Archivio del mese di Dicembre 2007

“La pena, il carcere, la morte”

Dicembre 29

Bruno Contrada

La lettera scritta dall’ex funzionario del Sisde Bruno Contrada il 17 dicembre dal carcere militare di Santa Maria Capua Vetere e pubblicata dal quotidiano il Foglio:

”La pena, il carcere, la morte. Non tutti sanno che la morte viene irrogata a condannati, spesso colpevoli e talvolta innocenti, non soltanto in unica e istantanea soluzione con una iniezione letale o con una scarica elettrica o con un cappio al collo o con un proiettile alla nuca; essa è anche inflitta, non istantaneamente, ma nel tempo, con ceppi inutili e inumani su corpi martoriati dalle infermità e dalla senilità, molto vicini all’ultimo passo. Anch’essa è una condanna a morte, sebbene dilazionata nel tempo. Non è forse lecito pensare e dire ciò alla lettura di qualche provvedimento giudiziario in materia di carcerazione? Mi riferisco alla nostra Italia e non alla Cina, agli Usa o all’Arabia Saudita!”.

Buone Feste

Dicembre 21

Il nostro Natale. In soldoni.

Dicembre 20

Il caro-benzina, il caro- autostrade, il caro-pane e il caro-pasta. Ogni giorno ce n’è una. I prelievi fiscali diretti o sotto forma di rincari danno un colpo gravissimo all’economia familiare italiana. Due anni fa, i sostenitori di Prodi, i sindacati, gli attuali partiti di governo guidavano una campagna mai vista sull’impoverimento del Paese. Ricordate la famigerata “ultima settimana”?Eppure, i consumi andavano meglio di adesso ed il Paese era complessivamente più ricco. Oggi tutto va peggio ed il governo si mostra assolutamente immobile ed incapace di affrontare perfino la più evidente emergenza, come la domanda di sicurezza che viene dal paese reale. Ma i toni dell’informazione sono tranquilli, più soffusi, Prodi fa qualche battutina contro le drammatizzazioni, i sindacati non riescono neppure a metter al centro dell’attenzione la tragedia della ThyssenKruppp. Napolitano verrà ricordato in futuro come il primo Presidente della Repubblica di provenienza comunista che, nei giorni del più grave incidente sul lavoro, festeggia S. Ambrogio alla Scala con i capi di stato stranieri. Si capovolge il mondo, ma quelli che stavano sotto, vanno ancora più giù. Voi cosa ne pensate? Mi piacerebbe in questi giorni di festa raccogliere opinioni concrete, non ideologiche, dei problemi reali delle famiglie italiane, di fronte al carovita, al caos dei trasporti alle quotidiane paure, piccole e grandi. Potreste aiutarci a scrivere, con esempi vissuti, il capitolo dell’ultima settimana dell’anno, in bilico tra festa ed amarezza.

Edizione del 20/12/2007

Dicembre 20

Edizione del 19/12/2007

Dicembre 19

Edizione del 18/12/2007

Dicembre 18

Un polverone Speciale

Dicembre 17

Tutti parlano della riammissione al vertice della Guardia di Finanza del Generale Speciale, decisa dal Tar del Lazio. Ma se provate a chiedere perchè Speciale fu rimosso 1 su 3, o forse su 2 interrogati, vi risponderanno genericamente che la causa è uno scandalo sull’uso di aerei e di elicotteri dei Corpo a scopi personali. E’ il polverone di regime che avanza, guidato da quella Repubblica che si sta candidando a diventare la Pravda in guanti bianchi della nostra epoca. (more…)

Graffi quotidiani edizione 17/12/2007

Dicembre 17

Edizione del 14/12/2007

Dicembre 14

Fate la faccia feroce

Dicembre 12

E’ talmente inveterata l’abitudine al teatrino delle parole senza logica , nè conseguenze, che ormai non riusciamo ad evitarlo neppure quando ci danneggia. Il Governo ha risposto allo sciopero degli autotrasportatori annunciando la linea dura e la precettazione. Cosa significa? Nulla. La conseguenza è qualche scaramuccia e qualche arresto, frutto casuale di litigi da strada. Un governo serio deve sapere che se interrompe la trattativa e annuncia misure estreme, deve essere pronto ad organizzare convogli scortati per forzare i blocchi e rifornire la cittadinanza di benzina e generi di prima necessità. Siccome l’intervento dell’esercito non è all’ordine del giorno , allora bisognerebbe trattare ed evitare dichiarazioni pagliaccesche che esasperano ancora di più gli animi. Anche gli autotrasportatori dovrebbero riflettere. In questo blog troveranno una  maggioranza di commenti che, in un modo o nell’altro, li sostiene, incitandoli a continuare con la lotta dura. Eppure, ci sono tanti commenti di persone perbene danneggiate dalla loro scelta. E molte dicono di condividere i contenuti. Non sarebbe più giusto trovare una forma che permette anche agli altri di partecipare, di manifestare la solidarietà, piuttosto che arroccarsi in una protesta dalla faccia feroce? Tra i ruggiti minacciosi del governo e la paralisi dei consumi di prima nessità , il cittadino mite, che non vuole o non può fare la faccia feroce, cosa fa? La domanda è semplice forse (come sostengono alcuni)borghese, formulata da chi conosce poco la sofferenza. Probabilmente è il quesito dei più deboli e disperati di tutti: quelli che non hanno neppure una categoria in compagnia della quale fare la faccia feroce.