è “cum granu salis” (granus è un sostantivo della quarta declinazione).
Tu dici che per Contrada c’erano riscontri: e allora perché i magistrati hanno dovuto far ricorso al concorso esterno? Se ci sono riscontri, Contrada è un mafioso, non un esterno alla mafia.
Come tu chiedi, passo quindi ad argomentare il contrario, ponendo alcune domande: 1) La Cassazione ha spiegato perché non sono state prese in considerazione le testimonianze di 112 (quindi, numerosi) funzionari dello Stato, anche di alto grado, che hanno testimoniato a favore di Contrada? 2) Secondo la Cassazione non c’è stato complotto, ma sembra che l’insieme di testimonianze di un tot di delinquenti e di un tot di colleghi “sospettosi” valga di più delle testimonianze a favore. Perché? 3) I 112 “favorevoli” sono stati considerati testimoni inaffidabili? Per quali motivi?
Ripeto: IO NON SO SE CONTRADA SIA INNOCENTE O COLPEVOLE. Io pretendo dalla Magistratura che, in caso di dubbio, rilasci un colpevole piuttosto che arrestare un innocente. Io pretendo dalla Magistratura che non si accanisca contro un uomo malato, fosse anche l’anticristo. E sai perché? Le azioni della Magistratura coinvolgono tutti noi, non solo Contrada.
Infine: per carattere, non sono abituata a liquidare alcunché né con poche né con tante parole. Preferisco discutere, esponendo le mie opinioni, conoscendo quelle altrui, e ascoltandole con il massimo rispetto, pur nel mio diritto di non condividerle. Non si ha ragione solo perché si alza la voce o si trinciano giudizi sulle idee altrui. Chiaro?
Leggo in molti commenti che Contrada sarebbe stato condannato soltanto per le dichiarazioni dei pentiti: mi risulta invece tali dichiarazioni abbiano trovato riscontri anche nelle dichiarazioni di molti uomini delle forze dell’ordine che lavoravano insieme a Contrada e che da lui sono stati traditi. Al riguardo preciso a Talita: i pentiti hanno permesso di effettuare numerosi arresti illustri e di arrivare ai vertici della cupola. Anche Falcone e Borsellino utilizzarono per le loro indagini le dichiarazioni di Tommaso Buscetta e senza le dichiarazioni dei pentiti non avrebbero potuto sferrare alla Mafia l’attacco che poi hanno sferrato. I pentiti non si possono giudicare preziosi collaboratori o falsi opportunisti a seconda della propria convenienza. Secondo la legge processuale penale e la giurisprudenza prevalente le loro dichiarazioni vanno valutate cum grano salis e per essere credute necessitano di riscontri oggettivi. Evidentemente questi riscontri c’erano. O qualcuno di voi è in grado di affermare, argomentando con fatti, il contrario? Questa è la regola e deve valere per tutti, incluso Contrada. Ripeto Talita: la questione dei pentiti è complessa e non si può sempicisticamente liquidare in due parole come fai tu.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 14:36|Tutti i “sostenitori e seguaci” spuntati a frotte dopo la morte di Falcone e Borsellino sono stati ben ripagati in notorietà (trasmissioni televisive) e bei soldoni (libri, libri e ancora libri pubblicati sui due Magistrati e sulla mafia, che da molti anni è diventata “professione” per tanti). Altrettanto evidente è che tali “sostenitori e seguaci”… post mortem, hanno potuto dichiarare tutto quanto hanno voluto: tanto i due principali interessati erano defunti, non potendo così né confermare né smentire.
|Lasciato il 10 Gennaio 2008 alle 13:19|Su questo sono perfettamente d’accordo con te, Antonio. Falcone e Borsellino (soprattutto il primo) furono isolati perché accusati di protagonismo, un po’ come sta succedendo ora a De Magistris e Forleo, in una maniera che definire vergognosa è dir poco.
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 21:21|Un’ultima considerazione:chi sosteneva in Italia Falcone,Borsellino con il loro ristretto pool
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 20:55|mentre scavavano nel torbido?
mi riferisco a tutti gli altri magistrati ai politici e anche parte della stampa.
Io dico che erano isolati e dopo la loro morte QUANTI SOSTENITORI E SEGUACI CHE AVEVANO.Vecchio sistema Italico.
VIVA IL RE,dopo morto.
E’ stato un piacere
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 20:30|Per Domingo (680): Avevo capito che hai fatto copia/incolla, ma mi chiedo che senso ha? È ovvio che in una sentenza di condanna si riportino determinate testimonianze a carico, ma quella che tu hai citato – in particolare – mi sembra una presa in giro, come la mia affermazione surreale che tu mi abbia minacciato nel nostro ultimo incontro… Se io ti accuso di qualcosa che non è riscontrabile, visto che eravamo soli al momento del fatto, che peso può avere tale “prova”? Mi domando, però, per quale motivo nessuno fa copia/incolla delle 112 testimonianze a favore di Contrada: mistero! Sono anche al corrente del fatto che un Procuratore non giudica, ma al riguardo ho già contrapposto che – in quegli anni e a quel tempo – Caselli giudicava eccome, perché nessuno avrebbe osato contraddirlo (Ipse dixit). Chiaro? E inoltre: Caselli crocifisso??? E inoltre: il fatto di aver sconfitto le Brigate rosse non mette al riparo da errori né fa di Caselli una divinità. E inoltre: Caselli è appunto uno qualsiasi – come me e come te – che ha svolto la sua professione; per alcuni, l’ha svolta bene; per altri, l’ha svolta male. Fermo restando che ognuno ha diritto di pensarla come vuole.
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 20:09|P.S. Non ho mai pensato che ti dispiacesse davvero contraddirmi: anch’io scherzavo.
A Lupin XVI (679). Sono pienamente d’accordo con te sul tuo diritto di formarti opinioni come ti pare. Però non ti dispiacere che a me non piaccia Travaglio: non piace neppure a molta altra gente, ma si sa che non si può pretendere di piacere a tutti. Ti chiedevo solo di esprimere le tue opinioni con parole tue e non con copia/incolla. Visto che l’hai fatto, ti ringrazio per lo scambio d’idee.
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 19:34|Per Talita
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 17:54|ho fatto copia e incolla dal testo della sentenza d’appello, quelle che hai trascritto(“incontri ed i colloqui avuti dall’imputato con la signora Gilda Ziino, vedova dell’ing. Roberto Parisi, in relazione all’omicidio di quest’ultimo, verificatosi a Palermo il 23 febbraio 1985”) non sono parole mie.
Caselli era, ripeto, il Procuratore di Palermo, e da che mondo e mondo un procuratore non giudica nessuno e non manda in galera nessuno. A condannare Contrada sono stati i tribunali, non la Procura. Lo dimostra il fatto che Caselli è stato crocifisso per aver fatto processare Andreotti, poi assolto (per prescrizione del reato commesso fino all’80), accusato a reti unificate di aver preso un granchio colossale. Vorrei ricordare, inoltre, che Caselli è lo stesso che a Torino, con Imposimato e Dalla Chiesa, sconfisse le Brigate Rosse negli anni Settanta. Non uno qualsiasi.
PS Non è che mi dispiacesse davvero contraddirti, stavo solo usando un tono scherzoso
ogni uno di noi si crea le proprie opinioni in base a quello che legge e in base a quello che cerca. Ho dei punti di riferimento e per me gli articolo copia/incolla sono come mettere un punto di riflessione. Mi spiace che non ti piaccia Travaglio, ma io che ci posso fare? Nessuna informazione è sterile, c’è sempre il punto di vista del giornalista. E un giornalista che mi parla al 90% di fatti invece di darmi la sua opinione sui fatti, è un giornalista che apprezzo.
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 17:44|Ad Antonio D. (672). Occorre sapere che il Governo non riesce a risolvere il problema della spazzatura a Napoli, però nel 2007 ha stanziato 721mila euro per la bonifica di una discarica in Kenya, a Nairobi. Secondo Pecoraro Scanio, il nostro grande ministro dell’Ambiente, quella discarica è una «priorità» per il Governo italiano nell’ambito degli accordi di collaborazione previsti dal protocollo di Kyoto. Su questa faccenda, in cui si sospettano tangenti, sta indagando a Roma il procuratore aggiunto Maria Cordova. La magistratura napoletana si è accorta che, prima di pensare al Kenya, occorrerebbe pensare ai napoletani? No. I grandi giornali ne parlano? No, silenzio!
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 17:35|Passando al caso Contrada, un uomo malato è stato appena condannato a morire in carcere. Prescindendo dal fatto che sia giusto o meno – ma, insomma, l’Italia ha già dato, promuovendo la moratoria sulla pena di morte! – i grandi giornali ne parlano? No, silenzio!
Per Lupin XVI (675). E chi ha detto che è un male pubblicizzare un sito? A parte il fatto che tu avevi pubblicizzato un sito anonimo, e non quello di Marco Travaglio, che secondo te è un grande giornalista, mentre secondo altri è un grande niente. Quindi, se gli vuoi fare pubblicità, ne hai ogni diritto, però – partecipando a un blog – qualche volta sforzati di esprimere idee tue, senza fare continui copia/incolla oppure riferire idee altrui. Personalmente, sarei felice di conoscere qualche tua opinione genuina. Ciao
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 16:46|Per Domingo (673). Non deve dispiacerti contraddirmi, perché in un blog è normale discutere e contraddirsi. Per quanto riguarda inquirenti e giudicanti – specialmente a Palermo e negli anni di Caselli – qual è la differenza??? Abbiamo assistito (e purtroppo continuiamo ad assistere) a interminabili serie di “Ipse dixit”.
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 16:36|Mi intrometto anche nelle tue successive parole, a proposito degli “incontri ed i colloqui avuti dall’imputato con la signora Gilda Ziino, vedova dell’ing. Roberto Parisi, in relazione all’omicidio di quest’ultimo, verificatosi a Palermo il 23 febbraio 1985”: ho intenzione di denunciarti per l’incontro avuto con te il 5 gennaio 2008, quando mi hai brutalmente minacciato per farmi tacere. Ricordi? Eravamo soli, io e te…
x talita
non ci trovo niente di male nel pubblicizzare il sito di Marco Travoglio - http://www.voglioscendere.it - Credo che sia tra i giornalisti con più documentazione in archivio di chiunque altro. Sarebbe il giornalista perfetto per intervistare i ns. politici dopo una giornata di lavoro, altro che Vespa!!!
Forza Travaglio!!!
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 16:20|@@ Egregio Domingo @@
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 16:17|Quali nomi e cognomi vuoi?
Mi riferisco chiaramente a tutta la sinistra che in Italia in questi anni non ha fatto altro che tutelare(come sempre) tutti i condannati appartenenti alla loro area politico culturale
e demonizzare (i nemici) di estrazione politico culturale diversa.
Che a sinistra ci sia benevolenza di parte della magistratura(quella che conta)sono solo i beneficiari di questa situazione a negarlo.
I nomi di chi ha usufruito della libertà per interessamento della sinistra li conoscono tutte le pietre d’Italia.
Per Cico
|Lasciato il 9 Gennaio 2008 alle 12:49|la prossima volta i punti, le virgole e gli accenti lasciali sotto, ci penso io ad aggiungerli.
Per Talita
Mi spiace contraddirti su Caselli ma non è affatto il magistrato che ha condannato Contrada. Caselli era procuratore di Palermo, il che significa che faceva parte del collegio inquirente e non giudicante. Ad averlo condannato sono stati prima il Tribunale di Palermo, poi la Corte d’Appello e poi la Cassazione. La sentenza di assoluzione di cui parli, sempre della corte d’Appello di Palermo (altra sezione), fu rigettata dalla Cassazione che dispose la ripetizione del processo d’appello affidandolo ad un’altra sezione.
Per Giancarlo
Io non so perché un testimone ha detto una cosa e un altro ne ha detta un’altra, quindi su Caponnetto non posso risponderti.
Infine, mi preme precisare due cose: la prima è, caro Antonio, che non è superfluo indicare da chi è formato questo “movimento giustizialista” di cui blateri, che “a seconda del l’estrazione politica dei soggetti imputati,si schiera contro o a favore,ed agisce poi di conseguenza”. Fai i nomi, forza, o non li fai perché sai benissimo che puoi essere smentito?
Seconda cosa, riguardo alla strage di via d’Amelio. Contrada non si trovava sul posto ma su una barca, in alto mare, con un commerciante vicino alla mafia, Gianni Valentino, ed un funzionario del Sisde, Lorenzo Narracci. La bomba esplode alle 16.58, nel giro di 100 secondi (secondo i tabulati) arriva una telefonata a Valentino, e parte dal telefono di Contrada una telefonata al centro Sisde. Queste due telefonate, secondo Contrada, erano la prima della figlia dell’amico, che diceva al padre che c’era stato un attentato; la seconda, di Contrada che si informa presso il Sisde. Come potesse, la figlia del commerciante, sapere subito che si era trattato di un’attentato quando la gente normale lo scoprì soltanto dopo le 17.30, non è dato sapere.
Sia chiaro che questo è solo un mistero: non è una prova a carico di Contrada.
Queste sono invece alcune (specifico alcune) delle prove a carico, estrapolate dalla sentenza d’appello:
1 la ritenuta agevolazione dell’allontanamento dall’Italia di John Gambino nel contesto e nel periodo del finto sequestro del banchiere Michele Sindona
2 l’intervento dell’imputato nel procedimento di rinnovo del porto di pistola all’indagato mafioso Alessandro Vanni Calvello
3 la condotta tenuta dell’imputato a seguito di una conversazione telefonica intercorsa ed intercettata il 7 ottobre 1983 tra l’imputato e Antonino Salvo ed il successivo incontro con lo stesso
4 gli incontri ed i colloqui avuti dall’imputato con la signora Gilda Ziino, vedova dell’ing. Roberto Parisi, in relazione all’omicidio di quest’ultimo, verificatosi a Palermo il 23 febbraio 1985
5 l’agevolazione della fuga dall’Italia di Oliviero Tognoli e le reazioni dell’imputato e degli ambienti istituzionali alla divulgazione, fatta nel 1989 su un noto settimanale, della notizia che lo stesso Contrada ne sarebbe stato responsabile.
Quanno cè vò cè vò
PS Cico firmati lo so che mi conosci…se no non scrivevi saluti da Ostuni
Vorrei in tema di giustizia,discutere su questo post(su altri di questo blog non è possibile causa “invasioni demenziali”)di una questione che sicuramente ha carattere penale,ma che invece non viene presa in considerazione.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 23:27|Mi riferisco al problema rifiuti a napoli e in gran parte della campania.
Domando:com’è possibile che uno o più magistrati intercettano telefonate del tipo (berlusconi a napoli o quella con il responsabile rai)si dia questa un carattere penale e/o morale molto grave e invece per la faccenda rifiuti non c’è uno straccio d’intervento di uno solo di magistrato visto che certamente ci sono atti penalmente gravi in questa faccenda.
Siccome i cittadini pagano la TARSU e anche abbastanza alta.Siccome i comuni e/o le province sono piene di debiti rispetto alla spesa della raccolta e smaltimento dei rifiuti.Che fine hanno fatto la valanga di miliardi che per anni “tramite le TASSE SUI RIFIUTI” I COMUNI HANNO INTASCATO?
Perchè non è intervenuto mai nessun magistrato ad indagare su fatti gravissimi?Perchè sono latitanti sui fatti che avvengono in tutti i comuni in provincia di napoli?
Nel mio comune alle porte di napoli siamo stati rapinati dalla fame di lupimannari che ci hanno spolpato .Pensate che paghiamo per una raccolta differenziata che non c’è mai stata.
Questo comune sciolto x infiltrazioni camorristiche con un commissariamento in atto.
ma i colpevoli di tutto cio non vengono perseguiti.
I cittadini non sono mai tutelati.
Per le strade di questo comune ci sono più cumuli di spazzatura che numero di abitanti dell’intero comune che all’ultimo censimento di qualche anno fa contava circa 100.000 abitanti.
Sapete l’ultima,sono in arrivo le cartelle esattoriali per la TARSU.
Il problema e che nessuno all’infuori di pochi di noi ha le palle per non pagarla.
I ricavi della tarsu sono serviti anche per altri scopi personali dei responsabili ,ma non c’è un giudice che interviene e fa giustizia x i cittadini.
Bisognerebbe andare con l’immondizia e le cartelle esattoriali davanti al comune e farne un bel falò.
Ma voi capite che dramma? qui non si arriva a metà del mese nemmeno con i sacrifici e questi ci
rapinano con una tassa iniqua e dal costo altissimo(euro 2,55 x mq,salvo ulteriori aumenti)io abito in un’appartamente di 80mq=2 camere un bagno e cucina,in fitto x 500 euro mensili e dovrò pagare euro:220,00circa .
Questo dovrebbero accertare “se c’è ne sono “giudici con la g maiuscola,di quelli che sanno onorare la loro missione,il loro ruolo a tutela della giustizia e dei deboli.MA DOVE SONO?
Caro Domingo perchè Caponnetto al processo ha dichiarato che alla fine di un colloquio Falcone dopo aver salutato Contrada si è pulito la mano nei pantaloni??? E’ stato dimostrato che è falso.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 20:49|E quali sono le prove contro Contrada se non le illazioni dei pentiti dopo la creazione della DIA.
Anche con Tortora i colpevolisti erano tanti, ma
proviamo a pensare un solo attimo se capitasse a noi una ingiustizia del genere..c’è da morire.
Io ritengo che la giustizia Italiana non sia tale
e troppe persone attendono risposte che non avranno mai!! Pensate alle vittime di Ustica!!
Quale mafioso poi non accuserebbe il suo incarceratore dietro immunità e lauti compensi??
In Italia il presidente di magistratura democratica ha detto alla radio qualche anno fa,
che la giustizia in Italia può essere garantita
solo da una magistratura di sinistra…E’ CHIARO??
Allora i mafiosi facciamoli parlare con sistemi
Komunisti e potremmo vergognarci molto meno, con
risultati inimmaginabili!!
Ad Antonio D. (668). Ho controllato ed è proprio così: si può dire che è una tragedia annunciata! D’altra parte, in quel tribunale c’è stato un brutto precedente: nel 2004 dovette decidere per il differimento della pena o per gli arresti domiciliari di un calabrese (Francesco Racco), commerciante ambulante di 58 anni detenuto nel carcere di Secondigliano, dove doveva scontare una condanna a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. Gravemente malato, il Racco era stato trasferito a Secondigliano per sottoporsi tre volte alla settimana alla dialisi nel centro clinico. Il suo avvocato chiese più volte il differimento della pena, gli arresti domiciliari o almeno gli arresti in ospedale, ma il Tribunale respinse tutte le domande (di cui l’ultima fu presentata 14 aprile e respinta il 9 giugno 2004): nel mese di luglio 2004 il Racco fu trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, dove giunse cadavere. Questo è quanto! Però mi fanno sghignazzare tutti quelli che si entusiasmano perché l’Italia ha promosso la moratoria per la pena di morte!!! Guardiamo prima in casa nostra!
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 20:36|Grazie, piccoliAnarchiciCrescono. Discutevo solo sull’opportunità di un blog anonimo… Se si tratta di sentenze, si possono leggere integralmente in vari siti e quindi è inutile che Lupin XVI pubblicizzi uno specifico sito. Però, se lui è contento di farlo, sono felice per lui…
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 20:09|@@ X Talita @@
Su televideo rai pag,831 ore 15,16:il magistrato di sorveglianza di S,M. Capuavetere rigetta l’istanza di differimento della pena x Contrada.
## pag, 832 sempre telev rai ore 16,44:la Cassazione:Contrada è colpevole,contro di lui nessun complotto da pentiti.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 20:07|Le accuse non sono ne trame calunniose ne mistificatorie.
Caro dottor Contrada,confida solo nella giustizia Divina.
TALITA, il link e il materiale postato da Lupin XVI sono gli stessi che trovi nel sito di Marco Travaglio e sono sentenze vere, che ogni cittadino può leggere.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 19:51|Ad Antonio D. (665) Sono assolutamente d’accordo con te. Il problema è se concederanno o meno un nuovo processo a Contrada. Per esempio, la richiesta di differimento della pena per Contrada sarà discussa il 10 gennaio presso il Tribunale di sorveglianza di Napoli, il cui presidente è il magistrato Angelica Di Giovanni. La Di Giovanni, in occasione di un provvedimento disciplinare nei suoi confronti, è difesa dall’ex procuratore di Palermo Giancarlo Caselli, che è poi il magistrato che ha condannato Contrada. Dunque la Di Giovanni stessa dovrebbe pronunciarsi a favore di una persona a suo tempo condannata dal suo attuale difensore, ossia Giancarlo Caselli. Io non ho elementi per dubitare dell’onestà e del senso di giustizia della Di Giovanni, ma non mi sembra per niente corretto che debba essere proprio lei a decidere in questo caso…
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 19:40|Contro B,Contrada ci sono diverse accuse che non concordano ed altre con riscontri errati.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 19:07|A favore diverse testimonianze non prese in considerazione.
Se colpevole o innocente può essere stabilito solo da un nuovo processo che faccia giustizia nel senso più nobile della parola.
Per quanto riguarda la salute del Generale,in Italia vige da anni un movimento opinionista/giustizialista che a seconda del l’estrazione politica dei soggetti imputati,si schiera contro o a favore,ed agisce poi di conseguenza.
Superfluo dire chi sono e per chi si sono mossi a favore.
A Lupin XVI (661). E io ho i miei motivi per giudicarli male. Se apri un blog, devi dire chi sei, altrimenti sei considerato del tutto inattendibile, qualunque sia il contenuto delle tue comunicazioni.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 18:59|Ho letto in questo blog due concetti interessanti:
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 18:51|1) “si può leggere ovunque che Falcone e Borsellino non si fidavano di Contrada”: non so che cosa significhi “ovunque”, ma il fatto è che Falcone e Borsellino non hanno mai dichiarato di non fidarsi di Contrada; non ci sono infatti né documenti né atti dei due giudici, che lo provino. Lo dichiarano quindi i “Sopravvissuti” (familiari e colleghi), che parlano in nome e per conto dei defunti, i quali però non possono più né confermare né smentire. A me risulta, invece, che Contrada sia in possesso di una lettera d’encomio firmata da Falcone (ho detto “risulta”, perché io non l’ho mai vista, ma ne ho letto in diversi articoli di giornale).
2) “Al processo ci fu la testimonianza di una signora (Gilda Ziino, vedova dell’ing. Roberto Parisi, assassinato a Palermo il 23 febbraio 1985) che fu minacciata da Contrada (”devi stare attenta, hai anche un bambino piccolo…”) prima e dopo il suo colloquio con Falcone, di cui Contrada non fu ovviamente messo al corrente”: non dubito che la signora abbia rilasciato tale testimonianza, ma una testimonianza non è una prova. Suppongo che la signora abbia dichiarato di trovarsi sola con Contrada, in quella circostanza. Un’altra testimonianza è stata distrutta in aula: un carabiniere aveva confidato a un magistrato che Contrada era stato visto sul luogo dell’esplosione che costò la vita al giudice Borsellino. La notizia (falsa) circolò per anni, fino a quando Contrada in aula non presentò l’elenco delle persone (ufficiali di polizia e carabinieri) che erano con lui, su una barca in alto mare, nel momento in cui Borsellino moriva. Dunque: una testimonianza non è una prova.E inoltre: come si fa a contestare un testimone che, al momento della circostanza riferita, si trova solo con l’accusato?
Talita@@
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 18:44|non postate ne con anonimi ne con provocatori.
chettefrega, le sentenze sono reali. Avranno i loro motivi per restare in anonimato.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 18:39|In questo blog è stato indicato – come depositario della verità sulle sentenze relative a Contrada – il blog http://toghe.blogspot.com/2008/01/le-sentenze-su-contrada.html)? C’è una cosa che mi inquieta al riguardo: tale blog è praticamente anonimo. L’incipit della Presentazione recita “In questo blog si parla dei problemi dell’amministrazione della giustizia in Italia”: “si parla” è una formula impersonale; manca il soggetto. Qual è il soggetto? Me lo può dire chi pubblicizza il sito? Grazie
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 17:42|Dall’alto dei suoi 24 anni,la sua grande esperienza,cosa ne puoi sapere tu Talita lui negli anni 80 gia ne era a conoscenza.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 17:38|Ciao da ostuni
A Domingo (655). Così è, se ti pare. Ma per amore di discussione, contrappongo alle tue puntuali osservazioni quanto segue.
“ogni giorno l’avvocato del sig. Contrada che urla allo scandalo, oscurando invece le opinioni di chi lo ritiene colpevole”: l’avvocato di Contrada fa comprensibilmente il suo mestiere, mentre non mi sembra che oscuri le ineffabili dichiarazioni di persone che pretendono particolari privilegi solo pronunciando la parola “mafia”.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 17:26|1) “Tre sentenze di tre tribunali diversi”: tra cui anche un’assoluzione o mi sbaglio?
2) “chi lo ritiene colpevole (con le prove)”: con alcune prove accettate dai giudici e con altre prove (dichiarazioni di 112 funzionari dello Stato, che in aula hanno testimoniato a favore di Bruno Contrada) rigettate.
3) “basta guardare bene la sentenza di condanna per vedere che le prove a suo carico sono tante”: sono tante anche le prove a discarico.
4) “nel 2007 le possibilità che un uomo sia condannato per errore (anche in Cassazione) sono pari allo zero”: e perché mai?
5) “non vuol dire che esista la possibilità che essa [la revisione del processo] ci sia davvero”: non esiste la certezza che sia concessa, ma esiste senz’altro la possibilità, senza la quale non si proverebbe neppure a chiederla.
6) “a cui [a Contrada] la grazia non si può e non si deve concedere”: Contrada non ha mai chiesto la grazia, bensì il differimento di pena per motivi di salute.
7) “non capisco questa sfiducia nella giustizia, teleguidata dalla nostra informazione”: premettendo che, personalmente, mi rifiuto di farmi teleguidare da chicchessia, non mi sembra che tutti i magistrati – indistintamente – meritino la mia fiducia.
9) “fatti inequivocabilmente accertati da quindici anni di iter giudiziario”: inequivocabilmente, secondo alcuni; non così chiaramente, secondo altri.
Ciao
Per Antonio D(649)
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 16:59|1-Quando governava il centrodestra non c’era satira in tv. E non c’è nemmeno adesso. Luttazzi e Sabina Guzzanti sono stati cacciati dalla Rai a calci nel culo per aver detto cose che non andavano bene al caro Cavaliere.
2-Il direttore di Rai1 è Del Noce (ex parlamentare di Forza Italia), quello di Rai2 è Marano (Lega Nord), la maggioranza nel cda è in quota centrodestra: Urbani (Fi), Petroni (tornato al suo posto, Fi), Bianchi Clerici (Lega), Malgieri (An), Staderini (Udc), totale 5 consiglieri, contro Curzi (Prc), Rizzo Nervo, Rognoni e il presidente Petruccioli (tutti del PD), che sono quattro. A parte il fatto che si tratta della lottizzazione più scandalosa della storia della Rai, non si può dire che sia in mano alla sinistra.
Oltre alla Rai, poi, c’è Mediaset, notoriamente una tv comunista, così comunista che il proprietario è Berlusconi.
Ultima cosa: se cerchi di informarti, leggerai ovunque che Falcone e Borsellino non si fidavano di Contrada. Al processo ci fu la testimonianza di una signora (Gilda Ziino, vedova dell’ing. Roberto Parisi, assassinato a Palermo il 23 febbraio 1985) che fu minacciata da Contrada (”devi stare attenta, hai anche un bambino piccolo…”) prima e dopo il suo colloquio con Falcone, di cui Contrada non fu ovviamente messo al corrente. Questi sono i fatti, cari miei!
Mi aspetto due cose ora: o mi smentite (difficile), o mi date del comunista (facile). A voi la palla
Bravo Lucifero. Servono fatti, non pugnette!
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 16:45|Chi pontifica che Contrada è innocente non è allo stesso livello di chi pontifica che è colpevole, perché chi pontifica che è colpevole ha dalla sua parte tre sentenze di tre tribunali diversi. Con ciò non voglio dire che sia vietato ritenerlo innocente, ma non è giusto equiparare chi lo ritiene innocente (senza prove) da chi lo ritiene colpevole (con le prove).
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 16:43|Se vogliamo parlare degli anni 70 e 80 e degli errori giudiziari di quegli anni è un conto, ma sappiamo tutti e due che nel 2007 le possibilità che un uomo sia condannato per errore (anche in Cassazione) sono pari allo zero.
Il reato di concorso esterno non è “fumoso” nè comodo in assenza di prove: ti basta guardare bene la sentenza di condanna per vedere che le prove a suo carico sono tante. Se non fossero state così tante sarebbe stato assolto per insufficienza di prove. Quanto alla revisione del processo, il fatto che egli la chieda, che i suoi avvocati la chiedano e che qualche politico la considera “un atto dovuto” non vuol dire che esista la possibilità che essa ci sia davvero. E’ come se Totò Riina, che si è sempre proclamato innocente, chiedesse la revisione del processo: una cosa è chiederla, altra cosa è ottenerla. Se Contrada la otterrà, sarò felice di cambiare opinione in nome di una verità più certa: ma finchè Contrada resta un condannato per mafia, continuerò a considerarlo un condannato per mafia, a cui la grazia non si può e non si deve concedere.
Ultime due cose: è ovvio che entrambe le nostre posizioni, seppur opposte, hanno la loro dignità. Non mi sognerei mai di spacciare le mie parole per la verità divina. E’ solo che non capisco questa sfiducia nella giustizia, teleguidata dalla nostra informazione che ospita ogni giorno l’avvocato del sig. Contrada che urla allo scandalo, oscurando invece le opinioni di chi lo ritiene colpevole e oscurando, soprattutto, i fatti inequivocabilmente accertati da quindici anni di iter giudiziario.
Chiarisco il fatto dei commenti: ero assente dal blog da prima di Natale, ma fino ad allora commentavo spesso. Mi riferivo a quello quando dicevo che lascio post da piu di un mese.
Saluti
A Domingo (652). Vedo che tu approvi entusiasticamente il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa” e io rispetto la tua opinione, che però si discosta dalla mia. Non mi interessa affermare che tale reato sia inventato o sia irrisorio; ribadisco invece che non è contemplato nel nostro Codice penale ed è “fumoso” e – a volte – anche comodo, in assenza di “prove provate”. Questa è ovviamente la mia opinione e non una verità rivelata.
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 15:46|A prescindere dalle verità scientifiche, sono propensa al dubbio e ti invidio un po’ le tue certezze, basate sui tre ordini di giudizio. Se i tre ordini di giudizio fossero assolutamente garanti della verità, non si dovrebbero mai verificare errori giudiziari (o no?). Nel caso di Contrada, poi, le stranezze procedurali sono state molteplici: se le vogliamo vedere, le vediamo; altrimenti, le ignoriamo. Entrambi gli atteggiamenti sono legittimi, a patto che abbiano la stessa dignità nell’ambito di una discussione.
E ancora: non ti sembra che chi pontifica che Contrada è innocente sia assolutamente allo stesso livello di chi pontifica che Contrada è colpevole? Attenzione: se esiste la possibilità che Contrada ottenga una revisione del processo, nei tre gradi di giudizio non deve essere andato proprio tutto diritto… Personalmente, sono per la sospensione di giudizio: staremo a vedere…
Infine: Non ho mai letto tuoi post prima del 617, né ho ritenuto che tu fossi un incivile. Ho solo notato, e lo confermo, che l’espressione “Marcisca in galera fino alla morte” fa’ più male a te, in quanto rivela un desiderio di vendetta nei confronti di un “nemico” e, come sai, l’odio fa male soprattutto a chi lo prova.
Ti saluto anch’io
…qui le sentenze di Primo e Secondo grado del Sig. Contrada. I fatti, quelli che chi fa la tv si scorda sempre nel cassetto…
http://toghe.blogspot.com/2008/01/le-sentenze-su-contrada.html
|Lasciato il 8 Gennaio 2008 alle 15:25|Per Talita
Ribadisco che il reato di concorso esterno, come altre misure per combattere la mafia (una su tutte il 41 bis), fu chiesto e voluto da Falcone e Borsellino. Il fatto che la Cassazione lo abbia introdotto (seppur informalmente) dopo la loro morte non vuol dire nulla. E’ l’unico modo di descrivere il collaborazionismo di certe istituzioni con l’organizzazione criminale, e non si può dire nè che sia un reato inventato nè che sia irrisorio.
Nel caso non lo sapessi mi sono informato anch’io sulle sentenze (su quella di secondo grado, dato che le motivazioni della sentenza definitiva non sono state ancora depositate), e non sul sito di Contrada (che non ho visto ma di cui non credo di potermi fidare) ma su altri siti non certo forcaioli, segnalati anche da Wikipedia.
Con il verbo “pontificare” ovviamente non mi riferivo a te ma a chi pontifica, appunto, che Contrada è innocente, che è una vittima, senza conoscere nulla del processo e delle prove a suo carico.
Inoltre, se ho detto che “per essere condannato anche in Cassazione qualcosa a suo carico deve esserci”, non è per far capire che non mi sono informato a riguardo, ma solo per evidenziare che un po’ di fiducia nei giudici (non di un tribunale, ma di tre tribunali diversi) non guasterebbe.
Ultima cosa: il “marcisca in galera” non è un qualcosa di personale nei confronti di quest’uomo, ma semplicemente uno sfogo nei confronti di qu