Bye bye grembiule

Novembre 29

Videoinchiesta realizzata da una studentessa della Lumsa di Roma (blog: www.nonsolosabato.blogspot.com):

      

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32 commenti a “Bye bye grembiule”

  • 32. italiano scrive:

    caro pippo
    La guerra in Iraq per l’Americana è persa?
    Non si sà ancora…
    Ma il costo è stato di 3 milioni di miliardi di dollari secondo alcuni.
    700 miliardi di dollari sono solo i soldi che l’america ha investito nella recente crisi economica.
    Ecco perchè adesso gli USA stanno cambiando faccia (e colore).
    Troppe spese senza ottenere nulla.

  • 31. attivista nato scrive:

    maledetti fascistoidi berlusdconiani…ficcatevelo nel culo il vostro grembiule…

  • 30. Amici della J e DI lotta continua scrive:

    Ma dimmi cosa ti risolve il grambiule ?Non aveva proprio altro da inventare quella scema della Gelmini..COJONA!

  • 29. La J scrive:

    Il grembiule “nasconderà” anche le differenze economiche del singolo individuo ma ne spegne lo stile e l’originalità.
    Diventeremo come dei piccoli soldatini …tutti uguali e da monopolizzare. Questa è UNA DEMOCRAZIA NON UNA DITTTATURA! by 16enne incazzata

  • 28. LOTTA CONTINUA scrive:

    Il grembiule ve lo potete ficcare dove so io..

  • 27. pippo scrive:

    Se “Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica” l’attuale presidente americano non brilla certo per intelligenza e strategia…
    In sei anni di guerra in Iraq l’america ha speso circa 600 miliardi di dollari e non ha ottenuto nessuna vittoria…
    Sono morti 1.200.000 civili irakeni , qualche migliaio di soldati americani, il paese è stato distrutto con tutte le sue infrastrutture e gli americani non hanno ottenuto niente!
    Impossibile sfruttare il petrolio per mancanza di infrastrutture e di gente disposta a estrarlo, non si è riusciti a scrivere una fine a questa guerra e serviranno altri soldati americani che andranno a immolarsi senza ottenere niente.
    BELLA STRATEGIA:
    600 miliardi di dollari senza alcun ritorno economico se non qualche milione di morti.

  • 26. Rat de caz scrive:

    No ..oooooo ..oooo!
    Il grembiule a scuola, NOOOOOO ….
    E’ brutto dirlo ma questo problema è veramente, ma veeramente importante per tutta l’umanità.
    Sono quasi tentato di investire del problema uno di quei coglioni di extrasinistri ancora presenti al parlamento europeo affinchè facciano un serio dibattito e difendano la LIBERTA’ PERSONALE di andare a scuola vestito come uno meglio crede.
    Viva il pircing, viva i tatuaggi, viva il nudo a scuola.
    …… Poi vieni da me che te lo do’ io lo psicologo per la soluzione dei problemi.
    P.S.
    Ai genitori due alape sonore e precise.

  • 25. nicole scrive:

    io sono assolutamente contraria all’uso dei grembiuli alle scuole medie.
    io ho una nipote che l’anno prossimo farà la prima media non sapete che scenata ha fatto quando ha saputo la notizia!!gli scendevano delle lacrime ed io ero l’unica ad appoggiarla dice che lei i grembiuli non se li metterà quindi non andrà a scuola!IO VE LO DICO E LO RIPETO I GREMBIULI ALLE MEDIE?? NON SE NE PARLA PROPRIO!

  • 24. francesco scrive:

    si sono favorevole, a mè piaceva. l’ho potrato fino alla quinta elementare, mi salebbe piaciuto anche alle medie.

  • 23. francesco scrive:

    Sono favorevole al grembiule, io lo proporrei anche alle medie sia femmine che mashietti. Io l’ho portato finoalle elementerie il primo anno di medie. Mi piaceva molto, una tuta nuova tutti giorni costa parecchio, se poiè firmata….Trovo giusto il ritorno del grembiule nella scuola dell’obbligo fino alla terza media tutti indistintamente. Il colore lo deciderà la scuola deve essere lungo al ginocchio e abbottonato dietro, perchè diversamente lo porteranno slaciato, e dà quel senso di trasandato.

  • 22. francesco scrive:

    Sono favorevole al grembiule ai miei tempi era obligatorio, fino alla quinta elementare,era nero lungo al ginocchio,clletto bianco con nastrini azzurro, mi piaceva molto, alcuni avevano la gala dietro, per le bambine era bianco non capisco perchè da qualche anno non si porta più. Meglio di una tuta firmata costa troppo e una nuova tutti i giorni costa parecchio, mentre il grembiule ti accompagna tutto l’anno. se fosse stato possibile l’averi potrato pure alle medie. In fondo nella vita chi non ha mai portato un camice, per il lavoro.
    mi piaceva molto, come ai miei compagni.

  • 21. anna zas friz scrive:

    Io sono andata a scuola 30 anni fa si usava il grembiole e lo ho usato anche i primi anni di lavoro perchè il mio direttore voleva che avessino in tasca matita, penna, blocchetto per le note. Devo dire la verità me ne sono liberata molto volentieri altrimenti sembrava di essere sotto naia.
    Cordialità

  • 20. Maurizio scrive:

    Caro Direttore Liguori,lei e uno
    dei rari gionalisti onesti e che dice le cose
    come stanno.
    Gli auguro lunga vita e tanto coraggio,
    perche’in questa ITALIA che non va’ c’e’ ne vuole di coraggio;tanto,tanto,tanto.
    Grazie di cuore direttore

  • 19. Maurizio scrive:

    Io da Italiano emigrante in Francia da 18anni,
    spero che questa situazione di stallo che sta vivendo la mia Italia finisca al piu’ presto possibile,mi vergogno soltanto a pensare che in Italia esistono (ministri)come ;di liberto,pecoraro scanio,caruso,visco,padoa schioppa,mastella,follini,bossi,calderoli,borghezzzi ecc….no scusate dimenticavo mortadellone o meglio il dormiglione e perche’ no!anche il loro napoletano che non pensa all’italia ma soltanto al futuro della ormai ex unione rossa.
    Mi vien da dire in poche parole povera mia Italia;sperando ad un futuro migliore,IL VOTO AL PIU’ PRESTO POSSIBBILEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE

  • 18. Ross scrive:

    Anna lei sta facendo un miscuglio di tutto. Cominciamo dall’argomento che ha aperto il dibattito. Io ho detto la mia, lei ripete le stesse cose, è inutile continuare. Però insisto col dire che il confronto “sociale” resta anche con il grembiule e resta al di fuori della scuola (tra l’altro la maggioranza dei bambini delle elementari non frequenta il tempo pieno).
    - Non ho mai detto che gli orari per andare a dormire li impongono i figli. Capiterà anche questo nell’infinita varietà di casi, ma spero che ancora oggi resti un eccezione. Ma che a 10-11 anni si debba andare a dormire alle 21:00 è ridicolo oggi come 30 anni fa. Ne ho 37 so di cosa parlo. Se poi lei andava a letto alle 21 (ma a che età me lo vuole dire?) non cambia la realtà delle cose. E la tendenza dei ragazzini ad andare a dormire sempre più tardi è un fatto, che dipende in primo luogo dai genitori, e poi dalla tv che inizia la prima serata a orari assurdi. Siccome è un fatto se ne deve tenere conto.
    - orari scolastici. Lei ha fatto il doposcuola da piccola, che devo dirle? Mi dispiace per lei, che si è persa un sacco di pomeriggi libera di gestirsi e di imparare a cavarsela da sola nel fare i compiti e nel resto. Si è persa le ore di luce d’inverno quando le giornate sono corte, e si è persa il bel tempo primaverile e estivo del primo pomeriggio. Oggi non c’è il doposcuola, c’è il tempo pieno che è diverso. Se è fatto bene non dovrebbe prevedere attività pesanti di pomeriggio, ovvero spiegazioni interrogazioni e compiti in classe, ma attività complementari. Per svolgere le quali occorrerebbero spazi e attrezzature adatte che tantissime scuole non hanno. A parte il fatto che ancora un paio di anni fa quasi la metà delle scuole non era a norma per qualcosa (sa che vuol dire?), ma anche scuole a norma in tantissimi casi non hanno spazi che non siano quelli delle aule e poco altro. Aule illuminate al neon, la luce peggiore (ormai è provato) per un bambino in crescita, in cui sono costretti 8-10 ore al giorno dal lunedì al sabato, se poi sono iellati anche per settimane durante le vacanze, se hanno genitori (o il genitore) sempre assenti per lavoro. Questa non è la vita adatta a bambini di meno di 10 anni, perché si tratta di una costrizione continua in un recinto, sempre impegnati in orari stabiliti da altri, sempre con qualcuno dietro che gli dice cosa devono fare e cosa non devono fare, in pratica impossibilitati materialmente a gestirsi da soli, cosa fondamentale nella crescita. Non hanno momenti di gioco decisi da loro, non possono scegliersi gli amici ma devono stare sempre con i compagni di classe, non possono rilassarsi un attimo se vogliono dopo pranzo, non possono leggersi un fumetto o guardare un cartone animato prima di mettersi a fare i compiti, e chi più ne ha più ne metta. Senza contare il problema delle attività extrascolastiche, che dovendo essere concentrate nelle pochissime ore libere da scuola contribuiscono al ritmo frenetico delle giornate dei bambini di oggi. E poi le ricerche puntualmente stabiliscono che a Natale i bambini delle elementari ci arrivano stressati, cosa impensabile 20-30 anni fa.
    - i bambini di oggi si stancano dei genitori e vanno davanti alla tv? Anche io mi stancavo dei genitori e degli adulti in generale, ma andavo a giocare sotto casa (oltre a guardare la tv), se oggi non lo fanno più significa che non ne hanno la possibilità, o forse che nessuno glielo ha insegnato, e quindi trovano naturale passare dalle mura scolastiche a quelle di casa.
    Un discorso a parte meriterebbe la tv, che non rispetta niente a cominciare dalle regole del codice di autoregolamentazione, in nome della “libertà”, che poi è sempre più l’imposizione del proprio tornaconto.
    E’ certamente più facile imporre una divisa e un recinto piuttosto che insegnare a fronteggiare la realtà all’aperto, e senz’altro tanti ne sono convinti in buona fede, ma se non si interviene a monte combattendo chi propone certi modelli per motivi economici non servirà la scuola neanche 24 ore al giorno per cercare di limitare i danni.

  • 17. valentina scrive:

    Il grembiule dovrebbe essere obbligatorio in tutte le scuole per evitare disuguaglianze sociali nel campo della vestizione e inutili umiliazioni da parte di chi non puo’ spendere una fortuna in abiti di marca. Perche’ noi genitori non cominciamo a spiegare ai nostri figli che non si puo’ ottenere tutto e che ci sono delle regole da rispettare. A volte sono proprio le mamme che non vogliono rispettare le regole condizionando il comportamento dei nostri figli….e non ci lamentiamo se poi diventano dei bulli.

  • 16. anna scrive:

    x ross… per l’orario di pende dai genitori i mia madre alle 21 mi mandava a letto, e la stessa fine la facevano anche i mie fratelli più grandi e i miei coetanei che poi lei ross non lo facesse… e poi, il fatto che i bambini di 11 anno non ci vadano per loro volere… è un fatto molto non molto felice, le regole le impongono i genitori, non i figli!!!.gli stessi orari della scuola di oggi li facevo anch’io 30 anni fa, e non è il fatto di adattarli agli orari d’ufficio(mia madre era una casalinga e mio padre un medico morto quando avevo 4 anni 1/2 investito da un pirata della strada) ma il problema è che un bambino con 1 adulto ci gioca fino ad un certo punto.dopo un po’ si stanca, perchè ha voglia di stare con i suoi coetanei (e questo lo posso constatare con le mie nipoti che hanno la fortuna di avere dei genitori che sono particolarmente affiatati, presenti e giocherelloni).e dato che se stanno a casa, dopo un po’ si piazzano davanti al televisiore perchè comunque un genitore anche se casalinga/o non può aver il tempo di giocare perennemente con i figli:
    meglio a scuola a fare varie attività scolastiche (e oggi difficilmente le scuole sono disorganizzate, magari non a norma,ma si sono organizzati in altri modi..talvolta non servono i soldi e grandi spazi per le attività dei bvambini soprattutto se gli si fa fare i compiti e gli si insegna a studiare che poi è lo scopo del doposcuola, oltre al fatto ch espesso sono organizzati con dei gruppi sportivi)piùttosto che rincoglioniti davanti a playstation o programmi televisivi non sempre consoni ai bambini anche negli orari dei bambini.
    comunque grembiuli o divise servono tecnicamente a mettere sullo stesso livello le persone e nell’ambito scolastico aiuta non porre differenze stupide sociali, dovute principalmente a stupide mode, a far risparmiare i genitori per quanto concerne il vestiario.che poi si debba combattere altri fenomeni come per es.la pubblicità occulta sui libri di scuola, bhè quella è una lotta che le associazioni dei genitori oltre ad essere un’argomento ampiamente discusso delle commissioni anche della UE.

  • 15. Ross scrive:

    E io le posso ribattere che grembiuli e divise non si usano in vari paesi del mondo, democratici si, non democratici non saprei. So bene che le divise sono in uso in varie parti del mondo, ma indipendentemente dall’origine che hanno in quei paesi non cambia di una virgola quanto ho scritto. L’aggregazione inoltre non ha bisogno di divise per esprimersi. Il fatto di avere lo stesso grembiule o la stessa divisa non ha mai impedito le differenze sociali a scuola o comportamenti violenti nei confronti dei compagni.
    In quanto all’orario di scuola (elementare in questo caso), il fatto che l’orario sia sempre più adattato all’orario di ufficio dei genitori è un’altra delle storture del mondo attuale. E’ semplicemente pazzesco rinchiudere bambini di quell’età dentro un’edificio (magari neanche a norma e quasi sempre senza attrezzature e spazi) per la maggior parte del giorno. Certo è comodo, non si paga la baby sitter. Che inoltre abbiano poco a che fare col consumismo “grazie” a questo mi sembra un’affermazione estremamente semplicistica. Poi se hanno genitori responsabili a letto alle 21? Come no, a 9-10-11 anni a letto alle 21? Non ci andavo io a quell’età (27 anni fa) figuriamoci oggi.
    Certo che bisogna iniziare da qualche parte, ma come al solito si inizia da quella che da meno fastidio (agli adulti intendo).

  • 14. anna scrive:

    ross…il sistema delle divise è ancora tutt’ora in uso in tutto il Regno Unito(pubblico e privato) e fino all’ultimo anno di università,e questo capita anche in alcuni scuole degli USA,della Svizzera e in altri paesi del mondo sia democratico che non, inoltre viene usata anche nello sport.La divisa è di fatto,uno “status simbol” cui fa piacere farne parte,principalmente perchè è aggregante.
    Comunque a scuola in media i bambini ci rimangono per la maggior parte della giornata:in media dalle 8.00 fino 16 se non le 18.
    quando arrivano a casa dopo poco,circa le 21,se hanno dei genitori responsabili,vanno a dormire.quindi con il mondo consumistico …hanno poco a che fare se si lavora all’interno del mondo scolastico.da qualche parte bisogna iniziare…

  • 13. Ross scrive:

    Paolo non mi riferivo in particolare a lei, solo che il suo punto di vista viene tirato fuori sempre quando si parla di grembiule si o no, e troppe volte viene fatto anche a sproposito (anche qui non mi rivolgo a lei).
    Allora entriamo un attimo nel dettaglio: o si fa come nella scuola di Anna, ovvero un controllo totale, ma possiamo anche spingerci a livello della divisa unica stile Cina di Mao se vogliamo, o non lo si fa. In questo caso che succederà? Che i bambini meno fortunati ne soffriranno. Ovvero proveranno a scuola quello che altrimenti proveranno fuori dalla scuola. Proveranno quindi cosa vuol dire vivere da bambini oggi, visto che il mondo adulto se ne frega fino a che non ha il proprio figlio e allora se ne accorge. E’ la stessa ipocrisia che fa venire idee “geniali” come andare a scuola a piedi con tanto di accompagnatore visto che non si fa moto, salvo poi rimpinzare i propri figli di merendine e tv, visto che fuori è pericoloso e non ci possono andare perché mancano gli spazi. E costa meno lo scuolabus a piedi che uno spiazzo per giocare.

  • 12. paolo scrive:

    Ross… mi sento chiamato nel merito quindi le dico: io non posso in ALCUN MODO evitare che i bambini siano bombardati come dice lei… e nn voglio uniformare proprio nessuno. Le posso solo garantire che i bambini meno fortunati avvertono la situazione e ne soffrono.

  • 11. Ross scrive:

    Il grembiule va bene quando ha uno scopo pratico, quindi se serve per evitare di sporcare i vestiti quando i bambini sono molto piccoli ci può stare. Ma al di la di questo lo considero ne più ne meno di una divisa, così come sono divise i vestiti di moda, le magliette firmate, i jeans di un certo tipo. Solo che il grembiule piace agli adulti che magari ricordano 30 anni fa quando non si faceva a gara con i vestiti e c’erano le mezze stagioni e il latte era più buono ecc. Scordano questi adulti che 30 anni fa non esisteva la moda per bambini che ha preso il via negli anni 80′. A me discorsi simili fanno molta tristezza, perché da un lato in nome della libertà non si vieta in alcun modo di far bombardare i bambini da stili di vita tendenze e spot che li spingono a comprare, dall’altro per reazione li si vuole uniformare secondo i propri desideri.

  • 10. antonello scrive:

    Concordo con quasi tutti i post precedenti.Non capisco come alcuni possano ritenere scomodo il grembiule:in realtà tale indumento nacque perchè 80 anni fa si scriveva con le penne con l’inchiostro dove bisognava inzuppare il pennino.Quindi nasce come strumento utile per non spoccare i vestiti.Dal punto di vista 68ottino invece credete che siano migliori le tutine tutte uguali,magari diversificando bimbi da bimbe?Robetta da boy scouts. Personalmente preferisco i grembiuli e poi quante classi di lavoratori per tutto il loro periodo di attività lavorativa indosseranno un camice.

  • 9. Paolo scrive:

    Quello del grembiule è solo l’ultimo dei problemi causati dal “sessantotto” alla scuola italiana.

  • 8. paolo scrive:

    Concordo pienamente circa l’utilità “sociale” che possa avere il grembiule: effettivamente elimina la possibilità che i bambini inizino a distinguere nettamente delle classi sociali (come oggi purtroppo in Italia ne esistono) basandosi sul modo di vestire dei loro compagni. Per quanto riguarda la scarsa praticità denunciata da alcuni vorrei citare un esempio: nella mia vecchia scuola (ho 21 anni) invece del grembiule si è optato per una tuta, che comunque assolve al medesimo compito.

  • 7. Alessia scrive:

    SONO DACCORDO CON ANNA E SERGIO, IO A SCUOLA UTILIZZAVO IL GREMBIULE(ho 30 anni), E NON RICORDO EPISODI IN CUI CI SI CONFRONTAVA PER I VESTITI CHE SI INDOSSAVA PERCHE’ OVVIAMENTE ERANO NASCOSTI, COMUNQUE CREDO CHE NEI PRIMI ANNI ‘80 NON CI SI PONEVA ANCORA IL PROBLEMA DELL’APPARIRE E DELLE MARCHE, NOI ERAVAMO DEI BAMBINI “VERI” FORSE UN PO’ “TONTOLONI” MA BAMBINI. OGGI A 7/8 ANNI SONO MOLTO PIU’ SVEGLI,FURBI SONO PURTROPPO “NATI” GIA “GRANDI”,ALMENO LA GRAN PARTE DEI BIMBI.

  • 6. anna scrive:

    caro sergio è per questo che se istituissero una divisa per tutti o venisse istituito di nuovo il grembiule si comincerebbe ad abbattere, o per lo meno, arginare certi fenomeni che erano già una realtà quando andavo io a scuola (ho 35 anni) e che non sono stati affrontati e combattuti alla radice quando si presentarono(il bullismo era evidente già negli anni 70/80 ti ricordi quando ai paninari rubavano le scarpe o altri oggetti?quello che cosa era?a milano e provincia c’erano delle vere e proprie bande:quartoggiaro,la barona, pioltello,gorgonzola….è vero l’unica vantaggio era che i genitori del tempo intervenivano oggi sono degli scarica barile..e la colpa è sempre degli altri non dei prorpi cari figlioletti e questo vuol dire tanto)certo che finchè si permette che i bambini siano oggetto di un vero business…non possono altro che crescere nel modo cui tu hai descritto…

  • 5. Roberto scrive:

    Non credo sia importante il con o il senza grembiulino; l’importante è come vengono cresciuti dai loro genitori!!! E’ tutto li il succo della questione. I figli crescono con una mentalità fondata esclusivamente sulle cose materiali perchè questa mentalità la vivono, la respirano, la assorbono in FAMIGLIA!!!
    Perciò viva la libertà di vestire i figli come si preferisce, e state loro più vicini, spiegate loro come gira il mondo, siate PRESENTI nella loro vita.
    La società di oggi va sempre peggio perchè noi siamo troppo impegnati a lavorare per poterci pagare il cellulare, la pizzeria, il vestito all’ultima moda … In famiglia, quando abbiamo avuto il secondo figlio, abbiamo fatto una scelta: mia moglie si è licenziata ed è stata a casa a seguire i figli: tiriamo la cinghia, sono anni che non usciamo a cena, il cinema è una localià a noi sconosciuta, ecc. Tutti questi disagi sono compensati dal fatto che abbiamo due figli meravigliosi, che crescono senza complessi anche se non hanno il vestitino all’ultima moda.

  • 4. Sergio scrive:

    Ma si i vecchi tempi del grembiulino…. Mi ricordano l’infanzia e la scuola con dolcezza e simpatia… Ora i bimbi alle elementari fanno già i bulletti mostrando le scarpette all’ultima moda etc… Cresco già con un mentalità fondata esclusivamente sulle cose materiali e di conseguenza edificano i loro rapporti interpersonali basandosi esclusivamente su giudizzi estetici..

  • 3. Pietro Serra - Sorso scrive:

    Ciao Paolo.
    Questo commento non te lo faccio per il post ma più in generale…
    Anzitutto mi presento. Ho 19 anni e mi chiamo Pietro.
    Ciò che voglio segnalarti è il fatto che di noi giovani non solo in rete ma anche alla tv, così come nella radio e tutti i mass media non parlano mai; o meglio se ne parla solo quando accadono fatti gravi. Io già da qualche tempo mi sono aperto un blog (e scusa la presunzione) abbastanza frequentato non solo dagli adulti ma anche dai giovani per bene che ormai sono stanchi del fatto che la nostra fascia d’età sia quotidianamente messa sotto i riflettori.
    Al fine di occupare questi giovani ormai da qualche mese ho fondato anche “Gioventù Cristiana” che puoi trovare su http://gioventucristiana.135.it/ dove tutti noi scriviamo ciò che accade sotto visione cristiana anche se non tutti sono cattolici e alcuni nemmeno praticanti. Insomma, ciò che m’importa è che i miei coetanei non siano allo sbando.
    Spero che leggi questo commento e magari a te piacendo visiti il mio blog su http://sardu88.splinder.com/ e magari se ti va commentare pure.

    Un tuo stimatore.

    Pietro Serra.

  • 2. Mypipe scrive:

    Sono pienamente d’accordo con l’uso del grembiule, almeno fino alla fine delle elementari, e appoggio in pieno il post di Anna e tutte le motivazioni positive in tal senso degli intervistati.
    Non e’ vero che omologa l’individualita’ di una persona come molti vorrebbero far credere, anzi, penso che contribuisca a mettere sullo stesso piano tutti i gli alunni, cancellando l’eventuale divario di appartenenza di sociale e di etnia, che troppe volte si accentua nel modo di vestire.
    Altresi’ li fa sentire parte di una societa’, quella scolastica e li rende fieri di appartenere, a loro modo e nel loro piccolo, ad un mondo che ha le sue regole, i suoi diritti e i suoi doveri.
    Per non parlare poi dell’enorme utilita’ per quanto riguarda la salvaguardia dei vestiti e della salute, visto che il grembiule permette di mantenere la temperatura corporea molto piu’ stabile rispetto a maglioncini e felpe.
    Da non sottovalutare poi che rende i bambini veramente carini.
    Quindi, anche se non so se per nostalgia del passato fanciullesco che ancora alberga in ognuno di noi.
    Viva il grembiule.

  • 1. anna scrive:

    alla scuola di mia nipote obbligano ad indossare una specie di divisa:camicetta bianca,felpa o golf o giacca rossa, pantaloni o gonna blu scarpe rosse, tuta della scuola e grembiule per lavori di pittura o di disegno in generale.
    Cartella, e il diario non devono essere di marca e anche i quaderni devono essere ricoperti con le copertine coprenti in tinta unita 1 colore diverso per materia (niente personaggi dei cartoni animati).risultato:4 vestiti per il ricambio x tutto l’anno,riduzione spesa di cancelleria, cartelle e diario.oltre a una drastica riduzione della spesa dei vestiti per il sabato e la domenica.non cresce con la cultura del vestito di marca a tutti i costi.oltre a dare, a mio avviso, un’impostazione diversa a livello di mentalità della scuola.di solito la divisa è simbolo di disciplina e rigore anche se poi dipende principalmente dai genitori e poi dagli insegnanti insegnare che cosa è.
    credo che dovrebbe essere così in tutta italia, si eviterebbe ai genitori di spendere un patrimonio per cose inutili, e aiuterebbe alle famiglie più in crisi ad evitare il disagio e l’umiliazione da parte dei genitori di dire al proprio figlioletto:”Non possiamo permettercelo!” e al figlioletto di sentirsi diverso dagli altri coetanei, interpretando la propria condizione come una diversità, autoemarginandosi, cosa che capita, purtroppo, spesso.

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